Il Comune di Foggia avvia il percorso per candidare al programma regionale “Puglia Accogliente” un complesso immobiliare situato in località Tredici Carri, nei pressi di Borgo Mezzanone. L’obiettivo è recuperare e rifunzionalizzare gli edifici per realizzare alloggi destinati a migranti regolarmente presenti sul territorio, accompagnando l’intervento edilizio con servizi di inclusione sociale e percorsi verso l’autonomia abitativa.
L’indirizzo è contenuto nella deliberazione numero 201, approvata dalla Giunta comunale il 5 agosto 2026. Il progetto è stato denominato “Foggia Accogliente” e prevede la manutenzione straordinaria di un complesso appartenente a un soggetto privato, individuato attraverso la manifestazione di interesse promossa dal Comune.
L’immobile si trova in contrada Tredici Carri. La disponibilità è stata comunicata dalla proprietaria Filomena Piazzolla con una proposta arrivata via posta elettronica certificata il 30 luglio. Prima della candidatura definitiva dovranno essere verificate l’idoneità degli edifici, la conformità urbanistica, la destinazione residenziale e la possibilità per il Comune di disporne per almeno dieci anni dalla conclusione dei lavori.
Il bando regionale, finanziato con il Programma Puglia 2021-2027, sostiene interventi rivolti alle comunità emarginate e ai gruppi in condizioni di disagio abitativo. Nel caso dei migranti, la Regione punta al graduale superamento degli insediamenti informali, particolarmente diffusi nelle aree rurali della provincia di Foggia. Tra i contesti espressamente richiamati dall’avviso figurano Borgo Mezzanone e Torretta Antonacci.
Ogni progetto dovrà assicurare almeno quaranta posti. Le soluzioni potranno comprendere miniappartamenti, alloggi condivisi, foresterie e spazi comuni, con particolare attenzione alla sicurezza, all’accessibilità e alla dignità delle condizioni abitative. Sarà possibile realizzare anche ambienti destinati a servizi sociosanitari, attività culturali, formazione, aggregazione, sport e conciliazione tra lavoro e vita familiare.
Il contributo regionale parte da un massimo di un milione e mezzo di euro per una struttura da quaranta posti. Per ogni posto aggiuntivo sono previsti 35mila euro in più, fino a un finanziamento massimo di tre milioni di euro. Le risorse potranno coprire lavori di manutenzione straordinaria, ristrutturazione, adeguamento antincendio e sismico, efficientamento energetico e abbattimento delle barriere architettoniche. Fino al 25 per cento del costo complessivo potrà inoltre essere destinato ad arredi e attrezzature.
La candidatura richiederà un progetto di fattibilità tecnico-economica, un’analisi dettagliata dei bisogni abitativi, la verifica della sostenibilità ambientale, la valutazione climatica e il rispetto del principio europeo di non arrecare danni significativi all’ambiente. Dovrà essere presentato anche un piano di gestione di almeno cinque anni, con una previsione credibile della domanda, dei costi e dell’organizzazione dei servizi.
La procedura era cominciata il 17 luglio con la pubblicazione dell’avviso esplorativo rivolto ai proprietari di immobili. Il Comune ha fatto stampare anche 150 manifesti per promuovere l’iniziativa sul territorio. La manifestazione relativa a Tredici Carri è quella sulla quale l’amministrazione ha deciso di proseguire le verifiche e l’attività progettuale.
La delibera incarica la dirigente dell’Area Rigenerazione urbana Pnrr, Alessia Cordisco, di predisporre gli adempimenti necessari. Dovrà inoltre essere avviata una consultazione pubblica per raccogliere proposte e coinvolgere associazioni ed enti del Terzo settore. Il provvedimento, quindi, non assegna ancora i lavori e non certifica l’ottenimento del finanziamento: autorizza il Comune a costruire e presentare la candidatura.
Per Palazzo di Città l’intervento potrebbe rappresentare uno strumento per coniugare il recupero del patrimonio edilizio con una strategia di contrasto allo sfruttamento e alla marginalità. L’effettiva realizzazione dipenderà ora dall’esito delle verifiche tecniche, dalla disponibilità formale degli immobili e dalla successiva valutazione della Regione Puglia.



