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Bandi di gara solo online, Regione difende casta editori


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Bari – STOP ad avvisi e bandi di gara sui quotidiani: con un ordine del giorno, il Consiglio regionale della Puglia chiede all’unanimità al Governo nazionale di considerare le ricadute negative di tali provvedimenti e di rivedere le decisioni assunte. Il divieto di pubblicare bandi e avvisi delle Pubbliche Amministrazioni è previsto nel decreto legge 66 del 24 aprile 2014 (il decreto Irpef dell’esecutivo Renzi). Limitare le pubblicazioni alla Gazzetta Ufficiale e alla diffusione telematica “è un colpo durissimo per i bilanci delle aziende editrici e mette in pericolo la sopravvivenza dei giornali, ai quali quelle pubblicazioni garantiscono una boccata d’ossigeno insostituibile”, sottolinea il presidente del Parlamento pugliese, Onofrio Introna, che ha proposto insieme ai colleghi dell’Ufficio di Presidenza il documento approvato all’unanimità dalla massima Assemblea pugliese.

Mentre editori, redattori e lavoratori dei quotidiani sono già costretti a un “presente difficile, i ricavi diminuiscono e crescono solo contratti di solidarietà, cassa integrazione e prepensionamenti – dice Introna – lo stop agli annunci di gare sui giornali avrebbe ricadute gravissime sui conti dei giornali, in particolare del Mezzogiorno. La crisi, infatti, si abbatte ancora più pesantemente sull’economia delle regioni meridionali”. Senza i proventi dei bandi e con le altre pubblicità rarefatte dal momento economico infelice, sarà impossibile far quadrare i già difficili conti economici dei quotidiani, che in grandissima parte non godono di finanziamenti pubblici.

La pubblicità, molto più delle vendite, è per la carta stampata la fonte di reddito pressoché esclusiva e le decisioni governative, secondo il Consiglio regionale pugliese, rischiano di strangolare i quotidiani e di provocare un vuoto di democrazia inaccettabile, tanto più nel Sud, oggi. Di contro, i risparmi per la Pubblica Amministrazione sarebbero inferiori ai danni alla libertà dell’informazione e alla tenuta occupazionale. Il lavoro giornalistico è già falcidiato infatti dalla crisi dell’emittenza televisiva privata.

Ribadendo che i quotidiani sono un presidio insostituibile di democrazia e pluralismo e che le loro difficoltà, accentuate dalla decisione governativa, limitano il diritto costituzionale dei cittadini alla libera informazione, il Consiglio regionale della Puglia impegna inoltre il Governo regionale a farsi parte attiva in ogni sede per difendere il diritto insopprimibile al pluralismo dell’informazione.

Redazione Stato

Bandi di gara solo online, Regione difende casta editori ultima modifica: 2014-05-05T18:57:59+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Dipendente disperata

    Come si potrebbe pensare di risparmiare con un decreto ke, al tempo stesso, sta mettendo in ginocchio milioni di lavoratori??? Io parlo da dipendente di una società di pubblicità legale….questo decreto non sta facendo altro che farmi perdere il lavoro! Come me, così tanti altri dipendenti…ed è possibile che di questa situazione non ci si pone il problema?


  • lisa

    Finalmente qualcuno commenta !!!!!sono anch’io una ex collaboratrice di una agenzia di pubblicità legale e proprio ieri ho rucevuto la lettera di licenziamento che ha cime causa l’entrata in vigore del dl 66 del 24 aprile. Chi sta approvando il provvedimento geniale di Renzi non cinosce la materia e ignora quanta gente lavora nel settore senza appartenere a nessuna casta… RINGRAZIO IL CONSIGLIO REGIONALE PER AVER SOLLEVATO LA QUESTIONE CHE DALL’OGGI AL DOMANI HA TOLTO A NE E AD ALTRE PERSONE UN POSTO DI LAVORO E UN REDDITO

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