"Dalla speranza alla rassegnazione, per un finale eutanasico"

Monte non luogo del cuore: è una questione di qualità..

"La speranza era quella che si potesse provare a resettare tutto, anche a costo di ingoiare qualche altro boccone amaro"


Di:

SARÒ Sincero.

Avrei preferito passar a miglior vita, nel vero senso dell’espressione, si intende! Avrei voluto riprendere a scrivere canzonette, a recensire canzoni e romanzi a scrivere per me, insomma. Di ciò che mi pare (e piace).

Specie dopo aver provato a narrare le vicende politiche locali dell’ultimo decennio, nel quale s’è consumata probabilmente una delle pagine più indecorose della storia di Monte Sant’Angelo: quella del commissariamento per infiltrazioni criminali.

Ma bisognava farlo. Bisognava tentar di raccontare i fatti di quei giorni, di quel terremoto che scosse profondamente un’intera comunità.

Prendevo coraggio dai fatti. Ciò nonostante, non è stato semplice emanciparsi dalla tentazione di farsi trascinare da quell’ondata giustizialista che pareva dovesse spazzar via tutto ma che per molti non ha, in fin dei conti, sortito gli effetti desiderati o perlomeno necessari. Almeno penalmente.

Personalmente, lo ammetto, non simpatizzavo per gli allora amministratori poi commissariati rei, a mio avviso, di aver esasperato le coscienze della gente contribuendo a creare un clima cupo dall’aria viziata al limite dell’irrespirabile.

Ciò nonostante, le ultime due giunte non hanno rappresentato la panacea di tutti i mali che continuano ad affliggere questa città . La macchina burocratica inefficiente e numericamente inadeguata, intoccabile, chiusa ed autoreferenziale, l’insofferenza di molti montanari a contribuire a rendere questa città un luogo migliore, i tagli ai comuni, il patto di stabilità, sono solo i fattori macroscopici che hanno contribuito a ridurre Monte Sant’Angelo in questo stato.

Il fattore caratterizzante ogni azione mirata ad un buongoverno cittadino dovrebbe essere sempre di tipo qualitativo. Azioni mirate e tangibili che si basino su meritocrazia, trasparenza e condivisione. Con la cittadinanza attiva, con un occhio di riguardo per le filiere corte ed autoctone. Con martellanti campagne sulle buone pratiche, provando a dare per primi il buon esempio. Provando ad ingolosire una cittadinanza inappetente mostrandole la convenienza di buone pratiche e legalità.

La stagione successiva al commissariamento ha, per un certo verso, continuato a deludere le flebili speranze di una rinascita reale anche grazie ad una campagna elettorale che mai come questa volta ha finito per confondere ancor più le idee per molti già poco chiare. Un triste film iniziato con La città nuova che prendeva forma iniziando il suo cammino dal basso per poi terminare mestamente la propria parabola tra l’impopolarità grottesca delle scelte strategiche del genio politico di turno.

Servita la vittoria su un piatto d’argento a CambiaMonte, prende forma la giunta d’Arienzo all’insegna delle quote rosa, dei neofiti e dei giovani anche se, sin da subito, l’aspra polemica non ha mai abbandonato questi luoghi. Dapprima quelle relative ai pacchetti di voti gentilmente messi a disposizione da alcuni ex amministratori, poi le quasi immediate dimissioni del consigliere Fusilli (Antonio), fratello del Vice Sindaco (Michele) risultato in assoluto il più votato dell’intera tornata elettorale con più di 600 preferenze e già in odore di incarichi amministrativi strategici. Incompatibilità con futuri incarichi professionali, si dirà.

Senza contare le polemiche successive all’ostinazione manifestata dal neo Sindaco nel voler continuare ad avvalersi delle prestazioni di Gatta, già portavoce e coordinatore dello staff dell’ex sindaco Di Iasio (del quale, tra l’altro, è risultato essere anche fedele consigliere, strenuo difensore nonché coautore di numerosi comunicati di un’amministrazione braccata e con le spalle al muro). Nulla da eccepire sulla legittimità della scelta se non fosse che a volte, specie in un determinato momento storico, sarebbe più auspicabile metterla sul piano dell’opportunità. A dirla tutta, c’era poco da stupirsi dato che il Gatta aveva già curato l’intera campagna elettorale di d’Arienzo…

Ma va bene così, va bene lo stesso.

Va bene pure che un pugno di disoccupati di medio-lungo termine abbia trovato occupazione in perfetta sincronia con le insistenti voci da bar e nel pieno di un’emergenza lavorativa senza
precedenti.

La speranza era quella che si potesse provare a resettare tutto, anche a costo di ingoiare qualche altro boccone amaro.
Non la luna ma azioni celeri, mirate, semplici ma al contempo incisive. Che delineino un drastico cambio di rotta nei confronti di inciviltà e cattivi esempi.

Questa gioiosa macchina da guerra piena di buoni propositi, a quasi dieci mesi dal suo insediamento pare non riuscire ad ingranare. Almeno come avrebbe desiderato. Ci raccontano di un Sindaco quasi costantemente asserragliato con assessori e consiglieri a lavoro nel palazzo di Città ma non percepirsi è il vigore di un’azione amministrativa adeguata e visibile. Visibile per le strade, agli occhi dei cittadini ed adeguata alle emergenze in itere.

Se ci siete battete un colpo (verrebbe da dire) e se lo state facendo, allora battete più forte perché da fuori si sente poco o niente.

Non si avverte la scossa che s’era promesso di dare, non sembra affiorare la sensibilità femminile nè la sfrontatezza della gioventù. Non si sente ne il sapore deciso della carne, ne quello delicato del pesce e la minestrina che si continua a somministrare potrebbe andar bene per una brutta influenza, non certo per le gravi patologie autoctone.
Oltre che dell’amministrazione sciolta, questa è la città in cui si sfreccia a tutta velocità per le strade, in cui si da fuoco alle Madonnine scomode, in cui un ragazzo muore da solo in mezzo alla strada accoltellato a morte da un clima di esasperazione diffusa. Del Grand Hotel ex Forestale, dei professionisti dell’associazionismo autoreferenziale, e del volontariato sulla carta. Dei lavoratori senza diritti sfruttati e ricattati dalle poche ed opulenti aziende locali ed attività commerciali.

Della sporcizia diffusa (in città e fuori porta), degli accessi cittadini indegni, delle voragini stradali, delle regole non rispettate, dei fallimentari incontri con la cittadinanza andati deserti. Dell’uso indiscriminato e non regolamentato dei termo camini, del randagismo, dell’inarrestabile emorragia migratoria, della dilatazione a dismisura urbana frutto della speculazione edilizia. Eredità scomode a cui bisognerebbe provare a dare qualche risposta.

Sarebbe interessante conoscere qual è la strategia organica su turismo, patrimonio boschivo ed immobiliare, promozione di filiere locali, inclusione, degrado sociale.
Non si possono più tollerare espressioni del tipo:-“Non ci sono soldi!”, “Non è facile!”, “c’è ostruzionismo”, “poi dopo il commissariamento è tutto più difficile”, e via così. Troppo facile dirlo ora, dirlo dopo.

Dai 17.000 abitanti degli anni’80 ai 15.000 degli inizi anni’90, ai 10.000 dei primi anni 2000 fino ai circa 9.000 residenti dei giorni nostri (anche meno se si considerano i dimoranti), l’emorragia appare inarrestabile.

Solo che stavolta non c’entra la chiusura del polo petrolchimico, né la lenta agonia giunta agli sgoccioli del contratto d’aria. Oggi più che mai, l’aspetto del fenomeno appare come una scelta qualitativa non necessariamente inevitabile.

Perché ad andar via continuano ad essere insospettabili neo pensionati, interi giovani nuclei famigliari, lavoratori ignobilmente sfruttati e figli di nessuno in cerca di dignità (questa sconosciuta!). Si chiedono trasferimenti (chi può), si chiudono attività ben avviate, ed i pochi laureati continuano a mandare altrove i propri curriculum.

A restare, la sempre più florida flottiglia di balordi, delinquenti, bivaccatori ed assidi frequentatori di bar ed antibar.

È un po’ che provo a trovar risposta ad una domanda che continua a balenarmi ossessiva in testa:-“ Possibile che una Città come questa, con la sua storia, con il suo patrimonio artistico, sito UNESCO situato nel cuore di un Parco Nazionale non sia in grado di dare sostenibilità economica neppure ad una popolazione ridotta così all’osso?”

La risposta per me è sempre stata negativa ma a quanto pare non la pensano cosi alcuni neo amministratori ed illustri pensatori locali.

Si perché la tesi spettrale che continua fastidiosamente a circolare da mesi lascia senza parole. Più che ad una cura da cavallo per provare a salvare il salvabile, ci si sta quasi rassegnando ad accompagnare il malato verso un inesorabile destino. In pratica ci si dovrebbe rassegnare all’idea di perdere qualche altra migliaia di concittadini, consolidandoci attorno alle 5.000-6.000 unità. Questa risulterebbe la prerogativa per la nascita di una comunità stabile e sostenibile(…).

A queste menti illuminate mi verrebbe da chiedere attorno a cosa ripartire in uno scenario futuristico del genere? Forse da un’enorme ospizio diffuso infarcito di centinaia di badanti.
Pessimismo, rassegnazione e fastidio, aggiungerei.
Inaccettabile, almeno per me.

Poi penso alla scelta di Singh e di Jaskaran ( Gesù per tutti i montanari)residente da oltre vent’anni a Monte Sant’Angelo, perfettamente integrato ed innamorato del suo lavoro. Tra le prime decisioni prese a seguito del conferimento della cittadinanza italiana (primo in città), c’è stata quella di trasferirsi in Inghilterra. Con le lacrime agli occhi, pressato dalla volontà della moglie di andar a vivere in un posto migliore dove far crescere i piccoli Rasdin e Max. Lasciare il non luogo in cui Monte si sta trasformando per una mera questione di qualità. E come dargli torto.

Della serie (chiedo venia per la battuta) manco li n’diani!

Nella speranza che l’assessore all’urbanistica venga a capo dell’annosa vicenda dell’odonomastica della zona c1 di cui si è tanto lamentato per anni tra i banchi dell’opposizione, che il delegato all’agricoltura si ricordi di tratturi comunali ed aziende dell’entroterra, che i responsabili per le politiche sociali impattino sul degrado e le sofferenze reali della gente e che le forze dell’ordine locali si mettano un po’ più al servizio della comunità, provate a stupirci, a farci destare da quest’incubo!
Provate semplicemente a fare.Sbagliate pure,rimediate, riprovate, pur che ci diciate che non è questa la morte di cui dobbiamo morire…

Nota personale:
Ho deciso di tirar fuori dal cassetto in cui giacevano da settimane questa righe a seguito di una conversazione carpita tra la mia compagna ed una cara amica. Capii subito di cosa si trattasse, capii che l’ennesima scelta dolorosa quanto inevitabile si stava per compiere: uno dei pochi cari amici rimasti andava a prendere occupazione altrove. Oggi da solo, domani magari con tutta la sua famiglia. Con le sue splendide bambine, con sua moglie e forse i suoceri.

Ci vuol molto più coraggio a fuggire che a restare, buona fortuna amico mio…

A cura di Antonio Gabriele, Monte Sant’Angelo
antonio.g76@libero.it

Monte non luogo del cuore: è una questione di qualità.. ultima modifica: 2018-04-06T22:35:00+00:00 da Antonio Gabriele



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Commenti


  • RIDOLINO

    HANNO INGRANATO A BERE E DIRE CHIACCHIERE NEI PRESSI DEI DUE BAR????? Si doveva cambiare il MONDO……..


  • matteo

    per i disoccupati sindaco cosa stai facendo. hai aumentato solo il tuo stipendio è assunto il tuo amico Gatta che ti ha fatto la campagna elettorale. vegogna!!! andate via.


  • Leo

    Bellissimo articolo. Ti viene la pelle d’oca a leggere. Purtroppo però non è un romanzo ma la triste realtà di monte. Una delusione totale il sindaco d’arienzo, l’assessore Peppe totaro, Giovanni Vergura, generoso che dicevano dicevano e non stanno facendo nulla. Solo le tasse aumentano.
    Fusilli poi ha preso tanti voti e non sta facendo niente.

    Poi non hanno chiarito questione Oss, questione scioglimento per mafia Mattinata, tassa spazzamento, assunzione portavoce, aumento stipendio sindaco. Nel paese poi si sta vivendo una grave emergenza sicurezza, poi strade rotte.

    Mi rivolgo al bravo giornalista e faccio complimenti articolo: sa vicino l’odpedale dove ci fu l’incidente ad ottobre stanno ancora le transenne e il comune non è riuscito ancora a mettere ringhiera. È molto pericoloso là perché alto. Grazie.


  • PDS

    Cambieranno il MONDO


  • CARLO

    OTTIMO ARTICOLO


  • UN EX SIMPATIZZANTE DEL PD

    Complimenti quest’articolo ha centrato in pieno tutte le problematiche e le difficoltà che questi politici da anni ci costringono a vivere,nessuna amministrazione fino ad oggi è riuscita a progettare qualcosa per far ripartire questo Paese, neanche il riconoscimento di CITTA’ UNESCO è servito a far risvegliare gli amministratori da quel “COMA” profondo in cui sono caduti.NB Questa amministrazione di adesso che doveva cambiare Monte è una tra le peggiori che abbiamo avuto dagli ultimi 30 anni.Mi pento profondamente di avervi votato, avevo creduto in voi ma siete i peggiori: DIMETTETEVI NON FINITE DI SEPPELLIRE PER SEMPRE QUESTO PAESE PEPP CIUCCHETT FAI TU IL PRIMO PASSO USCITE PER SEMPRE DALLA POLITICA CHE NON E’ PER VOI GOVERNARE.


  • UN EX SIMPATIZZANTE DEL PD

    SINDACO PENSATE ALLE COSE IMPORTANTI DA FARE IN QUESTO PAESE E NON AL MINI SINDACO E LA MINI GIUNTA MI DISPIACE UNA COSA SOLTANTO: CHE SE QUESTI RAGAZZI APPRENDONO DA VOI SIAMO ROVINATI PERCHE’ IN CAMPO POLITICO NON SIETE PREPARATI NEANCHE VOI FIGURIAMOCI SE DOVETE FARE LEZIONI DI POLITICA AI RAGAZZI LI METTERESTE COMPLETAMENTE FUORI STRADA.


  • Antonio lo Russo

    Complimenti all’autore dell’articolo serio e pacato. Una precisazione, però, Gatta non era il ” coordinatore ” dell’ufficio di staff del sindaco di Iasio. Informatevi meglio.


  • PDS

    ANDATE A LAVORARE E TUTTI A CASA


  • Montanara

    ….e poi ci siamo noi montanari bravi (solo) a parlare… (siamo pieni di bar dove ci si incontra per parlare appunto).Io credo che il cambiamento se lo si vuole davvero (senza chiacchiere)comincia con noi e da noi per prima : e’ solo questione di cuore!


  • Giovanni

    Complimenti. I Commissari hanno rappresentato la stagione d’oro per Monte.
    Ricordo il galluccio, due musei aperti, il contributo per la falesia (ma ancora lì perché i lavori non cominciano?), il film, il restauro dei monumenti nel centro storico nei tempi previsti (mai visto niente del genere a Monte!), la promozione turistica, ec ecc ecc.
    Di tutto questo cosa rimane? Solo lo smog delle autocorriere che sono tornate in piazza Duca D’Aosta a mettere in pericolo la gente e a dare un gran brutto segnale di ritorno al passato più nero.

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