Recente sentenza della Corte di Cassazione

Rapina a gioielleria di Milano, Cassazione boccia ricorso di 30enne di Manfredonia


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Roma, 06 febbraio 2019. Con recente sentenza della Corte di Cassazione (Penale Sent. Sez. 2 – Anno 2019 , Presidente Matilde Cammino) è stato dichiarato inammissibile il ricorso (PM il sostituto Procuratore Generale dott. Ferdinando Lignola, legale del ricorrente l’Avv. Antonio Merlicchio) proposto da Coda Orazio Lucio, nato a Manfredonia il 13.11.1989, contro la sentenza della Corte di Appello di Milano del 4.7.2017.

In particolare, da atti, “con sentenza del 14.12.2016 il GUP di Milano aveva riconosciuto Orazio Lucio Coda responsabile dei delitti di rapina aggravata e di lesioni  personali aggravate in concorso (con Antonio Bua, Antonio Fabbiano e Antonello  Scirpoli, separatamente giudicati) perpetrata presso la gioielleria Washington  Gioielli di Milano oltre che in danno di Giuseppe Svetoni; di conseguenza,  ritenuto tra i due fatti di reato il concorso formale nonché la continuazione con  quelli già giudicati dalla Corte di Appello di Milano con sentenza del 17.7.2014  (irrevocabile il successivo 21.1.2015) ed operata la riduzione per la scelta del  rito, lo aveva condannato alla pena, in ulteriore aumento rispetto a quella inflitta  con la sentenza sopra indicata, di anni 2 di reclusione ed Euro 1.000 di multa, oltre al pagamento delle spese processuali”.

Successivamente, “la Corte di Appello di Milano, con sentenza del 4.7.2017, ha riconosciuto altresì la continuazione tra i fatti per cui si procede (e quelli già ritenuti in continuazione dal primo giudice) anche con quelli di cui alla sentenza dell’11.7.2012 dello stesso ufficio e, quindi, ha rideterminato l’aumento operato con la sentenza del 17.7.2014 in anni 3, mesi 6 di reclusione ed Euro 1.500 di  multa e, così, complessivamente, la pena inflitta al prevenuto in anni 10 e mesi  2 di reclusione ed Euro 3.100 di multa; ha confermato nel resto la sentenza impugnata”.

In seguito il ricorso in Cassazione, tramite il difensore, di Orazio Lucio Coda che ha lamentato:
“3.1 inosservanza e/o erronea applicazione della legge penale in relazione  agli artt. 125 e 546 cod. proc. pen.
3.2 inosservanza e/o erronea della legge penale in relazione agli artt. 192, 530 e 533 cod. proc. pen. e carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione del provvedimento impugnato: rileva, in particolare, il difetto di motivazione della sentenza di appello  laddove, pur richiamando la ricostruzione dei fatti operata dal primo giudice, non avrebbe tuttavia fornito una risposta completa alle questioni sollevate con i motivi di impugnazione; aggiunge che nel caso di specie i giudici milanesi si sono limitati a riportare integralmente la sentenza di primo grado per poi dedicare una sola pagina alla risposta fornita ai rilievi articolati con l’atto di appello ma che, in realtà, si è risolta nella mera riproposizione delle argomentazioni già svolte dal GUP”.

Il ricorrente di Coda ha segnalato come “gli elementi indiziari pure pedissequamente riepilogati dalla Corte di Appello siano, singolarmente considerati, privi dei requisiti della gravità
richiesti dall’art. 192 cod. proc. pen.; in particolare sottolinea che:   la conoscenza del Coda con gli altri responsabili della rapina e la sua  partecipazione a quella del 7.4.2011 e la responsabilità per i fatti di porto d’arma del gennaio del 2012 siano di per sé privi di attitudine dimostrativa con riferimento al diverso fatto del 24.10.2011, per cui si procede;
– analogamente, secondo la difesa, privi di effettiva valenza indiziaria sono l’utilizzo, da parte del Coda, del cellulare dello Scirpoli il giorno successivo alla rapina; il viaggio di ritorno da Milano a Foggia in compagnia di quest’ultimo; l’sms inviato dallo Scirpoli alla fidanzata; la preoccupazione mostrata dal Coda nel messaggio del 20.3.2012 per l’avvenuto arresto dello Scirpoli;
– del pari, sempre a dire della difesa, priva di effettivo valore indiziario è la intercettazione del 20.3.2012 della conversazione captata a bordo dell’autovettura dello Iannone e dopo l’arresto degli altri tre componenti del gruppo che aveva eseguito la rapina del 24.10.2011”.

Atto integrale

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Redazione StatoQuotidiano.it – Riproduzione riservata

Rapina a gioielleria di Milano, Cassazione boccia ricorso di 30enne di Manfredonia ultima modifica: 2019-02-06T18:57:30+00:00 da Redazione



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