Foggia

Rete oncologica pugliese, la ricetta del Pd


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Medici (fonte image, archivio - zipns@)

Bari – REALIZZARE una rete regionale dell’assistenza oncologica coordinata dall’Ares e che abbia come centro di riferimento l’Ircss “Giovanni Paolo II”, nella logica dell’integrazione e della messa a sistema delle risorse presenti sul territorio, dalle grandi strutture ospedaliere alle facoltà di Medicina di Bari e di Foggia, ai servizi di assistenza domiciliare.

Questo il salto di qualità auspicato dal capogruppo Pd Giuseppe Romano nell’ambito della conferenza stampa tenuta questa mattina in Consiglio regionale per fare il punto, insieme al direttore generale dell’istituto tumori, Luigi Quaranta, su quanto accade in Puglia, in relazione alla prevenzione, alle cure e all’assistenza dei malati di cancro.

Due le azioni di politica sanitaria da mettere in campo: in primis avviare misure di prevenzione come la proposta di istituzione della Vis (valutazione impatto sulla salute) per impedire l’insediamento di attività dannose per la salute, e allo stesso tempo programmare una rete in grado di offrire un’assistenza di qualità ai cittadini.

Un argomento di grande attualità, sia alla luce dei dati dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio epidemiologico regionale – che ha messo in evidenza la crescente incidenza di tumori nella popolazione pugliese – che alla richiesta di intervento con tecnica cyber-knife da parte di una giovane donna campana incinta affetta da tumore celebrale. E che, ha sottolineato il capogruppo Pd “al di là delle polemiche, impone di affrontare in maniera definitiva la questione riguardante le prestazioni diagnostiche e terapeutiche di alta specialità”. L’invito di Romano alla politica è pertanto “di astenersi dal fare dichiarazioni che screditano un intero sistema, ma piuttosto dare impulso a un modello organizzativo più efficace, che miri a fare dell’istituto tumori “Giovanni Paolo II” un centro di eccellenza, per ridurre l’emorragia della mobilità passiva”.

L’impegno del Pd regionale è quello di sollecitare l’intervento dei parlamentari pugliesi per chiedere una deroga all’applicazione delle norme sulla dotazione organica fissate nella delibera 1388, per gli Ircss. “Il taglio lineare – ha continuato – previsto col turn-over e applicato attraverso il riordino della rete ospedaliera prevista nel piano di rientro, penalizza doppiamente gli Ircss sul personale e sul numero delle strutture complesse. Un aiuto potrebbe arrivare dalle risorse (il 3%) che si libereranno con l’uscita della Regione dal Piano di rientro”.

Secondo il direttore generale Luigi Quaranta, per risanare il bilancio dell’ente, “sarebbero necessari circa 30 milioni di euro, utili a rafforzare la dotazione organica e ad istituire la TIPO (terapia intensiva post operatoria) per consentire interventi complessi. Nella logica della costruzione di una rete sinergica, sarebbe utile inoltre istituire un dipartimento interaziendale che coordini le branche di oncologia perinatale, chirurgia oncologica e ginecologia medica”.

Redazione Stato

Rete oncologica pugliese, la ricetta del Pd ultima modifica: 2013-11-05T17:50:57+00:00 da Redazione



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Commenti


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    No le risorse vanno distribuite a tutte le asl altro che ares e s Giovanni di bari. Ogni provincia deve avere i presidi operativi. Ricetta del cavolo

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