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ACCUSE Voti pagati per Comunali e Regionali: le accuse della Procura all’ex assessora Maurodinoia

Maurodinoia è, come il marito, accusata di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
5 Aprile 2024
Attualità // Prima pagina //

BARI – Il sistema messo in piedi da suo marito Sandro Cataldo era funzionale al consenso di partito, ma soprattutto a fare eleggere lei. Anita Maurodinoia, scrivono i pm Savina Toscani e Claudio Pinto con l’aggiunto Alessio Coccioli, avrebbe «preso parte alle associazioni per delinquere» finalizzate alla corruzione elettorale «in occasione delle amministrative del 26 maggio 2019» (quelle per il Comune di Bari) e «delle amministrative del 20 e 21 settembre 2020 (sindaco e consiglio comunale Grumo Appula, presidente e Consiglio regionale)» attraverso «l’offerta o la promessa all’elettore di 50 euro a voto, per ottenere necessarie alla propria elezione ed a quella di altri candidati sostenuti dalla medesima coalizione».

Maurodinoia è, come il marito, accusata di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale.

Anna Maurodinoia consiglio regionale
Anna Maurodinoia consiglio regionale

Ma la Procura ha richiamato anche le risultanze del procedimento Codice interno, quello in cui emergevano i suoi rapporti (e quelli del marito) con alcuni esponenti del clan Parisi.

Maurodinoia, candidata ed eletta sia al Comune nel 2019 che alla Regione nel 2020 «risulta esser estata più volte indicata quale soggetto a cui destinare la preferenza in cambio della somma di 50 euro, in abbinamento con i candidati De Giosa-Di Giorgio (maggio 2019) e Lella (20-21 settembre 2020».

E dunque dal cellulare della ormai ex assessora regionale ed ex esponente Pd, i consulenti tecnici della Procura dovranno estrarre anche le chat successive al 26 febbraio, giorno dell’arresto dell’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri e della moglie consigliera comunale Mari Lorusso, «essendo necessario acquisire le interlocuzioni ed i commenti» di «lady preferenze» a quell’operazione in cui anche lei è indagata e più volte nominata.

«Verifico un’anomalia – dice l’avvocato di Maurodinoia, Mario Malcangi -, cioè la stessa contestazione che la vede indagata e che è ascritta nella rubrica cautelare a carico del marito è l’unica contestazione questa per la quale il gip, che pure ha applicato la misura per altre ipotesi di reato, ha escluso la gravità indiziaria a carico di Sandro Cataldo anomalia sulla quale è opportuno avviare una ponderata riflessione.

«L’assessore Maurodinoia – dice il suo avvocato – ha deciso di dimettersi a tutela delle istituzioni che ha sempre servito e a garanzia dell’operato della magistratura».

Emiliano non ha invece potuto difendere la sua assessore come ha fatto il mese scorso, quando è emerso che era indagata per voto di scambio politico-mafioso. Il governatore ieri ha detto che «Maurodinoia si è immediatamente dimessa, nonostante lei ritenga di essersi sempre comportata correttamente», e ha invitato «coloro che stanno già strumentalizzando questa vicenda» ad essere «garantisti come lo sono stati con un ministro».

EMILIANO

Quando invece era emersa nell’altra inchiesta della Dda la diversa e più grave accusa nei confronti di Maurodinoia di voto di scambio politico mafioso, con la stessa ipotesi di acquisto di voti a «50-70 euro», Emiliano era stato tranchant: «Non possiamo certo intervenire sulle suggestioni. In questa fase non c’è da fare alcunché, né da prendere alcun provvedimento. E neppure da fare commenti particolari. Occorrerebbe capire di che cosa si sta parlando con precisione. Da quello che leggo si tratta di fatti risalenti a 4-5 anni fa e forse ancora di più». Esattamente come quelli emersi ieri.

In quei giorni della prima inchiesta il Pd, con la segretaria Elly Schlein, aveva fatto pressing per far saltare Maurodinoia ma Emiliano l’ha blindata.

Ieri si è mosso pure anche il segretario regionale, Domenico De Santis, prefigurando che «lady preferenze» potesse essere espulsa: e così Maurodinoia si è dimessa anche dal Partito democratico. Resterà in Consiglio regionale come indipendente, mentre il governatore Emiliano manterrà l’interim dei Trasporti fino a un possibile rimpasto di giunta.

Fonti verificate: GAZZETTADELMEZZOGIORNO //

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