Manfredonia – NELLA conferenza stampa a chiusura dell’assemblea annuale, il presidente ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), Fabio Cerchiai, ha previsto il rischio di una nuova fase di incrementi tariffari per la RC Auto, in considerazione di un conto tecnico sfavorevole per quasi tutte le compagnie. Dunque, cattive notizie per gli automobilisti italiani. Gli aumenti dei premi assicurativi sono già partiti a dicembre e non solo per i nuovi massimali minimi di legge. Pur non essendo diminuito il numero dei veicoli assicurati, rispetto al 2008 nell’anno appena trascorso le compagnie assicurative hanno registrato perdite nella raccolta RC Auto pari al 3,5%. In generale è tutto il comparto Danni interessato ad un sensibile peggioramento della sinistralità media: in altre parole, il costo dei sinistri ha inciso sui premi incassati per il 6%. Dati 2007 sulla frequenza e sul costo medio dei sinistri RC Auto in Italia rispetto alla media europea non sono incoraggianti: rispettivamente, 8,5% e € 4.014 a fronte di 7,2% e € 3.644. Il confronto con la media europea diventa più marcato se si considera l’incidenza dei sinistri con danni fisici: 20,8% in Italia, rispetto al 13,5% dell’Europa. A giugno dello scorso anno Napoli guida la classifica delle 10 province italiane con la frequenza sinistri più alta. La Puglia non sfigura in questo poco lodevole primato, piazzando ben tre province nelle prime dieci: Bari al quinto posto, Taranto al settimo e Brindisi al decimo. Le 5 province più virtuose sono tutte al nord: Ferrara in testa e poi, a seguire, Gorizia, Udine, Pordenone e Rovigo. Per le compagnie assicurative le buone notizie arrivano dal ramo Vita: +45% nel 2009, soprattutto per effetto del canale bancassurance, nuovamente trainante. La raccolta Vita nell’anno appena concluso ha toccato quota 79 miliardi di euro, superiore al boom del 2005, fermo a 73 miliardi circa. L’exploit del Vita si spiega con una rinnovata voglia di sicurezza dei risparmiatori, che hanno riscoperto le virtù dei prodotti tradizionali garantiti (+102,5%), a tutto svantaggio di index e unit linked (–60%). Non a caso, sul totale premi al primo trimestre 2009, sono i premi unici a fare la voce grossa: 44.765 milioni su 55.855 complessivi. Insomma, se il 2009 è stato per le compagnie, complessivamente, un anno di luci e ombre, il 2010 ha tutta l’aria di inaugurare una nuova lunga stagione di incrementi tariffari, nello specifico, per il popolo della RC Auto. Il giro periodico delle agenzie, armati di libretto e attestato di rischio, per molti sarà, verosimilmente, nient’altro che un mero, per quanto sano, esercizio fisico.


