Treviso – Il Tribunale di Treviso ha emesso una sentenza esemplare nei confronti dei tre principali imputati coinvolti nella spettacolare rapina ai danni di un furgone blindato portavalori della Civis, avvenuta tra i caselli di Treviso Nord e Treviso Sud.
I giudici hanno condannato G. S., un 42enne di Stornara (Foggia), A. F., 53 anni di Lavello (Potenza), e M. S., 56 anni di Civitanova Marche, a 9 anni e 4 mesi ciascuno.
I tre sono stati riconosciuti colpevoli di rapina, detenzione illegale di armi, ricettazione e lesioni personali.
La clamorosa azione criminale, condotta con una precisione quasi militare, aveva come obiettivo un portavalori che trasportava oltre 4 milioni di euro in contanti.
L’assalto si svolse tra i caselli autostradali di Treviso Nord e Treviso Sud, ma fu parzialmente sventato dai sistemi di sicurezza presenti sul veicolo: una schiuma che solidifica a contatto con l’aria venne diffusa per proteggere il denaro, limitando il bottino a circa 400 mila euro.
Durante l’assalto rimase ferita la guardia giurata Boris Colla, capomacchina del blindato, colpito da un colpo di striscio sparato dai malviventi.
Per mettere in atto il colpo, i responsabili utilizzarono quattro auto e un camioncino precedentemente rubati nel Foggiano.
Le indagini hanno analizzato tutti gli spostamenti dei mezzi pesanti nelle ore successive alla rapina: in particolare, è stato individuato un autoarticolato risultato di proprietà di una ditta pugliese, dove G. S. era impiegato, che aveva percorso la tratta verso Foggia partendo da Padova.
La sentenza rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro le bande specializzate in furti e rapine ad alto impatto criminale sulla rete autostradale italiana.
La procura ha espresso soddisfazione per la severità delle pene inflitte ai responsabili, auspicando che questa decisione possa fungere da deterrente per future azioni criminose di questo tipo.
Lo riporta trevisotoday.it



