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ANGELO RICCARDI “Plastica, allarmismi e silenzi: la vera minaccia per Manfredonia è chi la amministra!”

"L'annuncio di un probabile impianto del consorzio Corepla ha scatenato allarmi ingiustificati e, per certi versi, grotteschi"

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
5 Agosto 2026
Focus e Inchieste // Inchieste Manfredonia //
Quando gli argomenti si fanno scomodi, o manca la capacità di offrire una risposta autorevole, gli amministratori spariscono. Le sontuose comunicazioni social, fotografie, dichiarazioni, autocelebrazioni, lasciano il posto agli asettici comunicati ufficiali pubblicati sulla pagina Facebook del Comune. È accaduto di nuovo, con una nota dal titolo altisonante: “Gestione della plastica: servono responsabilità e verità, non allarmismi”.
Il tema, questa volta, è la plastica: quella che ognuno di noi usa, getta, differenzia o, troppo spesso, abbandona per strada. Una materia che potrebbe diventare valore, opportunità industriale e occupazionale, ma che nella logica del mercato globale rischia di trasformarsi in problema. Andrebbe affrontata con serietà, competenza e visione, non con le solite formule generiche e i richiami alla responsabilità collettiva.
L’annuncio di un probabile impianto del consorzio Corepla ha scatenato allarmi ingiustificati e, per certi versi, grotteschi. Un impianto CSS a Manfredonia dovrebbe essere letto come un’occasione di sviluppo e nuova occupazione, non come una minaccia, men che meno sul piano ambientale, dove il rischio è semplicemente inesistente. Ogni progetto va naturalmente valutato, controllato, sottoposto alle procedure previste; ma agitare preventivamente paure e scenari catastrofici significa solo impedire alla città di discutere seriamente le opportunità legate alla gestione e valorizzazione dei rifiuti.
La vera minaccia, però, sono gli amministratori. Arrivano sempre in ritardo, intervenendo solo quando le polemiche sono già esplose e la confusione dilaga, e si rifugiano puntualmente nel classico richiamo alla responsabilità, come se a Manfredonia esistesse un governo dei cittadini, e non un governo di eletti chiamati ad assumersi responsabilità politiche e amministrative. Non tocca ai cittadini governare i processi, convocare tavoli, seguire le autorizzazioni, spiegare le scelte, indicare una prospettiva: tocca a chi è stato eletto per amministrare.
Il comunicato invita alla verità e condanna gli allarmismi, ma evita accuratamente la questione più concreta, imbarazzante e vicina alle responsabilità di chi governa. Trattandosi proprio di plastica, mi sarei aspettato, dopo due anni, almeno una parola sull’impianto di selezione realizzato da ASE S.p.A.: una struttura che esiste, pagata con denaro pubblico, capace di produrre benefici economici e ambientali, e che invece resta inutilizzata.
Parliamo dell’impianto di stoccaggio temporaneo e centro di selezione dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi assimilabili agli urbani, realizzato da ASE in località Pariti di Caniglia, Insula 48/49 della Zona P.I.P. Non è un’ipotesi da discutere, un progetto da finanziare. È stato realizzato, è costato circa 900.000 euro, e continua a non poter funzionare: nessuna definizione del procedimento autorizzativo, nessuna soluzione, nessuna informazione pubblica chiara su autorizzazioni mancanti, responsabilità, tempi.
Quell’impianto potrebbe creare lavoro per dodici nuove unità, migliorare le prestazioni di ASE, aumentare la qualità della differenziata, ridurre i costi della TARI, con vantaggi per ambiente, cittadini e città. Eppure, in tre anni, nulla si è mosso.
Il paradosso è spietato: il Comune interviene per rassicurare la città su un impianto che non esiste ancora, e tace su quello che la città possiede già. Richiama i cittadini alla responsabilità per un’ipotesi futura, mentre chi governa non riesce ad assumersi quella di completare un procedimento fermo da anni. Invoca la verità, ma non spiega perché quasi un milione di euro pubblici resti immobilizzato in una struttura inutilizzata. Condanna gli allarmismi, ma non l’inerzia che sta privando Manfredonia di lavoro, risparmi e servizi migliori.
La responsabilità non si scarica su chi chiede spiegazioni o manifesta dubbi. Appartiene a chi governa, a chi dispone degli uffici, degli strumenti e dei rapporti istituzionali per risolvere i problemi. Un’amministrazione seria non commenta gli eventi su Facebook: li anticipa, li governa, li trasforma in opportunità.
Per questo, il comunicato finisce per essere quasi una confessione involontaria. Sì, servono responsabilità e verità. La verità è che un impianto Corepla può rappresentare sviluppo e occupazione, non una minaccia da respingere per paura o ignoranza. La responsabilità è dire alla città perché l’impianto ASE, costato 900.000 euro e capace di dodici posti di lavoro, sia ancora fermo.
𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢, 𝐧𝐞́ 𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢. 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐮𝐧’𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐢: 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐝𝐚 𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢, 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐝𝐮𝐭𝐨. 𝐋𝐚 𝐩𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚, 𝐬𝐞𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐚, 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞. 𝐋’𝐢𝐧𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐝𝐢, 𝐬𝐩𝐫𝐞𝐜𝐡𝐢, 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.
𝐄𝐝 𝐞̀ 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚, 𝐨𝐠𝐠𝐢, 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐚 𝐦𝐢𝐧𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐌𝐚𝐧𝐟𝐫𝐞𝐝𝐨𝐧𝐢a“.
Angelo Riccardi, Manfredonia.

13 commenti su "“Plastica, allarmismi e silenzi: la vera minaccia per Manfredonia è chi la amministra!”"

  1. Angelo il problema di Manfredonia è chi amministra e chi ha amministrato compresi tu e Campo…
    Per la plastica basta fare una chiamata in Cina o India e la comprano subito.

  2. Dal 2005 è sempre stato così, il pericolo è chi amministra ed ha amministrato questa città.

  3. La vera minaccia sono: i tentativi del più grande deposito di Gpl del mondo e ora un ciclopica, colossale raccolta e trattamento plastico del sud Europa! Il sindaco attuale dovrebbe informare i cittadini e attivarsi per impedire questa nuova mostruosità che minaccia Manfredonia. E bello godere con il culo degli altri! Invito i politici di tutti gli schieramenti a impegnarsi subito per una lotta dura per modificare i confini con Monte Sant’Angelo! Basta con le porcheria sui cittadini di Manfredonia!

  4. L’ articolo della plastica addirittura ti piace ,parli di opportunità di lavoro ecc ecc ma molti sanno bene com’ è la storia, stavolta non è questo il sindaco che centra ma qualche ex sindaco.

  5. Adesso la vera minaccia per Manfredonia è proprio questa,tonnellate di plastica stoccata comporta inquinamento,rottura delle strade circolazione fatta solo ed esclusivamente di TIR ,ma non mi spiego come mai non parli male di tutto ciò e addirittura ti fai sentire dopo 24 ore dalla notizia scrivendo e cercando di sviare.Manfredonia è attenta e sta cosa già si sapeva.Noi diremo no e diremo no anche a chi la promuove da promotore.Capisc a me.

  6. Primo controllare sempre se ci sono rapporti privati tra la ditta appaltratice.poi controllare se le persone che teoricamente dovrebbero essere assunte siano vicino alla giunta.Poi vorrei sapere perché tutte le aziende sceglie Manfredonia x mettere fabbriche tossiche,non è che ci mangiano gli amministratori.

  7. Grande sindaco ,come al solito, chilometri anni luce davanti a tutti. Spero che ritorni in politica.

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