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PEF ARERA BOCCIA Tari, Arera boccia tariffe di 63 Comuni, Pagliaro: “Caos annunciato, ora Decaro sbrogli la matassa della gestione rifiuti”

L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha bocciato i Pef

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
6 Gennaio 2026
Foggia // Politica //

L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha bocciato i Pef – i piani economico-finanziari alla base della determinazione della Tari – approvati da 63 Comuni pugliesi per il biennio 2024-2025. Secondo quanto riportato in una nota del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro, Arera contesta all’Ager, l’Agenzia regionale per i rifiuti, di aver definito “in maniera illegittima” le tariffe relative ai servizi di raccolta dei rifiuti urbani.

Per Pagliaro la decisione dell’Autorità rischia di aprire una fase di forte incertezza amministrativa, con potenziali ripercussioni anche sui contribuenti. “È un caos annunciato quello che si rischia in Puglia nelle tariffe per il servizio di raccolta rifiuti”, afferma l’esponente di FdI, ipotizzando che i Comuni interessati possano valutare ricorsi al Tar per evitare di dover ricalcolare la tassa rifiuti degli ultimi due anni. Uno scenario che, secondo Pagliaro, potrebbe tradursi in un “pasticcio amministrativo-giudiziario”, tra rideterminazioni, conguagli e possibili contenziosi.

Nella stessa nota, il consigliere regionale rivendica di aver sollevato la questione già nei mesi precedenti. Pagliaro ricorda in particolare una mozione presentata a gennaio 2024, con cui – sostiene – si chiedeva di impegnare la Regione a farsi carico dei maggiori costi Tari che si sarebbero potuti scaricare sui bilanci comunali. Mozione che, aggiunge, “non è mai stata discussa”.

Pagliaro collega inoltre la vicenda alla gestione complessiva del ciclo dei rifiuti in Puglia. In particolare richiama le tensioni emerse nell’estate 2024 sul tema dei maggiori costi di conferimento dell’indifferenziato in discarica, con riferimento agli impianti cosiddetti “minimi”, e alle determine che – secondo la ricostruzione fornita – sarebbero state adottate a gennaio 2024. In quel frangente, afferma, diversi Comuni avrebbero dovuto far fronte a incrementi rilevanti dei costi, con conseguente impatto sui tributi locali.

Nel mirino del consigliere regionale finisce soprattutto la programmazione impiantistica. Pagliaro attribuisce la pressione sui costi alla “mancata chiusura del ciclo dei rifiuti” e alla dipendenza dalle discariche, denunciando l’assenza – nella sua lettura – di un adeguato piano di realizzazione di impianti pubblici alternativi. Tra le soluzioni citate nella nota, vengono menzionati anche “termovalorizzatori di nuova generazione”. Sul fronte della raccolta differenziata, Pagliaro evidenzia livelli che definisce ancora “bassi”, pur riconoscendo la presenza di alcune “eccezioni” positive.

La partita, secondo FdI, si sposta ora sul piano della governance. “Sbrogliare questa matassa spetterà ora al neo presidente Antonio Decaro”, scrive Pagliaro, sollecitando un intervento per “mettere ordine in una materia finora trascurata” e per evitare che la situazione si traduca in ulteriori costi a carico delle famiglie. Nella chiusura della nota, l’esponente di opposizione parla di un sistema che rischierebbe di “ingrassare il partito delle discariche a danno delle tasche dei cittadini”.

Resta da capire quali saranno, nelle prossime settimane, le scelte dei Comuni coinvolti e quali adeguamenti verranno richiesti a seguito della bocciatura dei Pef. Sul tavolo, oltre alla possibilità di ricorsi amministrativi, c’è l’eventualità di ricalcoli e aggiornamenti tariffari che potrebbero generare nuove tensioni tra enti locali, Regione e gestori del servizio. In attesa di ulteriori sviluppi, la vicenda riaccende il confronto politico sulla sostenibilità del sistema e sulla capacità di programmare, a livello regionale, un ciclo dei rifiuti meno dipendente dalle discariche e più stabile sul piano dei costi.

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