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DIFENDIAMO FOGGIA Quartiere Ferrovia, “Difendiamo”: «Il degrado lo denunciano i residenti»

"Servono dati, controlli e più pattugliamenti"

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
5 Gennaio 2026
Cronaca // Foggia //

FOGGIA – «Bene l’apertura dello Slow Park, ma sul fronte sicurezza c’è ancora moltissimo da fare». È la posizione del comitato “Difendiamo il Quartiere Ferrovia”, che interviene dopo l’analisi diffusa dal gruppo Con e rilancia il tema della percezione di insicurezza segnalata – sostengono – dagli stessi residenti.

Secondo il comitato, tra comunicazione istituzionale e vita quotidiana “spesso c’è distanza”. Nel comunicato di Con si parla di presidi dalle 8 alle 22, ma «chi vive qui sa che non sempre coprono quell’arco orario», affermano, sostenendo che in molte giornate i controlli terminerebbero intorno alle 18. Non solo: «Si tratta quasi sempre di presidi statici, utili come punto visivo ma insufficienti se non affiancati da pattugliamenti dinamici, a piedi, su più strade contemporaneamente». Il rischio, secondo l’associazione, è che «il degrado non resta fermo davanti a una pattuglia: si sposta di cento metri».

Nel testo viene richiamato anche un episodio recente: «Solo venti giorni fa – ricordano – è avvenuto un accoltellamento nel centralissimo viale XXIV Maggio», preceduto, a loro dire, da risse tra stranieri e «addirittura da una guerriglia urbana».

Videosorveglianza: «Deve prevenire, non solo registrare»

Positivo, secondo “Difendiamo”, anche il potenziamento della videosorveglianza, ma con una puntualizzazione: «Le telecamere devono servire prima, non soltanto dopo». Per il comitato, se il monitoraggio avviene in tempo reale «la videosorveglianza può e deve diventare uno strumento di prevenzione e intervento tempestivo, non un archivio consultato a fatto avvenuto».

«Serve un piano del commercio e controlli sulle licenze»

Sul tema della riqualificazione, il comitato dice di condividere una frase attribuita all’assessore De Santis: il Quartiere Ferrovia non può essere governato solo con interventi emergenziali o esclusivamente sul piano sicurezza. «Accanto al controllo del territorio – sottolineano – servono cultura, socialità, servizi, partecipazione».

Ma indicano anche quello che definiscono “un nodo” ancora irrisolto: «L’assenza di un vero piano del commercio», nonostante l’esistenza – ricordano – di un assessorato dedicato e di un quadro normativo di riferimento, citando il D.Lgs. 114/1998. Per “Difendiamo” non è sostenibile che continuino ad aprire attività “fotocopia” una accanto all’altra: «Questo alimenta concentrazioni, micro-assembramenti, degrado e, in alcuni casi, usi impropri dei locali». Da qui la richiesta di «un serio controllo a monte delle licenze» e «più rispetto per il tessuto storico-culturale della zona».

Igiene, destinazione d’uso e sicurezza

Il comitato chiede anche «controlli uguali per tutti», richiamando gli obblighi igienico-sanitari e i protocolli HACCP previsti dal Regolamento CE 852/2004. Richiami anche su prevenzione incendi e affollamento, con riferimento alle procedure di sicurezza e ai controlli connessi alle attività soggette a prevenzione incendi.

Altro punto: la trasformazione di locali commerciali in abitazioni o dormitori. «Qui – sostengono – il tema non è opinione: è urbanistica, destinazione d’uso e sicurezza», citando il D.P.R. 380/2001 (Testo unico dell’edilizia) per il cambio d’uso e le regole edilizie.

«Serve l’Esercito. E c’è l’emergenza rifiuti»

Nella parte più netta del documento, “Difendiamo il Quartiere Ferrovia” rilancia la richiesta dell’Esercito come supporto alle forze dell’ordine: «Il quartiere e l’intera città di Foggia hanno necessità immediata dell’Esercito», scrivono, sostenendo che militarizzare significhi «rendere la città più sicura» e ricordando una raccolta firme che, a loro dire, avrebbe superato le 3.300 adesioni.

Nel mirino anche la gestione dei rifiuti: il comitato collega l’eliminazione di alcuni punti di conferimento nella zona “più calda” del quartiere, avvenuta oltre un anno fa, a un aumento dell’accumulo di immondizia nelle aree adiacenti. «Spesso è impossibile camminare sui marciapiedi», denunciano, chiedendo controlli più incisivi, anche «con pattuglie in borghese», per contrastare gli abbandoni irregolari.

La richiesta finale: «Trasparenza e report periodici»

In conclusione, “Difendiamo” ribadisce di accogliere positivamente i segnali di riqualificazione, ma chiede «trasparenza e dati». Se i presidi sono davvero attivi dalle 8 alle 22, spiegano, «venga pubblicato un report periodico» con turni, aree coperte e controlli svolti. Stessa richiesta per ordinanze e interventi: «Se funzionano, si pubblichino i numeri: sanzioni, interventi, esiti».

«Noi continueremo a fare la nostra parte: segnalare, documentare, proporre», conclude il comitato, invocando «collaborazione vera» tra Comune, forze dell’ordine, uffici competenti e cittadini.

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"Bellezza e bruttezza sono un miraggio perché gli altri finiscono per vedere la nostra interiorità.” (Frida Kahlo)

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