Elly Schlein torna ad attaccare il governo guidato da Giorgia Meloni e, in un’intervista pubblicata dal nuovo numero de L’Espresso, traccia un bilancio fortemente negativo dell’azione dell’esecutivo. Secondo la segretaria del Partito Democratico, l’Italia sarebbe ferma sul piano economico, con salari bassi, costi energetici elevati e una produzione industriale in calo.
“Meloni si è chiusa nel palazzo, non ascolta il Paese. Ma mentre lei festeggia l’Italia no, l’economia è ferma, abbiamo la crescita a zero. Abbiamo avuto tre anni di calo di produzione industriale quasi consecutivi e abbiamo salari tra i più bassi d’Europa, col costo dell’energia più alto”, afferma Schlein.
La leader dem accusa inoltre la presidente del Consiglio di avere come principale obiettivo la modifica della legge elettorale: “L’unica priorità di Meloni è cambiare la legge elettorale per provare a garantirsi la rielezione”. Per Schlein, dunque, quelli dell’attuale esecutivo sono stati “quattro anni buttati”.
Sanità e liste d’attesa
Tra i temi affrontati nell’intervista c’è anche la situazione della sanità pubblica. Schlein denuncia il calo della spesa sanitaria in rapporto al Pil e l’aumento delle persone che rinunciano alle cure.
“Da quando Meloni è a Palazzo Chigi la spesa sanitaria sul Pil è sempre scesa fino ai minimi storici degli ultimi 15 anni sono aumentate da 4,5 milioni a 6 milioni le persone che rinunciano a curarsi perché non se lo possono permettere o perché le liste d’attesa sono troppo lunghe”, sostiene la segretaria del Pd.
La proposta del Partito Democratico guarda soprattutto al rafforzamento dell’assistenza sul territorio: “La sanità del futuro è quella del territorio, aumentare l’assistenza domiciliare e le case di comunità, investire sulla non autosufficienza e la salute mentale”.
Giovani e lavoro
Schlein parla poi delle politiche per le nuove generazioni, indicando come modello alcune misure adottate in Spagna dal governo di Pedro Sánchez.
“Non sono il nostro futuro, sono già il nostro presente e devono prendersi voce e spazio anche in politica e in questo senso mi sono mossa in questi anni”, dice la leader dem.
L’obiettivo, secondo Schlein, dovrebbe essere quello di ridurre la precarietà e aumentare i salari, seguendo l’esempio spagnolo: “Faremo come Sanchez in Spagna che ha fatto sedere al tavolo imprese e sindacati e concordato una drastica riduzione dei contratti precari. Hanno aumentato il salario minimo che già li esiste e qui no. Servirà un grande sforzo, ma dobbiamo rendere l’Italia un Paese per giovani”.
L’alleanza progressista
Un altro passaggio riguarda la sconfitta del centrosinistra alle elezioni del 2022 e il percorso intrapreso dal Pd per costruire un fronte più unito.
“Io credo che la destra nel 2022 abbia potuto vincere anche a causa delle divisioni del nostro campo e quindi quello che posso dire è che la strada che abbiamo percorso in questi tre anni, testardamente unitaria, è la garanzia che non faremo più alla destra il favore di dividerci”, afferma Schlein.
Nel corso dell’intervista vengono affrontati anche il congedo paritario, la giustizia climatica, la politica estera, la guerra in Ucraina e i nodi ancora aperti nell’alleanza progressista, oltre alla questione delle primarie.
Sul metodo per individuare il candidato alla guida della coalizione, Schlein ribadisce la necessità di partire dal programma: “Prima il programma, sapendo che non si parte da zero ma dalle tante proposte unitarie che abbiamo costruito, poi con gli alleati definiremo tutto il resto”.
Quanto all’ipotesi di primarie a turno unico o doppio turno, e ai tempi per organizzarle, la segretaria del Pd risponde: “Ripeto prima il programma poi con gli alleati definiremo tutto il resto. Come ho sempre detto, o l’accordo che guida chi prende un voto in più, o primarie cui sono sempre stata disponibile”.
Lo riporta adnkronos.com.



