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INSEGNANTE Firenze, prof di Foggia senza stipendio da mesi: “Non riesco a pagare l’affitto”

"A scuola vado in treno, non posso permettermi la macchina"

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
6 Gennaio 2024
Foggia // Storie e Volti //

FIRENZEI – Antonio Fiscarelli, docente al liceo artistico, è uno dei 15 mila insegnanti precari italiani che da quattro mesi non vengono retribuiti, per ritardi burocratici: una vita fatta di rinunce e nessuna stabilità

Dal 28 settembre, quando ha preso servizio con supplenza breve part time, non riceve lo stipendio. Antonio Fiscarelli è uno dei 15 mila insegnanti precari italiani che da quattro mesi non vengono retribuiti, per ritardi burocratici.

«Stiamo tirando avanti» commenta Fiscarelli, professore di Filosofia al liceo artistico Porta Romana a Firenze. «Considerato che anche la disoccupazione dei mesi estivi viene pagata in ritardo, è un problema, uno dei tanti del precariato».

Sposato, un figlio di quasi sei anni, è originario di Foggia, approdato a Firenze perché «c’erano più posti disponibili». Si è laureato in Scienze dell’Educazione a Torino, ha avuto esperienze in Africa, in Francia e in altri Paesi d’Europa, poi è tornato in Italia per insegnare, prima in Val D’Aosta poi nella sua città, Foggia. «

Ma qui facevamo fatica, così 4 anni fa consultando i posti disponibili nella mia classe di concorso ho visto che ce n’erano più a Firenze e ho avanzato la mia candidatura». Ottenuta una supplenza si è trasferito con la famiglia nel capoluogo toscano.

Da allora ha avuto 12 contratti, di varia durata, e cambiato sei scuole.

«Precariato vuol dire per gli studenti cambiare docenti spesso e per un docente ricominciare ogni volta da capo, lasciare gli studenti che conosci per trovarne di nuovi, adattarsi a modelli di scuola diversi, riassestarsi, tutto senza far pensare la situazione ai ragazzi e programmando per l’intero anno anche se il contratto è di pochi mesi».

Lo stipendio è quello che è, e se arriva pure in ritardo, arrivare a fine mese non è sempre facile.

La moglie è farmacista e lavora con contratto part time a tempo indeterminato, ma ci sono comunque l’affitto e le utenze da pagare, la spesa da fare. «Di affitto paghiamo 830 euro, l’affitto di ottobre siamo riusciti a pagarlo, novembre no, ma abbiamo spiegato la situazione ai nostri padroni di casa e hanno capito».

La famiglia Fiscarelli non risiede a Firenze, dove le locazioni sono anche più alte, ma a Pontassieve.

Questo vuol dire fare i pendolari per andare al lavoro, altre costi da sostenere. Un’auto, piccola, serve alla moglie che lavora in un paese vicino, l’altra più grande, che avevano preso per fare il trasloco, non ce la facevano più a mantenerla.

«Abitiamo vicino alla stazione, io ora per andare a scuola prendo il treno a Firenze e poi raggiungo il liceo a piedi». Le spese superflue non sono contemplate nel bilancio familiare.

La cosa che più pesa a Fiscarelli però non è il ritardo nei pagamenti («Prima o poi, spero, verranno pagati»), quanto la precarietà, il non poter programmare nulla della propria vita.

«Un altro dettaglio che oggi penalizza gravemente la posizione dei docenti precari e che favorisce il perpetrarsi di questa sconvolgente situazione (che ogni anno si tiene in sordina), concerne le procedure di reclutamento che si svolgono ogni estate.

Ciò a causa di un algoritmo, che è andato a sostituire le tradizionali procedure che si svolgevano in presenza e soprattutto erano organizzate da impiegati in carne ed ossa» spiega Fiscarelli nella petizione “Salviamo la scuola dall’algoritmo e dal precariato – Democrazia, stabilità, dignità” che ha lanciato online.

«Essenzialmente, il funzionamento dell’algoritmo non rispecchia i principi democratici che sono stati alla base della selezione degli insegnanti fino a tre anni fa, quando è stato introdotto, quasi forzatamente, per alleggerire il lavoro tecnico-amministrativo.

Centinaia infatti i ricorsi in tutto il paese, da parte di docenti con molti anni di esperienza, nelle prime posizioni delle graduatorie, che si sono visti saltati da colleghi appena entrati nelle graduatorie, al primo turno». E’ accaduto anche a lui che da una nomina “lunga” dell’anno corso si è ritrovato con un part time breve, oltretutto su una cattedra che risultava essere assegnata a lui fino ad agosto scorso.

Il 24 dicembre ha protestato vestito da babbo Natale in piazza Duomo, per far conoscere la situazione dei tanti precari della scuola a colleghi, studenti, famiglie. «Con mia moglie ci chiediamo spesso cosa fare, se rimanere a Firenze o no.

Per ora rimaniamo, lei ha un contratto a tempo indeterminato che è da tenersi stretto, io ho le mie lezioni da fare, il bambino a settembre deve andare a scuola.

La mia ragione di vita è incontrare i ragazzi a scuola, insegnare a loro è la mia motivazione, altrimenti se avessi fatto un altro tipo di lavoro avrei fatto una vertenza e me ne sarei andato. Ciò che mi angoscia di più è pensare che negli anni a venire migliaia di giovanissimi docenti rischiano di entrare in questa serie di gironi, senza contare l’impatto reale sull’istruzione dei nostri figli».

Fonti verificate: CORRIERE FIORENTINO //

3 commenti su "Firenze, prof di Foggia senza stipendio da mesi: “Non riesco a pagare l’affitto”"

  1. Non ci sono parole. Una situazione assurda che pesa sugli aspetti psicologici oltre che economici.

  2. Capisco benissimo la situazione, per dieci anni ho lavorato come insegnante di sostegno nelle scuole dell’infanzia e come educatrice negli asili nido, alla fine non ho più retto e ho cambiato lavoro per la mia salute mentale e per una maggior stabilità economica. Faccio un lavoro completamente diverso a cui non servono i miei titoli di studio. Adesso faccio la commessa e per assurdo guadagno molto di più di prima.

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