Manfredonia

Mastro Peppe u falugnem e bumbner


Di:

Falegname (Worky.biz@)

Manfredonia – ME lo ricordo come se fosse vivo oggi, quasi a rivederlo proprio nel suo aspetto buono e con l’abito da lavoratore, addirittura sempre pieno di polvere di segatura, anche tra i suoi capelli bianchi. Già, mastro Peppe che cara persona ch’era, aveva un piccola botteghina nel Rione Croce, raccontarlo in questo istante mi mette davvero una grossa commozione, perché per solo motivo che l’ho conosciuto da bambino seguendolo poi fino all’età di 17 anni, mastro Peppe diventava sempre più malato, perché a dire il vero la sua malattia era sempre stata pesante.

A pensarci adesso soffriva di una forte forma asmatica in più con problemi al cuore che secondo me era dovuta proprio al suo scarso ossigeno che arrivava nei suoi polmoni, questo chiaramente gli procurava il bisogno di prendere aria pura quella di mare, così che il falegname bumbner, la sera si recava al Villaggio Sant’Andrea, per respirare quella tanta sospirata aria che gli mancava, povero il Peppe .

La serata più brutta che gli capitò anzi se la mente non mi inganna la notte oserei dire più terribile che non sembrava finire mai, quando quella crisi che lo aveva colpito violentemente d farlo urlare correndo con un urlo soffocato intorno al villaggio, con un rumore di soffocazione totale,altro che bumbner. Ma che razza di leggenda era al detto degli adulti dal dire delle mille cavolate e leggende strane degli tre scalini,tutto erroneamente buffo,solo per incutere paure ai bambini. Tornando a quella orrenda notte per mastro Peppe,lo menziono in una nota non piacevole – Era le due di notte quando graffiò dietro la finestra di casa,eravamo spaventati io e mio fratello Lello ma a dire il vero più che altro per la sua malattia che lo stava distruggendo. Dopo qualche ora gli passò la crisi perché non lo sentimmo più, e continuammo a provare a prendere sonno.

La mattina seguente passai da quella botteghina per accertarmi come stava in salute, mentre lavorava con i suoi legni di mobili,con gli occhiali con montatura in nero con i vetri molto impolverati, poi mi capitò di avvertire il senso del distacco,e venni a sapere che mastro Peppe falegname e bumbner morì tra i suoi amati ceppi di legno, ch’era la sua vera vita ad averlo accompagnato nel suo cammino del percorso terreno.

(A cura di Claudio Castriotta, poeta e cantautore)

Mastro Peppe u falugnem e bumbner ultima modifica: 2013-06-06T15:21:36+00:00 da Claudio Castriotta



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Commenti


  • L'estate guardo sempre i piedi delle donne

    Sempre estremamente interessanti i racconti narrati dal sig. Castriotta
    a prescindere dal falegname quante leggende ci hanno tramandato i nostri avi circa i bumbner che correvano dietro le persone, che si grattavano la schiena contro le porte delle case di Corso Roma piuttosto che Via San Lorenzo mentre il campanile in piena notte scandiva il tempo con la musica che faceva da colonna sonora intermittente nelle vie vuote, senza auto in sosta, ma con tanto calore umano e tanta ingenuità-

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