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Barbanente: save the Pirp


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Assessore all'assetto del Territorio della Regione Puglia, Angela Barbanente (image by a www.bur.regione.puglia.it)

Assessore all'assetto del Territorio della Regione Puglia, Angela Barbanente (image by a www.bur.regione.puglia.it)

Bari – IL Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) della Puglia blocca i piani di riqualificazione integrati delle periferie urbane, denominati Pirp. L’ordinanza è stata emessa venerdì mattina dai giudici della II sezione del Tar (presidente Pietro Morea, relatore Francesca Petrucciani) che hanno accolto il ricorso cautelare del comune di Molfetta, ente escluso dalla graduatoria delle 31 proposte ammesse ai finanziamenti complessivi della Regione, pari a 85.600.828 euro. In precedenza il progetto del Comune di Molfetta era stato infatti escluso dai finanziamenti a causa di una serie di”presunti vizi del progetto” che gli stessi tecnici della Regione aveva evidenziano in sede di istruttoria. Nonostante le numerose difese espresse dal comune barese, verso la Regione, il Pirp di Molfetta era stato comunque escluso dalla lista delle amministrazioni beneficianti delle misure. Complessivamente, le domande per i fondi sono state 127 più due arrivate fuori tempo massimo. Di queste 76 erano risultate ammesse, ma solo 31 sono stati gli enti risultati “coperti” dai fondi, a causa della mancanza delle risorse necessarie. Nello scorso agosto la Regione aveva deciso di “ripescare” i progetti rimasti fuori dai finanziamenti, oltre un gruppo di altri 44 proposte (per un totale di 99 piani), in considerazione di un prelevamento di fondi dal Fesr (Fondi europei di sviluppo regionale) e dai Fas (Fondi per le aree sottosviluppate) del Meridione (ancora tuttavia congelati dal Governo Berlusconi). A causa della situazione emersa con il Comune di Molfetta (che hanno accolto il ricorso cautelare dell’amministrazione barese) la Regione è stata dunque costretta a bloccare lo stanziamento del piano dato che un inserimento, nei fondi, del Comune barese modificherebbe, in sostanza, la stessa lista dei comuni beneficianti dei fondi. Da parte dei tecnici regionali, l’intenzione è quella di procedere, in considerazione dell’inserimento dei progetti di riqualificazione delle periferie urbane (che hanno la funzione di ‘favorire l’insediamento o evitare l’espulsione delle fascie sociali più deboli, di promuovere il riuso del patrimonio edilizio degradato e di incrementare le funzioni residenziali, alloggi Erp) nei Piani casa straordinari (finanziato nel 2005 con 150 milioni di euro) con lo stanziamento dei fondi. Per Foggia sono pari a 8 milioni i fondi congelati (divisi in due lotti), per Manfredonia è stata prevista una somma pari a 4 milioni di euro. Lo scorso 5 agosto del 2008 è stata tuttavia approvata una delibera di giunta che prevede che tutti i 102 progetti presentati in base al bando PIRP e non finanziati con i fondi del piano casa “siano valutati ai fini del finanziamento con fondi dell’asse 7 del Por Fesr 2007-13”. Questo al fine di “valorizzare la grande progettualità e partecipazione sociale che ha caratterizzato l’elaborazione dei PIRP da parte dei Comuni”. I programmi dovrebber essere valutati attribuendo i punteggi previsti dal Bando PIRP riferiti ai criteri di merito (Finalità, localizzazione, caratteristiche) in quanto coerenti con i criteri di selezione del PO FESR 2007-2013. Non saranno invece considerati i motivi di esclusione (ossia quelli previsti nel paragrafo 4 ) e ogni altra condizione procedurale prevista dal Bando PIRP in quanto propri della relativa e specifica fonte di finanziamento.  Quindi gli esclusi potranno rientrare nella programmazione europea. Con notizia dello scorso 12 ottobre del 2008, la Regione aveva approvato il Pirp di Manfredonia. L’area interessata era parte del primo PdZ e limitrofa zona del vigente Prg, la Cb5, l’ex mattatoio e dimessa cava Gramazio. Dal passato giugno 2006 la Regione  aveva infatti approvato il bando di gara per “l’accesso ai finanziamenti per la riqualificazione delle periferie. “Il progetto del Comune – disse al tempo l’assessore all’urbanistica Franco La Torre – è risultato al 14esimo posto fra i 27 comuni ammessi al finanziamento, sui complessivi 129 Comuni concorrenti al bando”. All’individuazione dell’area si è pervenuti mediante il processo innovativo di Manfredonia@attiva, 1500 questionari ai cittadini locali. Il piano prevede la costruzione di alloggi di edilizia privata lungo la fascia che va dall’ex mattatoio fino a viale Michelangelo, ma anche alloggi di edilizia sovvenzionata. Al posto dell’attuale ex mattatoio dovrebbe sorgere una sopraelevazione di due piani con corte interna coperta da una vetrata. All’interno uffici comunali, spazi polivalenti, ludoteca, emeroteca e mediateca. a pesante accusa è del comitato di famiglie residenti a ridosso della zona interessata a nuovi insediamenti abitativi. Lo scorso settembre 2008 (anche se le proteste partirono in precedenza) il comitato “Spazio libero zona F” di Manfredonia, rappresentato da Achille Infante e Pasquale Rinaldi, avevano sostenuto che “i dati riferibili alle superfici e ai volumi da cui è partito il progetto di recupero e riqualificazione della zona denominata CB5”, già “ammesso ai finanziamenti regionali destinati ai Pirp”, erano “falsi”.

Barbanente: save the Pirp ultima modifica: 2009-12-05T19:37:30+00:00 da Giuseppe de Filippo



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