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C.San Michele, Castriotta: “incontro con Fiore e poi riapriamo”

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
5 Novembre 2010
Manfredonia //

Archivio, assessore Fiore (brindisireport.it)
Archivio, assessore Fiore (brindisireport.it)
Manfredonia – “NON cambio opinione. Entro dicembre la clinica riapre ”. In caso contrario ? “Fine della vicenda, nessuna possibilità di ripresa”. Il legale della Casa di cura privata San Michele, avvocato Raffaele Castriotta, interviene per Stato facendo il punto della situazione relativamente alle possibilità di riapertura della clinica privata, dopo il parere di compatibilità dell’Ares Puglia per la riconversione nosologica nelle nuove branchie di Lunga degenza e Geriatria per un totale di 35 posti letto ( Parere compatibilità Ares Puglia). E dopo i tetti di spesa fissati dall’Asl/Fg per le cliniche “istituzionalmente o provvisoriamente accreditate” con l’azienda sanitaria.


PROSSIMO INCONTRO CON FIORE MA SOLO CON I SINDACATI PROVINCIALI
– Per il legale della Casa di cura San Michele sarebbero “alte” le possibilità di riapertura della clinica, nonostante oggi, a quasi metà novembre, la domanda relativa all’autorizzazione sanitaria non è stata ancora depositata. Ma il legale ha comunicato la sua sicurezza a Stato anche confortato da un prossimo incontro che si dovrebbe svolgere nella settimana (compresa tra l’otto novembre e il 13) tra i vertici della società Daunia Medica srl (attuale co-amministratore della clinica, con “potere con delega” dottor Potito Salatto, con il già amministratore Domenico Ciliberti) e l’assessore Tommaso Fiore. Un incontro importante – al quale dovrebbero prendere parte anche i rappresentanti sindacali della Provincia (rappresentanti della CGIL FP, Francesca Tavano, della CISL FP Giovanni Dalessandro e della UIL FPL Luigi Giorgione) per “non dare spazio a voci infondate”, dice il legale – un incontro decisivo anche perché nel corso dello stesso si dovrebbe affrontare il problema principale legato alla riapertura della clinica: la base economica e l’adeguamento strutturale e sanitario della Daunia Medica prima della ripartenza. Un incontro dunque importante e che sembra correlato – se avrà esito positivo – con il deposito della domanda relativo all’autorizzazione sanitaria. Ovvero, una volta alzatisi dal tavolo con Fiore, i vertici della Casa di Cura San Michele, accompagnati dai sindacati provinciali, potranno decidere definitivamente le azioni da compiere per il deposito della domanda relativa all’autorizzazione. In discussione: i tetti di spesa, che oggi sono pari a 2 milioni e 50mila euro, come stabilito da una recente delibera dell’Asl/Foggia, e dunque una configurazione del piano finale di gestione per il mantenimento della nuova struttura. Ma in discussione soprattutto il regolare procedimento della stessa autorizzazione sanitaria.


CONCRETA LA PROROGA DELLA CIGS FINO A LUGLIO 2011
– Ma nonostante le possibilità e l’ottimismo del legale Raffaele Castriotta , alla data attuale la clinica è ancora chiusa, con i 42 lavoratori in Cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga fino a dicembre (con possibilità di proroga qualora il ministro del Lavoro Sacconi dovesse adottare un nuovo provvedimento per il rifinanziamento dell’ammortizzatore sociale: in questo caso la proroga per gli occupati della clinica San Michele potrebbe estendersi fino al mese di luglio); con lavori ancora in corso nella struttura di via Cozzolete a Manfredonia (“si continua a lavorare – dice il legale – penso che una prima fase delle opere di rifacimento ed adeguamento della struttura siano state già ultimate”). Ma soprattutto con la domanda relativa all’autorizzazione sanitaria (dopo la revoca dello scorso giugno) ancora ferma al palo. E con 15 lavoratori ufficialmente in esubero (“ma con la proroga della Cig e a regime parte della riduzione del personale potrebbe rientrare”).

I PROSSIMI INCONTRI DEI RAPPRESENTANTI DELLA DAUNIA MEDICA: 1) L’INCONTRO IPOTETICO IN PREFETTURA. DA FOGGIA: “SALTATO” – Si sarebbe dovuto svolgere il prossimo 11/12 novembre un incontro in Prefettura di Foggia, alla presenza della società Daunia Medica srl, dei sindacati provinciali e del Prefetto Antonio Nunziante (naturalmente), dopo la richiesta del segretario provinciale Usppi Massimiliano Di Fonso. L’incontro è saltato ufficialmente – come comunicato a Stato dalla Prefettura – “anzi non c’è mai stata possibilità di attivazione del tavolo”. Quali le motivazioni ? Lo spiega direttamente un rappresentante della Prefettura: “L’Usppi ha fatto richiesta del tavolo. La Prefettura da prassi si è rivolta alla Daunia Medica per comprendere le volontà future della società per la riapertura” ma dalla dirigenza medica di Manfredonia non sarebbe pervenuta “alcuna notizia”. Ora – il ragionamento della Prefettura – se la società non parla inutile farlo con l’Usppi. Cosa dice il legale Castriotta: “abbiamo già inoltrato una nota al Prefetto Nunziante (confermata, ndR) fornendo spiegazioni sull’attivazione della Cigs in deroga e sugli esuberi”. E per la richiesta della Prefettura relativa alla vostra volontà di riaprire ? “Non mi ricordo che ci sia pervenuta una richiesta a riguardo. Certo fino a quando non avremo un quadro complessivo sicuro – relativamente alla base economica a nostra disposizione – inutile parlare di note da inviare alla Prefettura”. E le richieste dell’Usppi: “Ricordo – dice il legale – che i rappresentanti dell’Usppi non sono per legge firmatari del contratto”. Ovvero ? “Non potrebbero neanche partecipare ai tavoli con i confederali, come anche stabilito da una recente sentenza del Tribunale di Foggia”. Dunque: “il problema non si pone”.

2) L’INCONTRO AL SANTE’ CLUB DI FOGGIA: IN DISCUSSIONE I TETTI DI SPESA DELLE CLINICHE PRIVATE DELLA PROVINCIA – Intanto il prossimo 8 ottobre dovrebbe svolgersi un incontro nella struttura Santè Club sita a Foggia, di proprietà dell’imprenditore Polito Salatto, alla presenza dei rappresentanti sindacali della Provincia (vedi sopra) ma non aziendali (Franco Fortunato Cgil, Salvatore Manzella Cisl, A.Cappucci Uil, oltre al segretario Usppi Michele Prencipe). Non chiarita a riguardo la decisione stabilita. “Volontà sindacali non dipende dalla Daunia Medica”, dice il legale. L’incontro non sarebbe stato attivato per discutere della clinica San Michele (gestione, esuberi, riapertura) ma per una discussione generale relativamente alla gestione delle cliniche private della Capitanata accreditate con l’Asl (per buona parte dello stesso imprenditore Salatto). Una discussione che segue la definizione dei tetti di spesa per le stesse cliniche foggiane ( Tetti di spesa Asl/Fg-cliniche private.

3) L’INCONTRO A BARI CON FIORE – L’incontro con l’assessore Fiore dovrebbe invece svolgersi entro mercoledì-venerdì della prossima settimana. Un incontro importante e dal quale dipenderebbe il futuro della clinica. Ma perché la Daunia Medica ha atteso metà novembre per l’attivazione dell’incontro ? “Crede sia facile avere un collocquio con l’assessore Fiore ?”, dice il legale. Inoltre sarebbe stato innanzittutto la ricerca del parere favorevole per il piano sanitario a rimandare la richiesta dell’incontro con l’assessore Fiore (assessore che a riguardo ha precisato ieri in una nota l’inderogabilità dei tetti di spesa e dei tagli sanitari – Fiore: liste d’attesa in sanità, scheda dopo la delibera di giunta). “Ma pensate che la società ci guadagni qualcosa a rimandare la riapertura ? – dice il legale – avremmo riaperto già ad ottobre se ci fosse stato consentito. Ripeto: questa situazione a chi giova ? A chi potrebbe giovare questa condizione di stasi ?”. Forse i piani della società sono altri. Si è anche ipotizzata una volontà dei proprietari dell’immobile di riconfigurare edilisticamente la struttura per un’ipotetica costruzione di singoli appartamenti: “Allora qualcuno mi dica perché sono già in corso e in parte ultimati i lavori di adeguamento per la partenza delle nuove branchie in Lunga degenza e Geriatria. Qualcuno mi motivi anche gli aumenti di capitale (ipotetici 600mila euro e 200mila euro in due tranche) e gli investimenti fatti dalla società”. Attesa. Per conoscere il futuro.

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FOCUS, IL TAR DELLA PUGLIA (III SEZIONE) RESPINGE IL RICORSO DELLA DAUNIA MEDICA RELATIVO ALLA DOMANDA INCIDENTALE DI SOSPENSIONE PER LA REVOCA SANITARIA DI GIUGNO – Mentre la Daunia Medica è in attesa di depositare la domanda relativa all’autorizzazione sanitaria, va segnalato che la terza sezione del Tar della Puglia di Bari ha respinto il ricorso presentato dalla Srl di Manfredonia per l’annullamento della revoca sanitaria dello scorso giugno 2010.

Lo scorso 23 settembre 2010 l’Asl di Foggia si era opposta nel giudizio al Tar Puglia di Bari n.990/2010, che vedeva l’Asl opposta alla Daunia Medica srl, relativamente alla revoca sanitaria disposta dalla Regione Puglia con delibera n.1415 del 14.06.2010.

Lo scorso 27 ottobre 2010 la camera di consiglio del Tar della Puglia di Bari (III sezione) ha respinto la domanda incidentale di sospensione chiesta dalla Daunia Medica srl relativamente all’annullamento, previa sospensione, dell’efficacia della deliberazione di Giunta Regionale n. 1415 del 14.06.2010 (Revoca dell’autorizzazione all’esercizio di attività sanitaria in regime di ricovero per acuti della C.d. C. “San Michele” in Manfredonia per le branche di Oncologia, Gastroenterologia, Pneumonologia, con il trasferimento immediato, dopo l’incarico al Direttore Generale dell’ASL FG, dei pazienti ricoverati nella struttura). La Daunia Medica aveva chiesto l’annullamento (con ricorso per motivi aggiunti depositato il 5 ottobre 2010) del decreto del Presidente della Giunta regionale di Puglia n. 875 del 21 luglio 2010 e della determinazione dirigenziale regionale -Assessorato alle Politiche della Salute- n. 302 del 4.8.2010, relativo alla conclusione del procedimento relativo alla revoca dell’accreditamento provvisorio con il SSR” Comunicato con nota prot. n.A00.081/3707/Coord. del 5.8.2010, all’indomani del parere di compatibilità espresso dall’Ares Puglia per la riconversione nosologica. La Daunia Medica srl è stata condannata al pagamento delle spese processuali e degli onorari di giudizio, (tremila e millecinquecento euro) in favore della Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Foggia e millecinquecento in favore della Regione Puglia.

Nelle sue motivazioni il Tar spiega premette come “l’autorizzazione all’esercizio della casa di cura San Michele di Manfredonia è del marzo 2006” e che “l’accreditamento provvisorio ne costituisce un posterium logico”. Di conseguenza, spiega il Tar, “a far data dal 2006 si sono perfezionate le nuove procedure riguardanti sia i requisiti minimi dell’autorizzazione, che quelli dell’accreditamento provvisorio ai sensi del Regolamento Regionale 13/01/2005, n. 3”. Dopo questa premessa i magistrati baresi osservano come l’atto della Giunta Regionale che ha disposto la revoca dell’autorizzazione, impugnata in via principale, “deve ritenersi a carattere vincolato, accertativo di situazione di pericolo per la salute dei cittadini” (art. 21 octies , comma 2, della legge n. 241/1990), essendo il risultato di gravi e reiterate inadempienze commesse dalla casa di cura istante (vedi ordinanza di questa Sezione n. 566 del 22 luglio 2010). E “che sotto tale aspetto l’atto del presidente della Giunta Regionale oggetto di motivi aggiunti deve ritenersi confermativo dell’atto della Giunta Regionale con l’effetto che ogni deduzione nuova avverso quest’ultimo si apprezza tardiva”.

Per quanto riguarda invece l’impugnata revoca dell’accreditamento provvisorio, la stessa costituisce “atto dovuto a seguito del venir meno della condizione riguardante il possesso dell’autorizzazione all’esercizio, legata all’accreditamento da un nesso di presupposizione”. Ovvero: con la revoca definitiva dell’autorizzazione viene meno la concessione provvisoria per le attività sanitarie.

IL TAR: “I RIPETUTI INADEMPIMENTI SONO IDONEI A PROVOCARE UNA SITUAZIONE DI PERICOLO PER LA SALUTE PUBBLICA” – IL Tar della Puglia aveva infatti respinto la precedente istanza cautelare ritenendo che “ad un sommario esame proprio della presente fase processuale, non appaiono sussistere i requisiti per l’accoglimento dell’istanza cautelare”,in quanto “i ripetuti inadempimenti riscontrati dall’amministrazione sono idonei a provocare una situazione di pericolo per la salute pubblica, come correttamente evidenziato nel provvedimento impugnato e nella richiamata relazione del Direttore del Dipartimento di prevenzione della ASL FG”.

QUALI GLI INADEMPIMENTI RISCONTRATI DALL’ASL-
“a) la struttura non è in possesso dell’autorizzazione per erogare prestazioni specialistiche in regime ambulatoriale;
b) l’autorizzazione per attività sanitaria di ricovero non è stata rilasciata dall’autorità competente in materia, ovvero dalla Regione;
c) lo stato di fatto dei locali non è conforme a quanto riportato nel certificato di agibilità, né risulta acquisita l’autorizzazione prevista per l’utilizzo dei locali sotterranei o semisotterranei;
d) non è stato installato il tomografo con i relativi comandi, a differenza di quanto riportato nella Carta dei servizi diffusa anche tramite internet;
e) la dotazione organica non garantisce la continuità assistenziale nelle singole unità funzionali specialistiche, non essendo alcuna delle unità funzionali dotata del medico specialista”;

g.defilippo@statoquotidiano.it

2 commenti su "C.San Michele, Castriotta: “incontro con Fiore e poi riapriamo”"

  1. Sentendomi per telefono con alcuni amici e dipendenti della san michele,mi hanno manifestato la loro rabbia per il comportamento “ASSENTEISTA” dei due consiglieri regionali (GATTA e OGNISSANTI).

    Avevano promesso interrogazioni e altro,invece solo ARIA FRITTA.
    Vivo ormai fuori dalla citta’ di Manfredonia,pero’credo di aver fatto bene a non votare questi illustri assenti.

  2. Molto probabilmente le RSA fanno paura perche’ non accettano compromessi.
    Si abbia il coraggio di dire la verita’.
    Come mai oggi l’avvocato se ne esce co questa intervista?
    gli articoli di ieri hanno colpito nel SEGNO.
    DAI ragazzi procedete nella vostra direzione.

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