MANFREDONIA – Diventa definitiva la condanna nei confronti di T.N., 30enne di Manfredonia, coinvolto in un incidente stradale avvenuto il 17 ottobre 2019 nel centro sipontino. Con atto di recente pubblicazione, la Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’uomo contro la sentenza della Corte d’Appello di Bari che aveva già confermato la decisione del Tribunale di Foggia per il reato di lesioni personali stradali.
La pronuncia è stata emessa dalla Settima Sezione Penale della Suprema Corte, presieduta da Donatella Ferranti, con relatrice la consigliera Maria Teresa Arena. I giudici di legittimità hanno ritenuto infondate le argomentazioni difensive con cui l’uomo contestava la propria responsabilità nell’investimento di due donne avvenuto a Manfredonia.
Secondo la tesi sostenuta dal ricorrente, le persone offese avrebbero avuto una responsabilità concorrente nell’accaduto poiché, durante l’attraversamento della strada, sarebbero improvvisamente sbucate tra le auto in sosta, rendendo inevitabile l’impatto.
Una ricostruzione che non ha convinto la Cassazione. I magistrati hanno evidenziato come la Corte d’Appello avesse già affrontato e respinto tale doglianza con una motivazione ritenuta logica e coerente. In particolare, viene richiamato quanto emerso dalle immagini video acquisite agli atti, dalle quali risulterebbe che il conducente non abbia effettuato alcuna manovra di emergenza per evitare l’investimento.
Per i giudici, proprio l’assenza di qualsiasi tentativo di evitamento dimostrerebbe che l’automobilista non si era accorto della presenza delle due donne che stavano attraversando la strada e che, dunque, non stava prestando la necessaria attenzione alla guida.
La sentenza sottolinea inoltre che le due pedoni, una delle quali particolarmente anziana, procedevano lentamente e con cautela. Le vittime sarebbero state investite quando non avevano ancora completamente impegnato la carreggiata, circostanza che ha portato i giudici a escludere qualsiasi profilo di colpa concorrente.
La Suprema Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso, rendendo definitiva la condanna pronunciata nei precedenti gradi di giudizio. Oltre alle spese processuali, l’uomo dovrà versare 3 mila euro alla Cassa delle Ammende.
La decisione è stata adottata durante l’udienza del 28 aprile 2026 e conferma integralmente quanto già stabilito dai giudici di merito, chiudendo definitivamente una vicenda giudiziaria iniziata a seguito dell’incidente avvenuto quasi sette anni fa nelle strade di Manfredonia



