Foggia
Si caratterizza soprattutto per una peculiarità: la destinazione dei fondi raccolti alle realtà tipiche del territorio locale di riferimento

“Supporto ai malati oncoematologici”, l’impegno dell’AIL Foggia

"Fu la sezione di Reggio Calabria ad avviare l'iniziativa al fine di raccogliere fondi per l'acquisto di un'apparecchiatura necessaria per i farmaci chemioterapici" racconta l'ematologo Ferrandina


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Foggia, 05 dicembre 2018. “Sostegno ai pazienti con malattie oncoematologiche e alle loro famiglie; supporto in termini di attrezzature alle strutture che si occupano della diagnosi e cura delle malattie ematologiche, come le realtà  ospedaliere, ambulatoriali, universitarie; attività di accoglienza, sostegno alla ricerca scientifica in campo medico”.

Queste ed altre sono le finalità perseguite da AIL, l’associazione italiana per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma nata ed operante sul territorio nazionale ormai da 50 anni e che, nei giorni 7, 8 e 9 dicembre, sarà nelle piazze italiane per raccogliere fondi attraverso la vendita della Stella di Natale. Anche nella provincia di Foggia.

Radicata nel territorio con le numerose sezioni in cui è suddivisa, Ail si caratterizza soprattutto per una peculiarità: la destinazione dei fondi raccolti alle realtà tipiche del territorio locale di riferimento.

La sezione Ail di Foggia, in particolare, gode di una posizione medio-alta in una graduatoria nazionale  per ciò che riguarda impegno dimostrato  e attività svolte.

Determinanti, per esempio, i fondi raccolti presso la sezione Ail di Foggia per la nascita  e relativa crescita della struttura complessa di ematologia di cui gli ospedali Riuniti di Foggia erano privi fino al 1989.

A darne testimonianza Celestino Ferrandina, medico e presidente della sezione locale dell’Ail di Foggia, che sin dagli inizi della sua attività di ematologo ha fatto propria l’intuizione del professor Mandelli, fondatore dell’Ail a livello nazionale. “Mandelli” ci dice Ferrandina “aveva capito che  non vi può essere un reparto di ematologia senza una sezione che si occupi di accoglienza al paziente”. Perché il malato di oncoematologia vive una storia complessa e bisognosa di attenzioni particolari sia all’interno dell’ospedale che a casa.

“Ail” ci racconta Ferrandina “ha contribuito anche all’allestimento  di unità sterili, presso gli ospedali Riuniti, che consentono di fare terapia intensiva, ospitare pazienti che devono affrontare terapie immunosoppressive o trapianti del midollo.

Sostanziale  il contributo dell’Ail di Foggia per l’acquisto del separatore cellulare utile a separare appunto le cellule del paziente che poi venivano reinfuse”.

Utilizzati i fondi inoltre per l’acquisto di un irradiatore di sacche biologiche utile a eseguire le emotrasfusioni in un regime di sicurezza per una migliore tollerabilità delle sacche di sangue, piastrine; per l’acquisto di televisori ed altre suppellettili utili a favorire condizioni di accoglienza e di degenza migliori per il paziente. Ultimo, solo in ordine di tempo, l’acquisto di un apparecchio citofluorimetro che ha sostituito un apparecchio desueto.

Tutto questo sempre per le strutture ospedaliere presenti a Foggia.

L’Ail si presenta dunque come un’associazione  ricca di operosità e di risultati raggiunti.

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La sezione locale foggiana, nata nei 1994, compirà l’anno prossimo il suo 25esimo anno di attività.

“Nel frattempo è cresciuta” le parole del medico Ferrandina. “Da presidente della sezione, da circa 10 anni, ho avviato una collaborazione Ail anche con l’ospedale di Sangiovanni Rotondo, ‘Casa Sollievo della Sofferenza’, curando il Servizio di accoglienza ai pazienti che considero il nostro fiore all’occhiello”.

Addolorato per aver dovuto sospendere il servizio domiciliare a causa delle sopravvenute nuove norme europee più limitanti e stringenti, Ferrandina progetta per il futuro “Di riattivare il servizio domiciliare seppure in una forma meno pionieristica e più standardizzata, ispirata ai livelli essenziali delle prestazioni dettati dalle linee guida nazionali”.

Aprire sempre più  l’ospedale al sostegno dei volontari per un supporto psicologico ai malati oncoematologici sarebbe un altro obiettivo da raggiungere secondo il presidente Ferrandina per l’Ail di Foggia.

E, ancora, “Lasciare l’associazione a giovani motivati, cosa sempre più rara e difficoltà riscontrata a livello nazionale”

A marzo l’Ail sarà ricevuta dal papa in udienza nella sala Nervi. Insignita  nel 2005 della Medaglia d’oro al valore della sanità  dall’allora presidente della Repubblica Ciampi, Ail ricorda inoltre i 30 anni del servizio di distribuzione delle Stelle di Natale.

“Fu la sezione  di Reggio Calabria ad avviare l’iniziativa al fine di raccogliere fondi per l’acquisto di un’apparecchiatura necessaria per i farmaci chemioterapici” racconta l’ematologo Ferrandina “Poi l’iniziativa si è estesa all’intero territorio nazionale”.

A cura di Daniela Iannuzzi,

Foggia 05.12.2018

“Supporto ai malati oncoematologici”, l’impegno dell’AIL Foggia ultima modifica: 2018-12-05T17:21:35+00:00 da Redazione



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  • Domenica Lo Russo

    Notizie chiare e dettagliate. Chi scrive dimostra anche competenze terminologiche e settoriali

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