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VIGNOLA CERIGNOLA Vignola, assalto al portavalori: arrestato il “pedinatore” della banda dei cerignolani

All’interno dell’organizzazione l’uomo avrebbe avuto un ruolo strategico, occupandosi del pedinamento dei furgoni portavalori

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
5 Giugno 2026
Cerignola // Cronaca //

Proseguono gli sviluppi dell’indagine della Polizia di Stato sull’assalto al furgone portavalori sventato a Vignola lo scorso 18 marzo, con un nuovo arresto disposto dal GIP del Tribunale di Bologna su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA).

Mercoledì 3 giugno gli agenti hanno rintracciato e arrestato un ulteriore componente del gruppo criminale, un 41enne residente a Cerignola (Foggia), già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a tentato omicidio, reati contro il patrimonio, spaccio e detenzione di armi clandestine.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all’interno dell’organizzazione l’uomo avrebbe avuto un ruolo strategico, occupandosi del pedinamento dei furgoni portavalori per studiarne percorsi e abitudini, così da pianificare tempi e modalità dell’assalto.

Rintracciato nei pressi della propria abitazione, è stato successivamente trasferito in carcere.

L’arresto rappresenta l’ultimo sviluppo di un’inchiesta complessa condotta dalle Squadre Mobili di Modena e Bologna, coordinate dal Servizio Centrale Operativo. Il piano criminale era stato interrotto proprio il 18 marzo, quando le forze dell’ordine bloccarono a Vignola un commando composto da 17 persone, dotato di armi pesanti, esplosivi e veicoli rubati.

In quell’occasione furono arrestati 14 soggetti in flagranza, con il riconoscimento da parte del GIP del reato di assalto a portavalori e il trasferimento degli atti alla Procura Distrettuale di Bologna.

Le successive indagini hanno poi portato all’individuazione di altri due componenti della banda, arrestati il 9 aprile a Cerignola con il supporto della Squadra Mobile di Foggia. Uno di loro è ritenuto la mente del colpo, mentre l’altro avrebbe curato la logistica e la predisposizione delle basi operative in Emilia.

L’operazione del 3 giugno conferma la ricostruzione investigativa e la solidità dell’impianto accusatorio, che resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria nella fase delle indagini preliminari, nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati.

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