Si è chiusa con due comizi consecutivi l’ultima giornata della campagna elettorale per l’elezione del sindaco di San Giovanni Rotondo.
Alle 20.15, in Piazza dei Martiri, è intervenuta la candidata Rossella Fini, sostenuta dalla coalizione del Campo Largo cittadino e accompagnata dal parlamentare Federico Cafiero De Raho. Alle 20.50, nella stessa piazza, è stata la volta della candidata Floriana Natale, espressione del centrodestra – con l’assenza significativa di Lega e UDC – affiancata dalla senatrice Annamaria Fallucchi e dall’onorevole Giandiego Gatta.
Due appuntamenti che avrebbero dovuto rappresentare il momento più alto e coinvolgente di una lunga competizione elettorale e che, invece, hanno restituito l’immagine di una campagna giunta al termine senza aver mai realmente acceso l’entusiasmo della città. Le piazze, ancora una volta, sono apparse al di sotto delle aspettative sia per partecipazione numerica sia per coinvolgimento emotivo. Un dato che non può essere ignorato e che fotografa una distanza evidente tra la politica e una comunità che, probabilmente, attendeva ben altro.
Entrambi i comizi hanno riproposto temi e argomenti già affrontati nel corso delle settimane precedenti.
Nessuna accelerazione finale, nessuna proposta capace di imprimere una svolta al dibattito pubblico, nessun messaggio in grado di suscitare quella partecipazione popolare che tradizionalmente accompagna le grandi sfide amministrative.
Particolarmente significativo è apparso il trattamento riservato alla vicenda di Casa Sollievo della Sofferenza, questione che, per dimensioni economiche, occupazionali e sociali, rappresenta probabilmente il tema più delicato e strategico per il futuro della città e dell’intero comprensorio garganico.
Sul punto sono intervenuti esclusivamente gli ospiti politici del centrodestra, senza però approfondire nel dettaglio le criticità che, secondo diverse valutazioni, stanno emergendo. Il tema è stato affrontato prevalentemente attraverso critiche rivolte alla politica regionale, senza offrire una visione concreta delle possibili soluzioni o delle iniziative da intraprendere per tutelare una struttura che rappresenta uno dei principali motori economici e sociali del territorio.
Ancora più sorprendente è apparso il silenzio delle due candidate su una vicenda che negli ultimi mesi ha alimentato un ampio dibattito pubblico. Da Rossella Fini ci si sarebbe aspettati una presa di posizione più netta, soprattutto alla luce dell’iniziativa promossa in occasione della visita della segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein e del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.
In molti attendevano una risposta politica alle dichiarazioni del direttore generale della struttura, contestate da esponenti della coalizione di centrosinistra e ritenute da questi lesive nei confronti di alcuni candidati e della stessa amministrazione regionale.
Ma il chiarimento non è arrivato.
Allo stesso modo, Floriana Natale non ha affrontato il tema nel corso del comizio, scegliendo una linea di prudenza che lascia aperti numerosi interrogativi.
È stata l’emozione dell’ultimo comizio prima del silenzio elettorale? È stata inesperienza politica? Oppure una scelta consapevole di rinviare ancora il confronto pubblico su una questione che potrebbe determinare conseguenze profonde sul tessuto economico e sociale della città?
Domande che restano senza risposta.
Eppure, la sensazione che emerge dall’analisi complessiva di questa campagna elettorale è quella di una significativa occasione mancata. Poca innovazione nei programmi, scarso approfondimento dei problemi strutturali della città e una generale difficoltà nell’affrontare con coraggio i temi più complessi. Una campagna che ha privilegiato il confronto tra schieramenti politici rispetto all’approfondimento di alcune questioni strategiche per il territorio.
“Chi vivrà vedrà”, avrebbe cantato Rino Gaetano. Ma la politica non può limitarsi ad attendere gli eventi. Ha il dovere di interpretarli, governarli e, soprattutto, anticiparli.
Ora la parola passa agli elettori. Da lunedì inizierà una fase nuova e molto più impegnativa di quella vissuta nelle ultime settimane.
Qualunque sarà il risultato delle urne, la futura amministrazione sarà chiamata a dimostrare che esiste una differenza sostanziale tra la propaganda elettorale e il governo della città.
L’auspicio è che il percorso amministrativo che attende la futura sindaca sia profondamente diverso da quanto visto durante la campagna elettorale. San Giovanni Rotondo ha bisogno di una guida capace di restituire fiducia, orgoglio e prospettiva a una comunità che negli ultimi anni ha spesso percepito smarrimento e sfiducia.
Soprattutto, sarà necessario difendere la dignità di una città e dei suoi cittadini, troppo spesso coinvolti in polemiche che hanno finito per mortificare il lavoro, la storia e il contributo di migliaia di famiglie sangiovannesi. Una comunità che merita rispetto, ascolto e una classe dirigente all’altezza delle sfide che l’attendono.
A cura di Maurizio Varriano.



