Una rete di videosorveglianza più capillare, collegata in fibra ottica e integrata con le attività della Polizia locale e delle forze dell’ordine. È l’obiettivo fissato dalla Giunta comunale di Foggia, che ha approvato un atto generale di indirizzo per programmare l’ampliamento e l’evoluzione degli impianti presenti sul territorio.
La deliberazione, la numero 198 del 5 agosto 2026, indica un traguardo particolarmente ambizioso: arrivare, in modo progressivo, a una telecamera ogni cento abitanti. Non si tratta di un piano immediatamente esecutivo né dell’autorizzazione all’acquisto di un numero già definito di dispositivi. L’atto stabilisce piuttosto la strategia che dovrà orientare le future progettazioni, gli investimenti e la ricerca di finanziamenti.
L’amministrazione considera la videosorveglianza un’infrastruttura strategica per prevenire e contrastare episodi di criminalità diffusa, danneggiamenti e illeciti. Le priorità riguarderanno scuole, impianti sportivi, edifici comunali, spazi pubblici e aree considerate maggiormente vulnerabili. Il sistema dovrà contribuire anche a migliorare il coordinamento tra Comune, Polizia locale, Questura e Prefettura.
La scelta dei luoghi nei quali installare nuovi apparati non dovrà essere casuale. La programmazione sarà basata sull’analisi del contesto, sulle segnalazioni qualificate, sui dati delle forze di polizia, sull’individuazione degli hotspot e sulla presenza di obiettivi sensibili. Ogni intervento dovrà rispettare i principi di necessità e proporzionalità previsti dalla disciplina sulla protezione dei dati personali.
Per avviare le attività di progettazione e programmazione delle aree urbane, la Giunta destina 100mila euro. Parallelamente, il Comune dovrà ricercare risorse regionali, nazionali ed europee, partecipando a bandi e sviluppando accordi con altre amministrazioni pubbliche. Gli interventi concreti saranno adottati con successivi provvedimenti gestionali e dovranno trovare una specifica copertura finanziaria.
Un punto centrale riguarda le infrastrutture. Ogni settore comunale che programmi lavori con scavi su strade, marciapiedi, piazze o altre aree pubbliche dovrà informare preventivamente il Servizio informatico. L’obiettivo è valutare la posa contestuale di cavidotti, corrugati e pozzetti destinati alla fibra ottica, ai collegamenti dati o all’alimentazione elettrica. In questo modo Palazzo di Città punta a evitare nuovi scavi, ridurre i costi e preparare il territorio alle future installazioni.
Il Servizio informatico sarà responsabile dell’architettura della rete, della sicurezza, della gestione delle credenziali, dei sistemi di backup, della registrazione degli accessi e dell’aggiornamento dell’inventario degli impianti. L’attuazione è affidata al dirigente Giuseppe Marchitelli, che dovrà coordinarsi con il Comando di Polizia locale e presentare ogni anno una relazione sullo stato delle attività.
L’atto richiama espressamente anche gli obblighi derivanti dal Regolamento europeo sulla privacy e dalla normativa sul trattamento dei dati per finalità di prevenzione e accertamento dei reati. Il Comune, in qualità di titolare del trattamento, dovrà dimostrare di avere adottato misure tecniche e organizzative adeguate. Il responsabile della protezione dei dati sarà coinvolto nelle valutazioni d’impatto, nelle scelte riguardanti le informative e nella verifica delle misure di sicurezza.
Una prima valutazione d’impatto sui sistemi fissi e mobili, compresi gli apparati per la lettura delle targhe, era già stata approvata nell’ottobre 2025. La nuova programmazione dovrà muoversi all’interno di quel quadro, assicurando cifratura, segmentazione delle reti, tracciabilità degli accessi e continuità operativa.
Il Comune valuterà anche la possibilità di censire gli impianti privati presenti sul territorio. L’eventuale collaborazione con soggetti esterni dovrà comunque rispettare le regole sulla protezione dei dati e non comporterà un accesso indiscriminato alle immagini.
La delibera segna quindi l’avvio di una strategia pluriennale. Il numero di telecamere da installare, i tempi e i costi complessivi dipenderanno dai progetti che saranno elaborati e dai finanziamenti disponibili. La direzione politica, però, è definita: trasformare la videosorveglianza da insieme di impianti separati a rete urbana integrata, sicura e predisposta per successive evoluzioni tecnologiche.




Si parla solamente, e intanto la situazione peggiora in ogni parte di Foggia, immondizia, sfregio sulle cose pubbliche, che nessuno paga. Come stanno i fatti ora, sembra quasi rassegnazione.