BARI – I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito cinque ordini di carcerazione nei confronti di altrettante persone condannate in via definitiva per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e rapine in abitazione nelle province di Bari e Barletta-Andria-Trani.
I provvedimenti sono stati emessi dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bari in esecuzione delle sentenze definitive che hanno riconosciuto la responsabilità degli imputati per i reati previsti dagli articoli 416, 624, 624-bis e 625 del Codice Penale, commessi tra il 2020 e il 2021.
L’attività investigativa, condotta dai militari della Compagnia Carabinieri di Monopoli, ha consentito di ricostruire l’esistenza di una struttura criminale organizzata e stabile, dedita alla commissione di furti e rapine nelle abitazioni, con l’obiettivo di impossessarsi di ingenti somme di denaro e oggetti preziosi custoditi nelle casseforti delle vittime.
Secondo quanto accertato nel corso delle indagini, il gruppo operava con modalità particolarmente sofisticate. Gli indagati utilizzavano infatti radio ricetrasmittenti, disturbatori di frequenza (jammer), smerigliatrici, attrezzature da scasso e veicoli di grossa cilindrata rubati o dotati di targhe contraffatte. Prima di entrare in azione, le vittime venivano accuratamente selezionate attraverso pedinamenti, appostamenti e un’attenta analisi delle loro abitudini quotidiane e delle disponibilità economiche.
Per introdursi nelle abitazioni, i componenti dell’organizzazione facevano ricorso sia a chiavi sottratte ai proprietari sia a copie realizzate partendo da semplici fotografie delle stesse. Durante i colpi, inoltre, erano soliti travestirsi utilizzando parrucche da donna, passamontagna e mascherine, nel tentativo di eludere eventuali sistemi di videosorveglianza e rendere più difficoltosa la loro identificazione.
Le indagini hanno inoltre consentito di individuare a Bari una vera e propria base logistica, utilizzata dall’organizzazione per nascondere i mezzi rubati, custodire gli strumenti impiegati per i furti e occultare temporaneamente la refurtiva prima della sua immissione nei circuiti del riciclaggio.
Le risultanze investigative, supportate da attività tecniche, perquisizioni e servizi di osservazione e pedinamento, hanno costituito il quadro probatorio che ha portato alle condanne definitive e ai conseguenti arresti eseguiti nelle ultime ore dai Carabinieri.
L’operazione rappresenta un ulteriore risultato nell’azione di contrasto ai reati predatori e alla criminalità organizzata che opera sul territorio pugliese, confermando l’impegno delle forze dell’ordine nel garantire sicurezza ai cittadini e tutelare il patrimonio delle famiglie.



