SQUINZANO, 5 settembre 2026 – «Chiedo a tutta la politica di essere unita». È l’accorato appello di Franco Isceri, padre di Lorena, la donna di 45 anni uccisa dall’ex compagno sul tratto appenninico dell’autostrada A1.
In un video diffuso tra le lacrime, l’uomo si rivolge al presidente della Repubblica, alla presidente del Consiglio e a tutte le forze politiche, chiedendo un impegno comune contro la violenza sulle donne.
«Prendete provvedimenti all’unanimità affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più», afferma lentamente. «Lavorate nelle scuole, potenziate i centri antiviolenza e rafforzate gli strumenti normativi. Ve lo chiedo con tutto il cuore. Un abbraccio a tutte le donne italiane».
Franco Isceri si presenta come «un padre distrutto» e ricorda la figlia come una donna educata, studiosa e profondamente dedita al lavoro. «Aveva tanti sogni, ma ora non li ha più», dice. Poi aggiunge: «Con lei, su quel cavalcavia, è stata sepolta anche la voglia di vivere di una famiglia distrutta».
Lorena, originaria di Squinzano, nel Salento, viveva a Firenze e lavorava come dirigente nel settore farmaceutico veterinario. Chi la conosceva la descrive come una donna solare, appassionata di viaggi e impegnata nella propria professione. Era rientrata da poco in Toscana dopo avere trascorso un periodo di vacanza con la famiglia in Puglia.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna sarebbe stata aggredita e costretta dall’ex compagno, Federico Vella, 36 anni, a salire sulla sua automobile. Durante il viaggio sull’A1, Lorena sarebbe riuscita a contattare il numero unico di emergenza 112 e a chiedere aiuto, fornendo agli operatori alcune indicazioni utili alla localizzazione.
Le pattuglie si sono immediatamente attivate, ma non sono riuscite a raggiungerla in tempo. L’uomo avrebbe fermato l’automobile nei pressi di un viadotto, tra Calenzano e Barberino di Mugello, e avrebbe ucciso Lorena prima di togliersi la vita.
Un’amica della vittima ha raccontato di averla più volte invitata a rivolgersi alle forze dell’ordine. Lorena, tuttavia, era convinta di poter superare da sola quella situazione. Una testimonianza che riporta ancora una volta l’attenzione sulla difficoltà delle vittime nel riconoscere il pericolo, chiedere aiuto e trovare una protezione tempestiva.
La tragedia ha profondamente colpito Squinzano, dove vivono i genitori e il fratello della donna. Il sindaco Mario Pede, a nome dell’amministrazione comunale, ha espresso «profondo sgomento» e rivolto un pensiero commosso alla vittima e ai suoi familiari. Lo riporta leggo.it



