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DURA EPISCOPO Insulti sui social, la sindaca Episcopo alza il muro: “Basta odio, vanno isolati”

Nel mirino della prima cittadina finiscono comportamenti che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
5 Gennaio 2026
Foggia // Politica //

FOGGIA – Un appello netto, senza sconti, che sta dividendo l’opinione pubblica ma che ha già raccolto consensi trasversali. La sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, interviene con parole dure contro l’odio e il turpiloquio che infestano i social network, invitando cittadini e utenti a un vero e proprio “esercizio civico” per il nuovo anno: isolare, ignorare e bannare chi trasforma le piattaforme digitali in luoghi di offesa e violenza verbale.

Nel mirino della prima cittadina finiscono comportamenti che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico: insulti alle donne e alle istituzioni, istigazione sociale, diffamazione seriale, sciacallaggio sulle disgrazie altrui, linguaggio sessista e omofobo, body shaming e la costruzione artificiosa di scandali inesistenti. Un elenco preciso, accompagnato da toni perentori, che ha acceso il dibattito tra i foggiani.

«Non facciamoci infettare», il messaggio di fondo della sindaca, che distingue con chiarezza tra ciò che è legittimo e ciò che non lo è. «Ben vengano la critica politica corretta e costruttiva, l’ironia ben fatta, le battute intelligenti, le sane chiacchierate e un’informazione puntuale, anche se pungente. Tutto il resto è canceroso e ci infetta pericolosamente», afferma Episcopo.

L’invito è a selezionare i contesti comunicativi, lasciando spazio solo a chi rispetta determinate regole di civiltà. «Gli altri fuori», è la linea indicata, con un approccio dichiaratamente intransigente anche rispetto ai reati commessi online. Per chi supera il perimetro dell’opinione e sconfina nell’illecito, la sindaca non ha dubbi: «Appuntamento in tribunale».

Particolarmente duro il passaggio in cui Episcopo suggerisce l’isolamento degli odiatori seriali: «Devono restare soli a parlare tra loro, nella stessa putrida melma del web fatta di parole e pensieri indegni e inaccettabili». Un fenomeno che, secondo la prima cittadina, provoca danni irreparabili all’immagine della città e della comunità locale.

Da qui l’appello all’unità e a un uso responsabile della parola, nel pieno rispetto della libertà di pensiero sancita dalla Costituzione. Con una chiosa che lascia spazio alla speranza: «Chissà se qualcuno si redime, ne sarei molto felice».

Uno sfogo che è anche una presa di posizione politica e culturale, destinata a far discutere ancora, ma che pone al centro una questione sempre più urgente: il confine tra libertà di espressione e odio digitale.

Lo riporta FoggiaToday.it

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"Bellezza e bruttezza sono un miraggio perché gli altri finiscono per vedere la nostra interiorità.” (Frida Kahlo)

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