
Nel corso della conferenza è stato segnalato “l’utilizzo improprio del credito di imposta per le nuove assunzioni”. Assunzioni “nuove non di certo”, spiegano i rappresentanti del Tavolo interassociativo, dato che “il personale assunto nei servizi era gia’ operante alle dipendenze delle imprese e cooperative che sinora erogavano i servizi”. Inoltre il Tavolo ha denunciato “l’asserita non esigibilita’ dell’Iva” per le prestazioni rese dalle neo costituite societa’ in house; un tema sul quale e’ stato presentato interpello all’Agenzia delle Entrate. Ulteriori approfondimenti del Taiis sull’esistenza di “profili di concorrenza sleale”, da segnalare alle Autorita’ di vigilanza. Ma la preoccupazione maggiore emersa durante il confronto interassociativo è che, “al di la’ degli aspetti giuridici”, nella sanità pugliese potrebbe scoppiare da un momento all’altro il bubbone dei debiti contratti, “dato che nel primo anno di sperimentazione dei servizi effettuata all’Asl Foggia 1 – come sottolineano dal TaiiS – le spese risultano piu’ che raddoppiate per i servizi di ausiliariato e per le attivita’ di pulizia”.
Infine, hanno evidenziato gli esponenti del TAiiS nella loro nota, optando per una reinternalizzazione dei servizi, le istituzioni pugliesi potrebbero danneggiare gravemente le imprese di servizi della Regione, che se, invece al contrario, fossero sostenute “potrebbero qualificare il settore e determinare un’occupazione di qualita’ e contribuire alla ricchezza territoriale”.


