Nuovi aumenti per i prezzi dei carburanti dopo lo stop al taglio delle accise entrato in vigore lo scorso 3 luglio. Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, i listini tornano a salire sia per benzina sia per gasolio, con incrementi diffusi su tutta la rete nazionale.
Nel dettaglio, in modalità self service sulla rete stradale, il prezzo medio della benzina è pari a 1,844 euro al litro (+41 millesimi) rispetto a venerdì, mentre il gasolio si attesta a 1,925 euro al litro (+43 millesimi). Più alti i valori lungo la rete autostradale, dove la benzina sale a 1,938 euro al litro (+44) e il diesel raggiunge 2,008 euro al litro (+40), tornando così oltre la soglia dei 2 euro.
Le associazioni dei consumatori denunciano un impatto immediato sui cittadini. Il Codacons definisce la situazione una “stangata prevista”, stimando che il mancato rinnovo del taglio delle accise possa pesare sugli automobilisti italiani per circa 1,4 miliardi di euro l’anno solo per i rifornimenti su rete stradale e autostradale. L’associazione sottolinea inoltre che, con oltre 64 milioni di litri venduti ogni giorno, il rialzo si traduce in un aggravio di circa 3,9 milioni di euro quotidiani.
Critiche anche dall’Unione Nazionale Consumatori, che parla di una nuova stangata per gli automobilisti. L’associazione evidenzia come il gasolio in autostrada sia tornato sopra i 2 euro al litro e come anche la benzina abbia superato la soglia di 1,9 euro sulle principali tratte. Secondo le stime dell’Unc, un pieno da 50 litri risulta rincarato in pochi giorni di circa 2 euro per il gasolio sulla rete stradale e 1,80 euro in autostrada, oltre a circa 1,90 euro in più per la benzina.
Lo riporta tgcom24.mediaset.it.



