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Istat: ’80 euro’? Effetto minimo, sale disoccupazione


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(ANSA) Nel 2014 il Pil in termini reali salirà dello 0,6%, mentre nel 2015 è prevista una crescita dell’1,0%. Lo stima l’Istat nella nuove prospettive dell’economia italiana. Il governo nelle ultime stime ufficiali indicava +0,8% per il 2014 e +1,3% per il 2015.

Gli 80 euro in più in busta paga produrranno un ”effetto minimo positivo” sui consumi delle famiglie nel 2014, previsti in ripresa dello 0,2%, dopo tre anni di riduzione. Nel 2015 si prevede un ulteriore miglioramento con una crescita dei consumi delle famiglie pari allo 0,5%.

Il tasso di disoccupazione aumenterà al 12,7% nel 2014 (5 decimi in più rispetto al 2013). (ANSA)

Istat: ’80 euro’? Effetto minimo, sale disoccupazione ultima modifica: 2014-05-05T12:03:07+00:00 da Redazione



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  • Redazione

    ISTAT: SPESA FAMIGLIE 2014 RISALE DOPO 3 ANNI IN CALO

    CODACONS: PREVISIONE SBALLATA!

    BONUS DI 80 EURO DEVE DIVENTARE SUBITO PERMANENTE SE SI VOGLIONO EFFETTI SIGNIFICATIVI SUI CONSUMI

    Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2014 la spesa delle famiglie, dopo tre anni di riduzione, segnerebbe un aumento dello 0,2%. Nel 2015 si prevede un ulteriore miglioramento con una crescita dei consumi delle famiglie pari allo 0,5%.

    Per il Codacons l’Istat ha confermato, per il 2014, le previsioni già rese note il 4 novembre 2013. Il che vuol dire o che all’epoca le stime erano sballate, troppo ottimistiche, oppure che l’effetto degli 80 euro in busta paga è pari a zero, dato che il + 0,2% era già stato previsto durante il Governo Letta.

    Insomma per l’associazione di consumatori, comunque la si metta, c’è qualcosa che non quadra.

    La realtà è che la previsione Istat non può che essere “sballata”, dato che ci sono ancora troppe variabili da definire, a cominciare dalla Tasi che le famiglie saranno costrette a pagare e che possono annullare, in parte, l’effetto del bonus.

    Per il Codacons gli 80 euro in busta paga avranno un effetto sui consumi e sul Pil, ma questo non sarà alto, dato che il bonus non riguarda le famiglie più povere (incapienti, disoccupati e pensionati) che hanno una maggiore propensione marginale al consumo e, attualmente, è una tantum.

    Solo quando ci sarà la garanzia che il bonus diventerà permanente, allora le famiglie potranno fare affidamento su quei soldi e decidere di spenderli. Altrimenti, salvo non si riesca ad arrivare a fine mese, saranno destinati al risparmio.

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