Manfredonia

Tuboplast srl, nuova apposizione sigilli, concreto il fallimento


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Sciopero lavoratori Tuboplast

Manfredonia, 30 agosto 2010, sciopero lavoratori Tuboplast-Soems (St)

Manfredonia – NUOVA apposizione di sigilli nello stabilimento produttivo della Tuboplast srl di Manfredonia (sito in contrada Pariti di Caniglia – pt/1, d/7) dopo la comunicazione della chiusura ( Chiusura Tuboplast srl) delle attività produttive. La notizia è stata fornita dai sindacati di categoria, a Stato da Egidio Ondretti della Femca Cisl, che segue le vicende della società di Manfredonia, legata al Gruppo Soems, con il nuovo segretario Cisl della città sipontina Nicola Ciociola.


PRIMA APPOSIZIONE DI SIGILLI NEL MARZO 2010
– La prima apposizione dei sigilli era stata determinata dalla conclusione delle indagini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, con i militari del nucleo di Polizia tributaria che lo scorso 25 marzo 2010, all’esito di complesse indagini economiche-finanziarie partite dal 2006 (dal 2005 secondo l’amministratore delegato della Soems spa, Ennio Giampietri, padre di Marco, amministratore delegato della Tuboplast srl, unica società coinvolta nell’operazione della Finanza), rilevarono una truffa ai danni dello Stato – da parte della società Tuboplast – per oltre 9,6 milioni di euro; in seguito lo stabilimento produttivo della ditta Tuboplast srl di Manfredonia (con 2 macchinari, arredi e computers) venne sottoposto per questo sotto sequestro preventivo, ancora successivamente la disposizione della facoltà d’uso del capannone, nella località industriale di Manfredonia, stabilita dalla Magistratura ( L’indagine della GdF). Lo stabilimento della Tuboplast era ancora sotto sequestro preventivo, in seguito venne concessa come detto la facoltà d’uso del capannone ( La rimozione dei sigilli per la ripresa delle attività produttive, al tempo nominato il curatore giudiziario ). A seguito della chiusura delle attività la nuova apposizione dei sigilli, in base a quanto comunicato dai sindacati.

LA RIMOZIONE DEI SIGILLI – Il 31 marzo 2010 erano stati infatti tolti i sigilli allo stabilimento produttivo della Tuboplast srl di Manfredonia. Il capannone sequestrato dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Foggia (con relativi arredi, 2 macchinari e computers) è di proprietà della Tuboplast srl, ceduto in fitto alla Soems Spa, con conseguente attività di 30 lavoratori. Come detto Ennio è fondatore ed amministratore delegato della Soems spa (affittuario), papà di Marco (locatore). La rimozione dei sigilli al tempo – come confermato dal Comando provinciale della Guardia di Finanza – non fece riferimento “nè ad un errore tecnico” nè tantomento ad un parere favorevole per quanto riguarda il dissesquestro dei beni. Dopo il sequestro, la proprietà aziendale aveva presentato infatti domanda al Tribunale di Foggia sia in relazione alla richiesta di rimozione dei sigilli (dunque concessione della facoltà d’uso per la ripresa dell’attività), sia in relazione al dissequestro dei beni (un dissequestro non accolto, in considerazione del mancato pronunciamento dell’amministratore giudiziario).

DALLO SCORSO 15 OTTOBRE LA CHIUSURA DELLE ATTIVITA’– In seguito, come anticipato lo scorso 16 ottobre ( Chiusura Tuboplast ), l’arresto delle attività produttive. In un incontro sindacale svoltosi lo scorso 15 ottobre negli uffici della Tuboplast di Manfredonia la famiglia Giampietri (proprietaria del Gruppo Soems, padre Ennio e Marco) aveva infatti comunicato “l’imminente chiusura dello stabilimento di Manfredonia”, che conta attualmente 30 lavoratori.

CONCRETA L’IPOTESI FALLIMENTO – Da un lato le indagini della Guardia di Finanza ma da un altro anche la dismissione produttiva, con ipotesi fallimento, per le realtà produttive del Gruppo Soems Spa nel Foggiano (Foggia-Sant’Agata di Puglia e Manfredonia): fra queste la Tuboplast srl, società legata alla Soem Spa, una ditta che si occupava dell’esecuzione e riparazioni di impianti elettrici ad uso civile ed industriale, quadri elettrici e cabine di trasformazione dal 22 maggio del 1978, con manutenzione e riparazione – tra l’altro dal 2008 – di impianti atti alla produzione di energia elettrica tramite processi di cogenerazione, eolici e alternativi. La Soems è stata fondata nel 1978 dall’imprenditore Ennio Giampreti. Nel 1996, la Soems Spa si è dotata di una nuova sede in località Cella di Mercato Saraceno, in una zona industriale posta a fianco della superstrada E45 Roma-Ravenna. La ditta ha avviato nel 2003 delle nuove sezioni produttive negli stabilimenti Tuboplast srl di Manfredonia (con assorbimento dei lavoratori, con amministratore delegato Marco Giampietri) e Sant’Agata di Puglia(FG), anche grazie ai finanziamenti della Regione, derivanti da Patti territoriali.

L’INCONTRO DEL 15 OTTOBRE FRA SINDACATI E PROPRIETA’, MESSA IN MOBILITA’ DI 13 LAVORATORI SU BASE VOLONTARIA – Lo scorso 15 ottobre l’incontro nello stabilimento di Manfredonia della Tuboplast in località Pariti di Caniglia. Alla presenza della proprietà (Ennio e Marco Giampietri, accompagnati dal legale avv. Matteucci) e dei sindacati della Femca Cisl Egidio Ondretti e della Filtcem Cgil Luigi Lauriola, sarebbe stata stabilita la messa in mobilità su base volontaria per 13 lavoratori (su 30) della Tuboplast, nonché la volontà della proprietà di “dismettere le realtà produttive del Foggiano (dunque gli stabilimenti di Sant’Agata di Puglia, di Foggia e di Manfredonia, ndR)“. Concreta dunque l’ipotesi di un fallimento per la società, come emerso durante l’incontro stabilito dalle parti per comprendere “le azioni e gli interventi da stabilire per la garanzia e tutela del posto di lavoro degli occupati”, come confermò a Stato il rappresentante della Femca Cisl Egidio Ondretti.

DA LUGLIO 2010 CIGS PER 30 LAVORATORI – Si ricorda che, come stabilito lo scorso luglio, per i 30 lavoratori della Tuboplast srl era stata sottoscritta la Cassa integrazione Guadagni Straordinaria per la durata complessiva di 12 mesi. Su base volontaria è stata comunicata la richiesta – dai sindacati – per la messa in mobilità di 13 attuali occupati, ricordando che le stesse società interessate dai provvedimenti dovrebbero beneficiare di sgravi fiscali per almeno 24 mesi. Qualora la richiesta (della mobilità) non fosse accolta resterebbe in ogni modo attiva la Cigs per i 30 lavoratori per il periodo stabilito di 12 mesi (fino al luglio 2011).

L’IPOTESI FALLIMENTO, DECRETO INGIUNTIVO EMESSO DAL TRIBUNALE DI FORLI’. “SISTEMA DOMINO: IN SEGUITO GLI ALTRI CREDITORI” – “Il Tribunale di Forlì avrebbe emesso infatti un decreto ingiuntivo contro la società di Mercato Saraceno – dicono i sindacati della Cisl – dopo una contestazione da parte di un’azienda rifornitrice del gruppo”. La società non sembrerebbe poter fare fronte alla situazione emersa, con la conseguente decisione di dismettere le attività produttive del Foggiano.

IL FUTURO DEI LAVORATORI, CIOCIOLA: I LAVORATORI ATTENDONO ANCORA LE RETRIBUZIONI –“Questa nuova chiusura non desta nessuna sorpresa e nessun clamore, se non la preoccupazione di 30 famiglie, che si troveranno senza uno stipendio – aveva detto il nuovo segretario della Cisl di Manfredonia Nicola Ciociola – In passato la stessa azienda aveva minacciato di fermare l’attività produttiva, il sindacato per scongiurarla o per allontanarla, già negli anni precedenti aveva fatto accordi con la stessa di cassa integrazione e riduzione di personale, finalizzata a dare stabilità e continuità all’attività, sforzo che comunque, non è servita ad evitare la chiusura, e ancora oggi, i lavoratori attendono (invano) retribuzioni e cassa integrazioni arretrati”.

ONDRETTI: “I LAVORATORI NON PERDERANNO NULLA” – “I lavoratori non perderanno nulla – disse invece Egidio Ondretti della Femca Cisl – promettiamo uno stato di garanzia occupazionale per tutti”. In ogni modo, anche in caso di un ipotetico fallimento del Gruppo, come da prassi (si pensi al caso della Tributi Italia, a seguito dello stato di insolvenza stabilito dal Tribunale fallimentare di Roma) i lavoratori resteranno creditori privilegiati per le insolvenze in corso”.

Si ricorda infine che la Soems Spa farebbe parte delle tre società messe “sotto osservazione” da una relazione del consulente tecnico della Procura di Forlì, Giancarlo Ferrucini, “consegnata il 17 giugno 2010″, e nella quale il consulente stesso si soffermerebbe in particolare su “7 clienti di rilievo del Credito di Romagna” (Roberto Galullo, IlSole24Ore). Società sotto osservazione per il loro stretto rapporto con il Credito ed “anche per la abitudinarietà di certi cognomi ricorrenti e di certi intrecci tra le cariche”. Le società sono: la Puglia energia srl, Brola srl e Soems spa.

Redazione Stato, gdf, riproduzione riservata

Tuboplast srl, nuova apposizione sigilli, concreto il fallimento ultima modifica: 2010-11-05T09:32:06+00:00 da Redazione



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