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SAN SEVERO Torremaggiore, raccolta firme per trasferire la salma di Mons. Lamedica nella Chiesa Matrice di San Nicola

Il percorso, secondo quanto riferito dal Comitato, è stato condiviso anche dall’avvocato Mario Fiore, erede testamentario di Don Antonio

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
5 Settembre 2026
Cronaca // San Severo //

A Torremaggiore prosegue la raccolta firme promossa dal Comitato spontaneo dedicato a Mons. Antonio Lamedica per chiedere la traslazione della salma del sacerdote dal cimitero cittadino alla Chiesa Matrice di San Nicola, luogo al quale è stato profondamente legato durante la sua attività pastorale.

L’iniziativa nasce da un lavoro avviato già nel gennaio 2023, quando il Comitato ha iniziato a raccogliere, anche attraverso un’attività quasi porta a porta, documenti, testimonianze e scritti sulla vita e sull’opera di Don Antonio Lamedica. Successivamente è stata coinvolta la comunità di Torremaggiore e l’intera Diocesi, con l’obiettivo di ampliare la ricerca e accompagnarla a una raccolta di firme.

Il percorso, secondo quanto riferito dal Comitato, è stato condiviso anche dall’avvocato Mario Fiore, erede testamentario di Don Antonio. Da oggi è possibile aderire alla petizione anche attraverso una piattaforma online, offrendo così a un numero maggiore di cittadini la possibilità di sostenere la richiesta.

La figura di Mons. Antonio Lamedica viene ricordata per il suo lungo e intenso impegno religioso, educativo, culturale e sociale. Sacerdote salesiano e infaticabile annunciatore del Vangelo, dedicò particolare attenzione ai giovani e alla formazione, distinguendosi anche nell’attività pedagogica, musicale e nella promozione dell’istruzione pubblica.

Tra le iniziative più importanti a cui è legato il suo nome c’è la nascita della Scuola Media a Torremaggiore nel 1940, per la quale si impegnò direttamente anche nell’insegnamento e nella presidenza dell’istituto, senza percepire alcun compenso.

Chi era Mons. Antonio Lamedica

Antonio Lamedica nacque a Torremaggiore il 25 febbraio 1904 e morì il 5 aprile 1993. Salesiano, venne ordinato sacerdote il 25 aprile 1931 nella Chiesa del Sacro Cuore al Vomero, a Napoli.

Durante gli anni trascorsi presso i Salesiani di Napoli ricoprì anche il ruolo di organista ufficiale. In occasione delle celebrazioni per la canonizzazione di San Giovanni Bosco gli venne affidato l’organo durante una celebrazione presieduta dal cardinale Alessio Ascalesi, arcivescovo di Napoli, alla quale partecipò anche Umberto di Savoia, allora Principe di Piemonte ed erede al trono.

La sua abilità musicale colpì particolarmente il Principe, tanto che Don Antonio venne successivamente insignito dal re Vittorio Emanuele III del Cavalierato dell’Ordine della Corona d’Italia.

Dopo un periodo a Bari, dove svolse l’incarico di prefetto degli studi, si trasferì in Francia presso diversi istituti salesiani, conseguendo anche la laurea in Lingua e Letteratura francese.

Tornato nella sua città natale e incardinato nella Diocesi di origine, iniziò una lunga stagione di impegno nella vita religiosa e sociale di Torremaggiore, proseguita fino alla sua morte.

Nel corso della sua attività pastorale ricoprì numerosi incarichi. Fu Arciprete-Parroco della Chiesa Matrice di San Nicola, Rettore della Chiesa del Carmine, Presidente della Scuola Musicale “Luigi Rossi”, Cappellano e assistente della Confraternita della Morte e del Rosario, Rettore delle Chiese di Sant’Anna e dell’Addolorata e Canonico Primicerio della Cattedrale di San Severo.

Fu inoltre cofondatore nel 1948 del gruppo Scout ASCI Torremaggiore 1, che nel 1974 sarebbe confluito nell’AGESCI, insieme al professor Michele Antenore.

Particolarmente significativa fu anche la sua attività a favore delle strutture religiose e della comunità. Sul finire degli anni Sessanta, come Arciprete-Parroco della Chiesa Matrice, fece realizzare la casa canonica e, dopo lo sfratto delle Ancelle del Sacro Cuore dall’Asilo De Sangro, acquistò a proprie spese l’ex Asilo Pio XII nell’area della Pineta, lo fece ristrutturare e lo donò alle religiose.

Nel 1973 organizzò inoltre la Via Crucis vivente nella serata della Domenica delle Palme, tradizione che continua ancora oggi.

Come Rettore della Chiesa del Carmine si impegnò per il consolidamento dell’edificio e per il restauro dei dipinti della volta, lavori conclusi nel 1953 e realizzati dal maestro Aurelio Saragnese.

La sua attività fu accompagnata anche da una profonda passione per la musica: Don Antonio era infatti cultore musicale e pianista. Nel corso della sua vita coltivò inoltre una particolare amicizia spirituale con San Pio da Pietrelcina e fu vicino al benedettino Don Tommaso Leccisotti, collaborando anche alle iniziative promosse dal venerabile Don Felice Canelli.

Per il suo impegno pastorale e umano venne ricordato come una persona buona ma determinata, disponibile e attenta alle esigenze della comunità, distinguendosi per numerose opere di carità. Fu anche nominato cameriere segreto di Sua Santità Giovanni Paolo II.

Il ricordo affidato ai giovani

A due anni dalla sua scomparsa, nel 1995, il gruppo scout AGESCI Torremaggiore 1 fece erigere un monumento in sua memoria ai margini della Pineta comunale “Baden Powell”, diventato negli anni un punto di ritrovo per molti giovani.

Oggi le spoglie di Mons. Antonio Lamedica riposano nella cappella funeraria della Confraternita del Rosario del Cimitero di Torremaggiore.

Il Comitato punta ora a riportarle nella Chiesa Matrice di San Nicola, dove Don Antonio ha svolto una parte significativa della propria missione pastorale, come ulteriore riconoscimento dell’eredità lasciata alla comunità.

Per sostenere la richiesta è possibile firmare la petizione online sulla piattaforma Change.org: https://c.org/6rkt6J79M7

Per contattare il Comitato Mons. Antonio Lamedica: comitatomonsantoniolamedica@gmail.com

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“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

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