Un ragazzo italiano di 15 anni si trova detenuto in un istituto penitenziario minorile di Malta da oltre 70 giorni dopo essere stato arrestato con l’accusa di procurato allarme bomba. I genitori denunciano le condizioni della detenzione, sostenendo che il figlio sia sottoposto a un regime di isolamento incompatibile con i diritti previsti dalle convenzioni internazionali.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, il giovane avrebbe trascorso i primi giorni nel carcere per adulti di Corradino, prima del trasferimento nella struttura minorile. I genitori raccontano che il ragazzo sarebbe rimasto per settimane in isolamento, con contatti molto limitati con l’esterno e senza possibilità di interagire con gli altri detenuti.
La madre e il padre sostengono che il figlio continui a vivere separato dagli altri ragazzi ospitati nell’istituto, pur potendo oggi usufruire di alcuni spazi comuni in orari dedicati. A loro avviso, le condizioni della detenzione destano forte preoccupazione sotto il profilo umano e giuridico.
Sul caso è impegnata anche la rete diplomatica italiana. La Farnesina, attraverso l’Ambasciata d’Italia a La Valletta, ha confermato di seguire la vicenda, di aver effettuato visite consolari al giovane e di mantenere un costante confronto con le autorità maltesi. Una nuova visita consolare è prevista in vista della prossima udienza, fissata per il 19 agosto.
La vicenda resta al centro dell’attenzione, mentre la famiglia chiede che vengano garantiti il rispetto dei diritti del minore e condizioni di detenzione conformi agli standard internazionali. Fonte: RaiNews.it



