www.statoquotidiano.it, San Marco in Lamis, 06 aprile 2023. “Sono particolarmente contento per quest’assoluzione che arriva, tra l’altro, nel giorno in cui a San Marco in Lamis si festeggia la Madonna Addolorata. Contento anche perchè da sempre, io e il mio avvocato Angelo Pio Gaggiano che mi ha supportato in questo vicenda, siamo stati certi del mio operato. Quella sera avevo partecipato a un momento di preghiera, e credevo di non aver commesso alcun reato”.
Così a StatoQuotidiano.it il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla, commentando l’assoluzione da parte della Corte d’Appello di Bari (perchè “il fatto non costituisce reato“) relativamente ai reati di “attentato alla salute pubblica e inosservanza degli obblighi di assembramento“, in seguito al raduno di circa 200 persone all’esterno della Chiesa Addolorata nella sera del Venerdì santo dello scorso aprile 2020, in pieno periodo di Covid.
Al tempo, la Procura di Foggia aveva aperto un’inchiesta sul citato assembramento.
Con Merla furono indagati anche due Carabinieri, della Compagnia di San Giovanni Rotondo e della Stazione di San Marco in Lamis, entrambi assolti in primo grado.
“Mi assumo la colpa di non aver avuto il coraggio di dire a don Matteo di interrompere il momento di preghiera. Non me la sono sentita, ma mi rendo conto, col senno di poi, di aver sbagliato. Ma avrei voluto interromperlo. Questa è la mia colpa e me la prendo“. Aveva detto il sindaco di San Marco in Lamis, Merla, commentando i fatti.
In primo grado, il sindaco Merla era stato condannato a 8 mesi di reclusione, ora l’assoluzione in Appello. L’uomo è stato difeso dall’avvocato Angelo Pio Gaggiano del Foro di Foggia.

L’arcivescovo della diocesi di Foggia, Vincenzo Pelvi, aveva stigmatizzato l’accaduto. ”Meraviglia non poco quanto avvenuto sul sagrato della chiesa Maria Santissima Addolorata in San Marco in Lamis, nella serata di venerdì 10 aprile, dove un momento di preghiera silenziosa, programmato per essere teletrasmesso, si è trasformato in manifestazione con partecipazione di popolo. Un atto grave perché da parte dei presenti è venuto meno il buon senso e la prudenza nel contribuire alla tutela della salute ed evitare un ulteriore estensione del contagio”.




Tra il Giudice di primo grado e quello di appello, chi ha SBAGLIATO???.
Non possiamo continuare con questa
inGIUSTIZIA , tutta ITALIANA.
—Chissà quanti si so’ beccati il virus quel giorno grazie alla tua —