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Coppa Italia, Tarquinio: Alfano riferisca in Parlamento


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Roma – “AL di là di effimere garanzie, che cadono nel vuoto, è opportuno che il ministro Alfano riferisca in Parlamento su cosa sia davvero avvenuto dentro e fuori lo stadio Olimpico. Gli eventi di sabato nel corso della partita di Coppa Italia devono sollecitare tutti noi ad una seria riflessione. Gli scontri pre-partita che hanno provocato numerosi feriti, uno stadio intero lasciato in ostaggio di teppisti e violenti, i fischi all’inno italiano rappresentano l’immagine vergognosa dell’Italia peggiore. Le smentite odierne del ministro dell’Interno sull’esistenza di una trattativa tra i rappresentanti delle forze dell’ordine e i capi ultras delle squadre non ci rassicurano ma, se possibile, ci preoccupano ancora di più. Le immagini di quei contatti, in seguito ai quali è stato consentito l’inizio della partita, le abbiamo viste tutti e mi pare assai difficile negarle. Alfano ci provi in Parlamento e, se non dovesse riuscirci, ne tragga le necessarie conseguenze”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Lucio Tarquinio.

Redazione Stato

Coppa Italia, Tarquinio: Alfano riferisca in Parlamento ultima modifica: 2014-05-05T19:31:45+00:00 da Redazione



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  • Redazione

    COMUNICATO STAMPA

    Cronaca nazionale

    5 maggio 2014

    COPPA ITALIA: NON SOLO ULTRA RISPONSABILI

    FIGC E LEGA CALCIO RIFIUTANO DI ATTUARE LA LEGGE 231 SULLA RESPONSABILITA’ DELLE SOCIETA’ DI CALCIO

    IL CODACONS DIFFIDA A NON ISCRIVERE AL PROSSIMO CAMPIONATO LE SQUADRE NON IN REGOLA CON LA LEGGE

    Quanto verificatosi sabato scorso durante la finale di Coppa Italia non può essere considerato un evento riconducibile esclusivamente alla responsabilità degli ultrà, ma va necessariamente ricollegato alla mancata adozione da parte dei vertici del calcio del modello organizzativo per la prevenzione dei reati, previsto dalla legge 231/2001, volto alla prevenzione della commissione degli illeciti sportivi che, a norma del Codice di Giustizia Sportiva, possono dar luogo alla responsabilità oggettiva della società sportiva per il fatto del proprio tesserato o di altro soggetto ad essa collegato (compresi i sostenitori). Lo afferma il Codacons, puntando il dito contro Figc e Lega Calcio.

    Tale mancata adozione – spiega l’associazione – oltre a far venire meno il requisito indispensabile per l’iscrizione al campionato di calcio, potrebbe configurare non solo fattispecie penalmente rilevanti, ma anche illeciti civili suscettibili di risarcimento danni per omissione delle previste doverose cautele organizzative e gestionali.

    L’art.7 dello Statuto della F.I.G.C. afferma che “Il Consiglio Federale emana le norme necessarie e vigila affinché le società che partecipano a campionati nazionali adottino modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire il compimento di atti contrari ai principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto”.

    Pur avendo il Consiglio federale FIGC approvato le linee guida per la redazione di un proprio Modello organizzativo ai sensi del D.lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa delle società e degli enti, tale modello non viene poi applicato nella realtà, e le società calcistiche non rispondono, come nel caso degli scontri di sabato scorso, dell’operato dei propri tifosi.

    Per tale motivo il Codacons chiede oggi di non iscrivere al prossimo campionato di serie A quelle squadre non in regola con quanto disposto dalla legge 231 del 2001.


  • Redazione

    COMUNICATO STAMPA

    Sport e violenza. Atti di violenza aumentati in occasione di manifestazioni sportive attorno agli stadi

    Disordini da parte di tifosi e tafferugli ai margini della finale di Coppa Italia a Roma, prima della partita. Il tema della sicurezza attorno agli stadi è balzato agli onori della cronaca nelle ultime ore. Nuovi episodi confermano ora come la violenza durante le manifestazioni sportive sia aumentata rispetto allo scorso anno. Nel 2009 si era assistita a una pausa momentanea. Infatti mentre i numeri dell’Osservatorio del Viminale relativi alla stagione sportiva 2008/2009 parlano di incidenti in sensibile diminuzione e di un drastico calo dei feriti da stadio (-48% tra le Forze dell’Ordine; – 20% tra i tifosi), si passa nella stagione successiva, secondo i dati del Ministero dell’Interno, addirittura alla quasi quadruplicazione dei DASPO. La stagione calcistica 2011/12 ha visto un andamento stabile degli incidenti con feriti nei gironi di andata (28 in 1.131 incontri di serie A, B e Lega Pro), peraltro caratterizzato dalla riduzione degli eventi in serie A (da 13 a 11) e in Lega Pro (da 9 a 5) e da uno sconcertante incremento in serie B (da 3 a 12, aumento del 300%) rispetto allo stesso periodo del campionato precedente. L’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive ha individuato la tifoseria della Nocerina come la più esagitata. In effetti, rispetto alla stagione precedente gli arrestati sono scesi da 50 a 33, i denunciati da 270 a 188 e solo in 2 incontri è stato necessario l’uso di lacrimogeni. Anche dal lato della prevenzione le cifre appaiono chiare: sono stati emessi ben 1.059 DASPO e la speciale classifica dei destinatari vede largamente in testa i tifosi del Napoli (360) seguiti da quelli della Roma (240).Pur di fronte a dati così eloquenti, rimangono impresse nella memoria le immagini degli ultras del Genoa che impongono la sospensione della partita con il Siena e la consegna delle maglie da parte dei giocatori genoani, nonché le parole preoccupate del segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia Enzo Marco Letizia (che segnala come “i violenti sono sempre più giovani, spesso intolleranti e razzisti”) ed alcuni retroscena emersi dalla recente inchiesta sulle scommessenel calcio (commistione di interessi tra tesserati, ultras, criminalità comune ed anche criminalità organizzata). Nel 2013, 258 atti di violenza commessi nelle vicinanze degli impianti sportivi sono stati registrati nella statistica criminale di polizia. Sono stati, peraltro, i luttuosi fatti avvenuti a Catania nel febbraio 2007 ad aver riproposto, in modo tragicamente attuale, la discussa problematica attinente le ripetute manifestazioni di violenza in occasione degli eventi sportivi, con particolare riferimento al gioco del calcio. La questione, ad onor del vero, è tristemente datata e, pertanto, sorge il dubbio che solamente la morte dell’Ispettore Capo Filippo RACITI abbia in qualche modo imposto agli organi competenti una seria riflessione ed un pronto intervento. È la prima volta dal 2013, che la violenza attorno agli stadi aumenta soprattutto nei confronti dei poliziotti. In particolare spicca l’incremento della violenza e delle minacce nei confronti di poliziotti. Se nel 2012 questi ultimi avevano subito pochi attacchi verbali o fisici, lo scorso anno si è registrata una crescita esponenziale (+85%).Per “atti di violenza” si intendono schiaffi, pugni e calci. Giovanni D’Agata , presidente dello “Sportello dei Diritti”, sostiene sanzioni severe nei confronti delle persone che compiono atti di violenza nella speranza che, almeno allo scopo di rendere onore a chi ha perso la vita per spirito di servizio, il futuro veda tutte le componenti istituzionali, comprese quelle sportive, seriamente e fattivamente impegnate nella medesima direzione.

    Lecce, 4 maggio 2014

    Giovanni D’AGATA

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