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GESTIONE d’Arienzo (PD Capitanata): “Consorzio di bonifica del Gargano, c’è bisogno di un drastico cambio di rotta”

Il segretario provinciale, Pierpaolo d'Arienzo: “Gestione discutibile e poco chiara"

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
5 Gennaio 2024
Manfredonia // Monte S. Angelo //
A seguito dell’intervento del Primo cittadino di San Marco in Lamis, Michele Merla, che ha manifestato gravi preoccupazioni da parte di molti colleghi sindaci del Gargano, credo sia opportuno aprire una riflessione sull’attuale gestione e, di conseguenza, sulla opportunità o meno di mantenere in piedi un ente strumentale come il Consorzio di Bonifica Montana del Gargano alle attuali condizioni” – spiega il segretario del Partito Democratico di Capitanata, Pierpaolo d’Arienzo.
“Tali preoccupazioni, infatti, derivano da una gestione discutibile, a tratti poco chiara, che non ha visto e non vede tuttora alcun coinvolgimento dei principali attori del territorio da parte dell’attuale governance del Consorzio stesso” – continua d’Arienzo.
Un esempio è dato dalla delibera con la quale il CDA ha deciso di aumentare del 15% le quote consortili: “un incremento che ha una ricaduta nefasta sui bilanci degli enti comunali ma anche sui conti di molti proprietari di terreni privati ricadenti nel comprensorio di competenza; migliaia di euro in più che annualmente verranno incassati, senza ricadute di sorta sui territori in termini di servizi e lavori!”.
Per d’Arienzo – “Paradossale, invece, la vicenda degli attraversamenti con la richiesta da parte degli attuali amministratori del Consorzio di ingenti somme di denaro a carico dei comuni del Gargano, a titolo di arretrati e contributi a ruolo per gli anni avvenire: per ogni sentiero, strada comunale e/o altra infrastruttura viaria di proprietà comunale che interseca un canale, i comuni devono versare ingenti somme nelle casse consortili, senza che questi canali vengano ripuliti o manutenuti da decenni! Anzi, spesso è accaduto che la pulizia sia stata garantita dagli stessi enti comunali, a proprie cure e spese. Centinaia di migliaia di euro da versare nelle casse del Consorzio che potrebbero essere utilizzate invece dai Comuni stessi per la manutenzione dei tanti chilometri di strade sparse su tutto il territorio Garganico. Al danno la beffa!”.
“E di beffa parliamo anche nel caso dello spostamento della sede a Cagnano Varano e della pericolosissima operazione di costituzione di una società in house (tra ľaltro in controtendenza con le linee dello Stato sul contenimento della spesa)!” – rimarca il segretario provinciale del Pd.
“Due esempi, entrambi, di una gestione alquanto singolare dell’ente, che invece avrebbe dovuto concentrarsi sui tanti progetti già finanziati negli anni passati ed ormai arenati, sui quali incombe il rischio concreto di revoca del finanziamento, come per l’acquedotto rurale nel Comune di Monte Sant’Angelo del CIS Capitanata” – fa presente anche nella sua veste di sindaco.
D’Arienzo, infine, chiede: “Da tutto ciò scaturisce la domanda legittima dei cittadini del Gargano e degli enti pubblici: un consorzio gestito in questo modo ha ancora ragione di esistere?
In tanti pensano che il Consorzio di Bonifica del Gargano possa ancora svolgere un ruolo importante nel nostro territorio, ma è chiaro che c’è bisogno di un drastico cambio di rotta.
Riflessione quest’ultima che sindaci e rappresentanti delle varie istituzioni coinvolte devono porre al Presidente Michele Emiliano e all’Assessore Donato Pentassuglia, in un incontro da tenersi con estrema urgenza”.

2 commenti su "d’Arienzo (PD Capitanata): “Consorzio di bonifica del Gargano, c’è bisogno di un drastico cambio di rotta”"

  1. Credo che la riflessione del sindaco sia corretta, un consorzio ha ragione d’essere se svolge un ruolo attivo con interventi a favore dei consorziati. Tra l’altro il consorzio dovrebbe essere una libera adesione, mentre si obbliga miglia e migliaia di piccoli proprietari terrieri a versare una vera e propria tassa senza ricevere nessun servizio in cambio.
    Credo sia opportuno mettere su un movimento che porti a chiudere questa esperienza negativa sotto tutti i punti di vista.
    La possibilità di discutere con una struttura che abbia una nuova visione sui vari territori sentendo la necessità di adeguare le proprie difficoltà singole a possibili opportunità collettive.
    Il territorio di macchia di Monte Sant’Angelo ha una grande necessità di avere una rete di acqua a disposizione della colture degli uliveti che da anni soffrono la siccità ormai diventata cronica, ma sono costretti a pagare il balzello senza che nessuno parli di progettazione possibile.

  2. Il sindaco D’Arienzo ha perfettamente ragione, bisogna ripensare completamente il consorzio di bonifica montana. Intanto non c’è niente da bonificare, tutt al più c’è da aiutare l’agricoltura nello stoccaggio e distribuzione dell’acqua, anche con riferimento alle acque di scarico della depurazione cittadina che attualmente viene scaricata nelle falde o a mare.
    Credo personalmente che si debba ripensare il tutto basando anche il contributo delle migliaia e migliaia di cittadini sulla effettiva fruibilità del servizio che esso deve fornire, ad oggi serve a coprire le spese di mantenimento della struttura.
    Convocate un assemblea x aprire una discussione pubblica.

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