LA VICENDA – “Dopo una serie di incontri con i lavoratori, abbiamo deciso di attuare uno sciopero a tempo indeterminato”, racconta a Stato il Segretario generale della Fai-Csil Foggia, Michele Manzi. Secondo il racconto del sindacalista, l’azienda avrebbe attuato questa decisione senza consultare le sigle sindacali, mossa che ha indispettito le Rsu e causato lo stato di agitazione. Agitazione che è rientrata in seguito all’incontro svoltosi mercoledì in Prefettura alla presenza del Prefetto di Foggia, Antonio Nunziante, una rappresentanza dei lavoratori, dirigenti della Tamma e le sigle sindacali della Cgil, Cisl e Uil.
LE RICHIESTE DEI SINDACATI – Dalla riunione sono emerse alcune richieste delle Rsu: assunzione a tempo indeterminato di quattro lavoratori che operano da 7 anni nell’azienda come precari; una “migliore organizzazione del lavoro”, facendo prevalere la logica del dialogo con i sindacati e “il rispetto della dignità dei lavoratori”. Richieste a cui, però, la Tamma avrebbe risposto in maniera “rigida”, come conferma Michela Manzi, ma che avrebbe comunque convinto i lavoratori a ritornare sul posto di lavoro.
LICENZIAMENTI INGIUSTIFICATI – Ma i problemi non finiscono qui, perché sul tavolo delle trattative vi sono ancora due punti. Il primo riguarda il licenziamento di un lavoratore della Tamma avvenuto qualche settimana fa, ufficialmente per motivi disciplinari, motivazioni che non hanno convinto i sindacati che anzi sospettano l’esistenza di pressioni da parte dell’azienda ai danni dei lavoratori. Proprio per questo motivo, il lavoratore licenziato ha inoltrato richiesta di reintegro al tribunale del lavoro: “Attendiamo una risposta dal giudice, nella lettera di licenziamento non vi sono veri motivi che spiegano l’allontanamento dal posto di lavoro”, spiega ancora il segretario generale della Fai-Cisl. L’altra questione dibattuta si riferisce alla richiesta di reintegro, entro il maggio prossimo, dei 9 lavoratori impegnati presso l’azienda Eurograni, a cui la Tamma ha passato la gestione di un mulino. L’azienda foggiana produttrice di pasta si trova ora a un bivio: reintegrare questi lavoratori, individuando nuove collocazioni al suo interno, oppure affrontare eventuali cause giuridiche. L’allarme per il momento è rientrato, ma l’impressione è che il futuro dei lavoratori sia tutt’altro che certo. Intanto, lunedì prossimo è in programma un’assemblea dei lavoratori stessi della Tamma per formalizzare le decisioni prese durante l’incontro in Prefettura. “Voglio ringraziare il vice-prefetto Daniela Aponte, senza la quale l’incontro non sarebbe stato possibile”, conclude Michele Manzi.
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ciao sono stato licenziato dai Tamma
e di me i sindacati se ne son fregati nn
anno fatto nessun sciopero e sono tre anni che nn lavoro adesso si sono svegliati i tamma anno capito che gli oprai sono tutti dei pupazzi …….