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A cura dell’arch. Michele Di Lauro, docente di Storia dell’Arte del Liceo”Roncalli” di Manfredonia

Siponto. La fondazione romana (Prima parte)


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Manfredonia. La deduzione di Siponto da parte dei Romani avviene nel contesto storico successivo alla seconda guerra punica tra Roma e Cartagine, risoltasi con la sconfitta a Zama di Annibale ad opera di Scipione l’Africano. I Romani intervennero nella Daunia per punire i centri che si erano alleati con Annibale – Arpi, Salapia, Ordona – e per ripopolare l’area, oltre che, ovviamente, per l’assegnazione di “ager publicus” ai veterani della guerra. L’intervento è programmato nell’ottica di un rafforzamento strategico e organizzativo finalizzato alla formazione di un avamposto militare importante per l’espansione romana oltre l’Adriatico. Con l’affermarsi del partito degli Scipioni, a Roma cambiano i protagonisti della classe politica al potere. Nell’anno stesso della vittoria di Zama, il 201 a. C., il Senato romano diede l’incarico al praetor urbanus, M. Iunius Pennus, di creare una commissione di decemviri per la ridistribuzione delle terre, in Sannio e Apulia, ai veterani di guerra. L’assegnazione di terre ai veterani è importante nell’ottica politica romana, perché sta a sottintendere un interesse da parte degli Scipioni nei confronti dei territori Apuli; volendo riorganizzare un’area fortemente legata alla classe dirigente romana, per farne una testa di ponte verso la conquista dell’altra sponda dell’Adriatico (Livio, XXXI, 4, 1 ss.: “Exit huis anni cum de agris veterum militum relatum esset qui ductu atque auspicio P. Scipionis in Africa bellum perfecissent decreverunt patres ut M. Iunius praetor urbanus, si et videtur, decemviros agro Sanniti Apuloque, quod cuis publicum populi Romani esset, metiendo dividendoque crearet. Creati sunt…”). Infatti i commissari che troviamo nell’elenco dei decemviri del 201 a.C. saranno i protagonisti della conquista romana della Grecia. In questo più ampio progetto di rinnovamento di alcune zone dell’Apulia, è inserita la fondazione della colonia romana di Siponto: nel 194 a. C., con i triumviri D. Iunius Brutus, M. Baebius Tamphilus e M. Helvius, secondo quando riportato da Tito Livio (Livio, XXXIV, 45,3: “Sipontum item in agrum, qui Arpinorum fuerat, coloniam civium Romanorum alii triumviri, D. Iunius Brutus, M. Baebius Tammphilus, M. Helvius, deduxerunt”). Obiettivo primario della deduzione della nuova colonia, nel territorio sottratto a Arpi, era il presidio marittimo ed anche, nel contempo, di consolidamento della presenza romana sull’intera Daunia. Volendo poi rafforzare le difese costiere dell’intera Italia meridionale, sempre nel 194 a. C., verrà deciso a Roma la deduzione di altre sette colonie marittime, in luoghi di approdo strategicamente importanti.

Quindi sono ben otto le colonie fondate in quell’anno: Puteoli (Pozzuoli) a difesa del Golfo di Napoli, due alla foce del fiume Volturno, Liternum e Volturnum, Salernum nel Golfo di Paestum, Buxentum sulla costa lucana nel Golfo di Policastro, Croton e Tempsa sul mar Ionio, e Sipontum sul mare Adriatico, nel Golfo di Manfredonia, ai margini dell’antica laguna (Fig. 1). Tuttavia, non fu certo rispondente alle aspettative sulla creazione di questa ultima colonia, il successivo abbandono della stessa. Infatti, otto anni dopo la fondazione della città, nel 186 a. C., il console Spurio Postumio Albino, che era intento a reprimere il fenomeno dei baccanali nell’Italia meridionale, passando in Apulia trovò la colonia di Siponto deserta (Livio, XXXIX, 23, 3: “Extremo anni, quia  Sp. Postumius consul renuntiaverat peregrantem se propter quaestiones, utrumque litus Italiae desertas colonias Sipontum supero, Buxentum infero mari invenisse, triumviri ad colonos eo scribendos ex senatus consulto ab T. Maenio praetore urbano creati sunt”).

Fu data notizia al Senato, che decise di nominare i nuovi triumviri nelle persone di L. Scribonius Libo, M. Tuccius, Cn. Baebius Tamphilus. La nuova commissione decise di procedere ad una ulteriore deduzione sia per la colonia di Siponto che per quella gemella di Buxentum, anch’essa trovata ugualmente deserta. L’abbandono della colonia da parte degli abitanti della prima deduzione è da ascrivere con buona probabilità alla difficoltà della proposizione del modello coloniale a quei veterani delle campagne vittoriose di Scipione l’Africano, che poi parteciperanno, al seguito di Flaminio, alla spedizione contro la Macedonia. Logico supporre che per i veterani era molto più remunerativo partecipare alle nuove spedizioni militari, con la connessa spartizione dei bottini di guerra, piuttosto che la coltivazione e/o vendita dei prodotti agricoli dei fondi loro assegnati. La rifondata colonia di Siponto non verrà più abbandonata, ma proseguirà con una esistenza piuttosto grama per un secolo e mezzo, fino all’epoca di Augusto, quando, mutate le condizioni geopolitiche con il rafforzamento della presenza romana in Dalmazia e Pannonia, comincerà ad avere grande importanza e lunga sopravvivenza. Tornando alla fondazione, l’area scelta per la deduzione della colonia è in un luogo diverso rispetto a quello che era l’insediamento preromano, che si ritiene fosse sito nelle località Cupola e Beccarini. L’impianto della nuova città fu ubicato su un piccolo rialzo di natura tufacea, da cui sgorgavano sorgenti di acqua dolce, ed era posto ai margini della laguna costiera: vedi (Fig. 2).  (Fine prima parte)

(A cura dell’arch. Michele Di Lauro, docente di Storia dell’Arte del Liceo”Roncalli” di Manfredonia)

 

Fig. 1 Corografia dell’antica laguna costiera e del suo retroterra, nel periodo della fondazione di Siponto.  La città sorse ai margini della laguna nel territorio sottratto ad Arpi, città che nella guerra contro Annibale si era schierata contro i Romani.

Fig. 1 Corografia dell’antica laguna costiera e del suo retroterra, nel periodo della fondazione di Siponto.
La città sorse ai margini della laguna nel territorio sottratto ad Arpi, città che nella guerra contro Annibale si era schierata contro i Romani.

 

Fig. 1 Corografia dell’antica laguna costiera e del suo retroterra, nel periodo della fondazione di Siponto.

La città sorse ai margini della laguna nel territorio sottratto ad Arpi, città che nella guerra contro Annibale si era schierata contro i Romani.

Fig. 2 Area dell’insediamento della colonia di Siponto. La città fu dedotta su un piccolo rilievo tufaceo ricco di sorgenti di acqua dolce, posto ai margini della antica laguna costiera.

Fig. 2 Area dell’insediamento della colonia di Siponto. La città fu dedotta su un piccolo rilievo tufaceo ricco di sorgenti di acqua dolce, posto ai margini della antica laguna costiera.

 

 

 

 

Fig. 2 Area dell’insediamento della colonia di Siponto. La città fu dedotta su un piccolo rilievo tufaceo ricco di sorgenti di acqua dolce, posto ai margini della antica laguna costiera.

Siponto. La fondazione romana (Prima parte) ultima modifica: 2018-11-05T16:15:23+00:00 da Redazione



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