Manfredonia

La settimana Economica: Guida per cercare (e trovare) il MuTUO


Di:

Mutuo (statoquotidiano)

QUESTA settimana proporremo alcuni semplici consigli per i nostri lettori che stanno pensando di richiedere un mutuo. Prima di fare ciò, come di consueto, analizzeremo (brevemente) le caratteristiche principali dell’argomento in questione.

Che cos’è? Per mutuo intendiamo un finanziamento di medio-lungo termine, in genere con una durata che va da 10 a 30 anni. Pertanto, si tratta di un impegno finanziario notevole, da valutare con grande attenzione.

Quale importo posso richiedere? In generale, la banca concede un importo che non supera l’80% del valore dell’immobile, valore stabilito in base ad una perizia effettuata da un esperto. A volte gli intermediari concedono mutui che vanno anche oltre l’80% del valore dell’immobile, ma in questi casi richiedono maggiori garanzie e spesso condizioni meno favorevoli per il cliente.

Quale rata mi posso permettere? Prima di chiedere il mutuo è opportuno valutare attentamente il proprio reddito, anche in prospettiva, e la propria disponibilità mensile al netto delle spese fisse. E’ bene che la rata non superi un terzo del reddito disponibile, per poter far fronte alle spese correnti, a spese impreviste e a possibili riduzioni di reddito.

Quanto mi costa? La principale componente del costo è costituita dagli interessi, che sono il compenso per il prestito erogato e dipendono anche dalla durata del mutuo. Agli interessi si aggiungono altri costi, tutti indicati nel Foglio Informativo disponibile presso l’intermediario e sul suo sito web. Nella pianificazione – come vedete, non a caso, è un termine ricorrente – si deve inoltre tenere conto delle ulteriori spese connesse all’obiettivo finale: spese notarili, spese di agenzia, spese di consulenza, imposte, etc.

Passiamo ora ad esaminare l’elemento sul quale il consumatore – a volte trascurando gli altri rilevanti aspetti che abbiamo citato – pone la maggiore attenzione: il tasso di interesse.

Il tasso di interesse attribuito ad un mutuo (in questa sede non si ritiene rilevante parlare delle diverse tipologie: fisso, misto, variabile, etc.) è determinato secondo parametri fissati sui mercati monetari e finanziari, cui l’intermediario aggiunge una maggiorazione, detta spread, che rappresenta la differenza tra il parametro di riferimento e il tasso effettivamente applicato.

In questo momento, mediamente, gli spread applicati dai diversi intermediari si attestano intorno al 4%. Per sperare in una riduzione, che auspichiamo porti il valore al di sotto del 3%, sarà decisivo l’esito delle prossime elezioni politiche. Gli intermediari finanziari, infatti, prima di procedere a questo “taglio” – permettendo così di rendere più competitivi i mutui in un mercato immobiliare caratterizzato da un’abbondanza di offerta e, contemporaneamente, da una scarsità di domanda – aspettano di capire che impatto avrà l’esito elettorale sul debito pubblico e sullo spread tra BTP e Bund. A dire il vero, pur augurando uno scenario elettorale più conciliante e nonostante i benefici portati agli istituti di credito dallo scudo anti-spread e dell’allentamento dei vincoli patrimoniali di Basilea III, le attese per una riduzione degli interessi sui nuovi mutui rimangono deludenti.

Possiamo affermare che è tutta “colpa” delle banche?

In primis, sfatiamo il mito secondo il quale lo spread non è altro che il compenso richiesto dalla banca per il mutuo. Questo, in verità, è soltanto uno dei tre elementi principali che compongono lo spread.

Alla remunerazione per il servizio offerto vanno, infatti, aggiunti: il costo di raccolta del denaro all’ingrosso – ovvero, il costo degli importi acquisiti dalla banca e che sono trasferiti al cliente per mezzo del mutuo – e i costi di copertura dal rischio di oscillazione dei tassi – ad esempio, dovete sapere che il “tasso fisso” molte volte scelto dal cliente, deve essere hedgiato (per evitare che la banca sia esposta ad un rischio “di interesse” troppo elevato) attraverso i tanto bistrattati derivati (strumento fondamentale dell’economia, a patto che si sappia come usarli. A tal riguardo non possiamo non scagliare una freccia contro i numerosi Comuni italiani che hanno fatto operazioni con questi strumenti senza avere una minima competenza al riguardo!).

Quindi le banche sono esenti da “colpa”?

Ovviamente, anche questo non può essere affermato. Ci chiediamo ancora, infatti, come mai le banche italiane che hanno ricevuto in prestito lo scorso anno dalla BCE (la Banca Centrale Europea) circa 250 miliardi di euro (al costo agevolato dell’1% da rimborsare in tre anni) hanno preferito, in molti casi, utilizzare questi soldi per fare arbitraggio con gli alti rendimenti dei BTP (mettendosi in tasca la differenza tra gli elevati tassi dei Titoli di Stato e l’1% da rimborsare alla BCE) piuttosto che iniettarli nell’economia reale (ad esempio, attraverso condizioni migliori per i mutui e\o per i finanziamenti alle aziende).

Veniamo ora ai consigli pratici per la ricerca del MuTUO:

1. Scegliere il tipo di tasso: è importante valutare vantaggi e svantaggi del tipo di tasso alla luce della propria situazione economica e delle condizioni di mercato, considerando i loro possibili sviluppi nel tempo.

2a. Individuare l’importo della rata “sostenibile”;
2b. Definire il “complessivo” ammontare da richiedere.

3. Confrontare le offerte di più intermediari.

4. Selezionare gli intermediari cui richiedere una proposta personalizzata.

5. Verificare che le condizioni prescelte coincidano con quanto determinato in fase di studio.

Che decidiate di inquadrare la richiesta di un mutuo per l’acquisto della prima casa (o di una ulteriore) in un più ampio contesto – di pianificazione e gestione finanziaria – o meno, ci auguriamo che questo articolo possa guidare molti dei nostri lettori ad una scelta più consapevole ed appropriata del proprio mutuo.

In chiusura affidiamo ad un filosofo tedesco, personalmente molto apprezzato sin dai tempi del liceo “Galilei” di Manfredonia, la chiusura del presente articolo.

Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore.”
Friedrich Wilhelm Nietzsche

(A cura del Dott. Leonardo Taronna
Analista Economico e Finanziario
leonardotaronna@hotmail.com)

La settimana Economica: Guida per cercare (e trovare) il MuTUO ultima modifica: 2013-06-06T18:47:41+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
3

Commenti


  • Antonello Scarlatella

    Impeccabile analisi del prodotto. Chiarissima,meticolosa e semplice l’esposizione. Nulla lasciato al caso.
    Chiudere poi l’articolo con una citazione filosofica rafforza il contenuto del testo e gli da un tocco di classe.
    La rubrica valorizza ancora di piu’la testata.
    Questa e’la Manfredonia buona,quella che ci fa sperare in un futuro migliore.
    Complimenti Dott. Taronna……..e sempre infinitamente grazie alla redazione di Stato ed al suo direttore responsabile Giuseppe De Filippo.

    Antonello Scarlatella


  • G.de Filippo

    Grazie a te Antonello, per i testi, le segnalazioni e gli interventi, gentilissimo, ciao, Giuseppe de Filippo


  • Leonardo Taronna

    Gent.mo Antonello, la ringrazio per le belle parole.
    Condivido con Lei l’augurio per una Manfredonia “positiva” e “propositiva” per il rilancio di un territorio che – in quanto a risorse – non ha nulla da invidiare ad altri in Italia e nel Mondo. Il “Sistema Gargano” è possibile, tuttavia bisogna crederci fin nel profondo.
    Mi associo al ringraziamento al direttore per l’ottimo e proficuo lavoro svolto fino ad oggi.

    Leonardo Taronna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This