Manfredonia

Manfredonia, numerose auto con gomme bucate, denunce in Commissariato


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Area via Gramsci, angolo via Mazzini Manfredonia (statoquotidiano, archivio)

Manfredonia – NUMEROSE le denunce presentate stamani presso il Commissariato di PS a Manfredonia dopo i danni riportati da circa una ventina di autovetture in zona Stazione Campagna, con più pneumatici forati – per veicolo – da un gruppo di ignoti. I fatti sarebbero avvenuti nella notte tra il 5 e il 6 giugno 2013, possibile un collegamento tra i danni alle autovetture e l’incendio ai danni di un’altra auto nei pressi di via A.Gramsci, angolo via Mazzini.

Possibile autori un gruppo di giovani, per futili motivi, da escludere un’azione dettata da un movente principale ai danni di terzi. Proseguono nelle indagini gli agenti del Commissariato di Ps di Manfredonia che avrebbero già visionato i filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Manfredonia, numerose auto con gomme bucate, denunce in Commissariato ultima modifica: 2013-06-06T17:44:47+00:00 da Redazione



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Il commento è proprio adeguato all’inizio della stagione estiva ed alla città di Manfredonia, rinomata città turistica di mare!


  • Redazione

    Non c’entra nulla con l’articolo; vediamo di pubblicarlo come testo, cortesemente non invadi di commenti non attinenti, grazie avvocato, a presto; Red.Stato


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    La Polizia municipale può essere “comandata” anche da un dirigente “non vigile urbano”!

    I dirigenti della polizia municipale non devono necessariamente essere vigili, essendo sufficiente che ne abbiano i requisiti; il corpo della polizia locale non si deve occupare di compiti gestionali sui quali è chiamato ad esercitare compiti di controllo; a guidare tali strutture non vi deve essere per forza un dirigente.

    Sono queste le principali indicazioni contenute nella recente sentenza della quinta sezione del Consiglio di Stato n. 2607/2013. La sentenza ha un grande rilievo sia per i principi innovativi che la caratterizzano sia per l’ampiezza delle indicazioni dettate in tema di organizzazione della polizia locale.

    La pronuncia in primo luogo fissa i margini di autonomia entro cui le singole amministrazioni locali possono regolamentare la polizia locale: “La disciplina contenuta nella legge 65/1986, vieta che, una volta eretto a corpo, la polizia municipale sia inserita all’interno di un più ampio settore nel quale assuma una posizione intermedia quale un’unità operativa complessa, ma non esclude che il corpo di polizia municipale possa acquisire funzioni ulteriori sempre nell’ambito di quelle di polizia amministrativa, la cui individuazione è rimessa alla legislazione regionale”

    Questo principio non si applica nei piccoli Comuni in cui non viene istituito il corpo per il ridotto numero di vigili in servizio. Le funzioni attribuite ai vigili non devono però determinare un conflitto con le attribuzioni tipiche della polizia amministrativa, per cui il corpo non deve essere chiamato a svolgere funzioni attive di amministrazione in materie per le quali è deve effettuare attività di prevenzione e repressione. In questa ipotesi, infatti, si determina “il pericolo che il ruolo di controllore e di controllato finiscano per sommarsi in un’unica figura”.

    La sentenza detta poi numerosi principi innovativi che si devono applicare al comandante.
    In primo luogo essa ci dice che egli «è responsabile verso il sindaco, il quale a sua volta è l’organo titolare delle funzioni di polizia locale che competono al Comune. Di conseguenza, porre il comandante della polizia municipale alle dipendenze di un funzionario del Comune equivale a trasferire a quest’ultimo funzioni di governo che per legge competono al sindaco. Ma la nomina a comandante del corpo non deve essere necessariamente accompagnata dall’assegnazione di una qualifica dirigenziale

    È questo un principio che si applica anche nei Comuni in cui al vertice della struttura burocratica vi sono i dirigenti. Inoltre, “al vertice del corpo di polizia municipale è posto un comandante, anche egli vigile urbano, che ha la responsabilità del corpo e ne risponde direttamente al sindaco. Tale posizione, deve aggiungersi, non è affidabile ad un dirigente amministrativo che non abbia lo status di un appartenente al corpo di polizia municipale”.

    La sentenza aggiunge il seguente principio innovativo: “L’individuazione del comandante del corpo deve avvenire tra soggetti dotati di adeguata preparazione professionale attestata da frequenza del corso regionale citato al quale ha partecipato il dr. .. che del pari ha acquisito dal prefetto su richiesta dell’amministrazione comunale la qualità di agente di pubblica sicurezza. Inoltre, il comandante del corpo non può che rivestire anche la qualifica di vigile urbano, ma non appare necessario ai fini della sua nomina il previo possesso di tale qualifica”.
    Foggia, 6 giugno 2013 Avv. Eugenio Gargiulo


  • Se mi lascia parlare le spiego senza vedere le cose dal buco della serratura!!!!

    ma stu cazz d’avvocato azzecca garbugli nun c’azekk mej!!!!


  • domenico

    speriamo che vengano presi e che prima di essere processati e spero condannati, paghino tutti i danni causati. Qui in italia non sento mai parlare che questi balordi dopo aver causato un danno alla collettività una volta presi pagano il danno che hanno creato.


  • RAFFAELE

    Questa notte mi hanno rubato l’antenna dell’auto in via Umberto Giordano (zona Stazione), comprata qualche giorno fa al prezzo di 4 euro iva compresa!!!!! Se un giorno mi dovesse capitare di cogliere sul fatto il “LADRO”, vi giuro che lo denuncio e gli faccio passare tutti i guai possibili. Tutto questo per 4 euro.
    Le antenne e i tappini delle ruote non costano nulla!!! e rischiate questo:
    L’art. 624 c.p. (Furto) prevede che chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 154 euro a 516 euro.
    Il furto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più circostanze aggravanti.

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