Manfredonia

Manfredonia, dalle reti teschi e rifiuti (anni ’50)


Di:

Acque Golfo di Manfredonia (Ph: Giovanni Simone@)

Manfredonia – AVVENUTO sessant’anni fa, quando un piccolo gruppo di pescatori decise di andare a pesca la notte prima della festa dei morti, esattamente all’alba del giorno dei “Santi Defunti“.

I pescatori stavano per concludere il loro intento, l’ultima pescata, prima d’imboccare il rientro nelle braccia della porta del molo, quando – oramai stanchi della notte – tirando su le reti in barca non trovarono l’ombra di un pesce ma solo spazzatura marina.

Desolazione assoluta nei loro sguardi increduli, attoniti di smarrimento sulle loro facce stravolte dal sonno e dal segno negativo. Qualcuno di loro lamentò che era accaduto questo per il mancato rispetto per le anime del Purgatorio “l’anm u priatorie” e che, quindi, stava ad indicare che non avevano santificato il rispetto, in pratica il fermo per la festa in segno di devozione.

Dopo quel 2 di novembre negli anni a venire nessun pescatore volle più lavorare quel giorno, perché dicevano:- No “ca ma pschè mennezz e ciucchtell”.

(A cura di Claudio Castriotta – Redazione Stato)

Manfredonia, dalle reti teschi e rifiuti (anni ’50) ultima modifica: 2013-11-05T17:46:55+00:00 da Claudio Castriotta



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