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ITALIA La Nave “Princess Shahd” e il Grano Kazako di “bassa qualità”: “Un silenzio preoccupante”

L'Italia ha importato già oltre 350.000 tonnellate di grano duro kazako negli ultimi mesi

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
6 Giugno 2024
Cronaca // L'inchiesta //

Nel settore del commercio marittimo, alcune navi sembrano destinate a suscitare polemiche e preoccupazioni. Una di queste è la “Princess Shahd”, che recentemente ha attraccato nel porto di Bari con un carico di circa 30.000 tonnellate di grano duro kazako. Questo grano, partito dal porto russo di Vysotsk sul Mar Baltico, è al centro di un dibattito sulla sua qualità, sollevando timori tra esperti e osservatori del settore.

Fatto assai singolare é che questa nave attualmente risulta ormeggiata allo stesso molo portuale della nave ALMA, col carico di grano duro proveniente dalla Turchia che tanto clamore ha invece sollevato sulla stampa e tv in questi giorni.

Grano Kazako in Italia
L’Italia ha importato già oltre 350.000 tonnellate di grano duro kazako negli ultimi mesi, così come dimostrano gli ultimi dati del servizio di sorveglianza doganale pubblicati dalla UE, una quantità piuttosto significativa che ha sollevato dubbi sulla qualità del prodotto. Questo flusso di importazioni, in gran parte dirette verso il porto di Bari, è avvenuto in un clima di generale silenzio mediatico, nonostante le preoccupazioni crescenti riguardo alla sicurezza alimentare e alla qualità del grano.

La Nave “Princess”
La “Princess”, con il suo carico di 30.000 tonnellate di grano, è l’ultima di una serie di navi provenienti da Vysotsk, un porto russo sul mar Baltico divenuto recentemente strategico per l’esportazione del grano duro kazako. Alcune fonti kazake parlarono addirittura di punte del 70% del raccolto kazako di grano duro pesantemente danneggiato dalle piogge, con una larghissima parte del raccolto declassato ad uso zootecnico, adatto solo per l’alimentazione del bestiame. Una larga fetta del raccolto danneggiato non è stato possibile neppure classificarla (ovvero era addirittura inferiore a quello uso zootecnico).

Nel complesso nell’annata 2023/24 Il Kazakistan sembrerebbe aver prodotto solo circa 530.000 tonnellate di grano duro (circa il 35% in meno rispetto all’annata precedente, col raccolto falcidiato dalle pesanti piogge durante i raccolti preceduti da una pesante siccità che ne ha ridotto i quantitativi). È abbastanza chiaro dai numeri quindi che l’Italia si è posta quasi come unico importatore di queste granelle prodotte in Kazakistan.

Il grano pregerminato è un grano che ha iniziato il processo di germinazione sul campo o perché raccolto e stoccato in condizioni di umidità, compromettendo fortemente la sua integrità e qualità molitoria e rendendolo potenzialmente anche pericoloso per il consumo umano.

Il grano kazako dell’annata 2023/24 ha sollevato numerosi interrogativi negli riguardo alla sua qualità. Le condizioni di coltivazione, le pratiche agricole e i metodi di stoccaggio e trasporto possono influenzare significativamente la qualità del grano. Il grano pregerminato, in particolare, è suscettibile alla formazione di muffe e tossine che possono rappresentare un rischio per la salute dei consumatori. La presenza di tali problematiche nel grano importato potrebbe avere gravi conseguenze per la catena alimentare italiana, e soprattutto sollevare numerosi interrogativi sulla reale qualità di queste granelle importate.

Nonostante l’entità delle importazioni e i potenziali rischi associati, la questione del grano kazako è rimasta largamente ignorata dai media e dalle autorità italiane. Questo silenzio è allarmante, considerando l’importanza della sicurezza alimentare e la necessità di garantire che i prodotti importati soddisfino rigorosi standard di qualità. Le autorità italiane non hanno ancora fornito dichiarazioni ufficiali sulla qualità del grano kazako, lasciando spazio a speculazioni e preoccupazioni.

1 commenti su "La Nave “Princess Shahd” e il Grano Kazako di “bassa qualità”: “Un silenzio preoccupante”"

  1. Non si può accettare questo tipo di grano duro nella nostra terra pugliese produttrice di grano sano.

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