VIESTE – Una vera e propria trappola mortale. Antonello Scirpoli, 35 anni, viestano conosciuto con il soprannome di “Musulin”, è stato ucciso a fucilate nella serata di venerdì in località Defensola, a Vieste.
Secondo quanto ricostruito, due killer lo avrebbero atteso nei pressi della sua abitazione, conoscendo con ogni probabilità i suoi orari di rientro. Scirpoli era infatti sottoposto all’obbligo di permanenza in casa dalle 22 alle 7. Proprio intorno alle 22, mentre rientrava a bordo di uno scooter dopo aver trascorso la serata nella pizzeria della compagna, è stato raggiunto da diversi colpi di fucile.
I sicari avrebbero esploso sei fucilate. L’uomo è morto poco dopo, nonostante i tentativi di rianimazione da parte del personale del 118.
L’inchiesta è stata affidata alla Dda di Bari, per le modalità dell’agguato, ritenute di stampo mafioso, e per il passato giudiziario della vittima. Si tratta del sesto omicidio registrato nel 2026 in Capitanata, dopo i quattro avvenuti a Foggia e quello nel ghetto di San Severo.
Scirpoli era stato arrestato nel dicembre 2022 con l’accusa di aver favorito la latitanza di Gianluigi Troiano, viestano ed ex esponente di vertice del gruppo Raduano, poi divenuto collaboratore di giustizia. Secondo l’accusa, avrebbe accompagnato la cugina, moglie di Troiano, a Foggia per incontrare il marito mentre era ricercato.
Condannato in primo grado a cinque anni dal Tribunale di Foggia per favoreggiamento aggravato dal metodo mafioso, aveva sempre respinto le accuse dichiarandosi innocente. La pena era stata poi ridotta a quattro anni e Scirpoli era tornato libero nell’autunno scorso, pur restando sottoposto a prescrizioni.
Secondo quanto emerso, proprio in questi giorni avrebbe voluto chiedere alla magistratura di posticipare l’orario di rientro a mezzanotte, per poter lavorare nel settore alberghiero.
Dopo l’omicidio, i carabinieri hanno eseguito diverse perquisizioni e ascoltato familiari e amici della vittima. Gli investigatori stanno cercando di individuare il movente dell’agguato, che potrebbe essere legato agli equilibri della criminalità viestana e ai rapporti emersi nelle indagini sulla latitanza di Troiano.
L’ultimo omicidio a Vieste risaliva al 26 aprile 2019, quando fu ucciso Girolamo Perna, ritenuto vicino al clan Li Bergolis. Quel delitto si inseriva nella guerra di mafia che, tra il 2015 e il 2022, ha insanguinato il territorio con morti, agguati e ferimenti.
Duro il commento del sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti: «Eravamo usciti nel 2019 da un incubo durato tanti anni, anche se recentemente avevamo percepito che qualcosa si stesse muovendo negli ambienti criminali. Tanto da aver segnalato già a marzo queste preoccupazioni alle forze dell’ordine».
Il riferimento è anche ai recenti episodi di sangue avvenuti nel territorio, tra cui il tentato omicidio di Danilo Notarangelo e il ferimento di Hechmi Hdiouech.
Fonte: Gazzetta di Capitanata



