"Chiediamo alle istituzioni di tutelare i 20.000 posti di lavoro del comparto del gioco legale"

“Un rinvio responsabile oppure un’agonia che si protrarrà sino al 20 giugno 2019”


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Un rinvio responsabile oppure un’agonia che si protrarrà sino al 20 giugno 2019 Patella (E.m.i. rebus): Lettera aperta ai consiglieri regionali e agli operatori del gioco.

Siamo convinti che il GAP (Gioco D’Azzardo Patologico) è un disturbo psichico e che come tale va trattato.  Siamo convinti della necessità di intraprendere una vera e propria “regolamentazione controllata” e non certamente una insidiosa “deregulation”. Quest’ultima potrebbe far perdere il posto a 20.000 lavoratori e potrebbe azzerare la legalità di un settore che sicuramente non chiuderebbe e che, anzi, diventerebbe un “core business” della criminalità organizzata.

In questo periodo storico si raggiungono risultati importanti nella lotta alla ludopatia e nella regolamentazione del comparto del gioco. Ci ritroviamo paradossalmente a poco più 6 mesi dall’entrata in vigore di una norma che azzera il comparto del gioco in Puglia attraverso uno strumento, il “distanziometro”, che non garantisce alcuna efficacia nella lotta alla ludopatia, come è indicato da molteplici studi scientifici.

Proprio ora che, riconosciuta la gravità della patologia, con l’inserimento avvenuto per il GAP tra il 2016 ed il 2017 nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), si ha la possibilità di attivare iniziative di presa in carico di questo malessere sociale. La Puglia è stata tra le poche regioni ad aver pianificato interventi ante inserimento di tale disturbo nei LEA ed è stata attraverso l’ASL di Taranto nel 2017 tra le prime a realizzare un Piano regionale per la lotta alla Ludopatia.

Proprio ora che dal punto di vista della regolamentazione del comparto del gioco, dopo un’analisi complessa durata più di tre anni, si era giunti, a settembre del 2017, ad una intesa in Conferenza Unificata Stato-Regioni (manca ancora il suo decreto attuativo) con la partecipazione del Presidente Emiliano. L’intesa è la sintesi in conferenza unificata di una serie di interventi normativi che si sono susseguiti dal 2012 al 2017 nel comparto del gioco. Soprattutto si è recepita la raccomandazione comunitaria n. 2014/478/UE che poneva l’attenzione su un tema “dimenticato” nella legge regionale della puglia n.43/2013 ma “significativo”, vista l’evoluzione del gioco d’azzardo: la “prevenzione dell’accesso dei minori ai giochi d’azzardo on-line”.

Infine, vogliamo sottolineare come la campagna “mettiamoci in gioco” (promossa da una pluralità di soggetti: istituzioni, organizzazioni di terzo settore, associazioni di consumatori, sindacati) ed il suo documento fondativo del 2012 abbiano, fino ad ora, anticipato tutti gli interventi normativi istituzionali. Ne sottolineiamo a gran voce il punto fondamentale: l’evidente necessità di regolamentare tutto il comparto del gioco.

Pertanto alla luce di quanto esposto:

CHIEDIAMO alle istituzioni di:

– tutelare i 20.000 posti di lavoro del comparto del gioco legale che rappresentano la sussistenza di migliaia di famiglie. Ogni attività rischia di diventare, attraverso provvedimenti iniqui ed inefficaci, un ulteriore “business” della criminalità organizzata;
– regolamentare il gioco in tempi brevi, visto che è necessario solo un decreto attuativo dopo il lungo iter che ha portato all’intesa nella Conferenza Stato Regione del settembre scorso;
– inasprire il sistema sanzionatorio a favore della tutela dei minori, a scapito di chi accoglie minori in luoghi di gioco legale. Chiediamo sanzioni sia dal punto di visto pecuniario sia con chiusure immediate dell’attività stessa, seguendo la richiesta e la raccomandazione comunitaria relativa alla “prevenzione dell’accesso dei minori ai giochi d’azzardo”, intervenuta successivamente all’attuale legge regionale. Tale raccomandazione focalizza anche l’attenzione sul gioco on-line, ponendo restrizioni con l’inserimento in black list nazionali;
– destinare maggiori risorse per il contrasto alla ludopatia al Fondo per il gioco d’azzardo patologico rispetto all’attuale 0,4% degli introiti complessivi derivanti dal gioco d’azzardo;
– coinvolgere a pieno titolo non solo le ASL (che in Puglia hanno fatto un ottimo lavoro) ma anche gli Ambiti Territoriali Sociali per l’analisi del fenomeno complesso, in modo da pianificare vere e proprie agenzie di strada che abbiano la possibilità di mappare, monitorare il territorio e di segnalare gli interventi necessari;

CHIEDIAMO agli operatori del gioco di:
– essere parte attiva assieme agli operatori del sociale nell’individuare azioni di contrasto alla ludopatia;
– prevedere immediatamente in ogni punto gioco, all’interno del personale, la presenza di un operatore/trice che abbia competenze socioassistenziali/educative (psicologo/a, assistente sociale, educatore/trice) che predisponga mensilmente un report sulle attività del punto vendita e sui soggetti a rischio da inviare alla ASL o agli Uffici di Piano della zona.

Altamura, 5 novembre 2018
Antonio Patella
(Associazione E.m.i. Rebus)

“Un rinvio responsabile oppure un’agonia che si protrarrà sino al 20 giugno 2019” ultima modifica: 2018-11-05T13:55:36+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Osservatore di strada

    La ludopia è diffussima in Italia. A Manfredonia è al top! Gratta e vinci, lotto ogni 5 minuti, lotto in diretta, scommesse calcio, slot machine..nonnine che comprano decine di euro di gratta e vinci e magari non si comprano i medicinali..ma il clero, le autorità preferiscono non trattare questo argomento, chissà perchè? Ci hanno trasformato in un popolo di balocchi ludopatici. Stiamo rovinando anche gli immigrati. Ci sono questuanti stranieri che questuano quotidianamente e che con gli incassi comprano i gratti e vinci e poi la domenica i ragazzi di colore che questuano con i proventi vanno a giocare le scommesse…

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