FOGGIA – Si riducono ulteriormente le speranze dei passeggeri che attendono il rimborso dei biglietti acquistati da Lumiwings per voli mai decollati. L’11 giugno scorso il Tribunale di Atene ha dichiarato il fallimento della compagnia aerea greca, che aveva operato i collegamenti da e per l’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia dal settembre 2022 al settembre 2025.
La sentenza ha fissato al 10 ottobre 2025 la data di cessazione dei pagamenti, nominando l’avvocato Nikolaos Bourbos quale curatore fallimentare. Contestualmente sono stati apposti i sigilli ai beni della società con sede a Markopoulo.
Già nel dicembre scorso l’assemblea degli azionisti aveva concentrato tutti i poteri gestionali nelle mani del nuovo amministratore delegato Zacharias Efthymios, ma il tentativo di rilanciare la compagnia non ha evitato l’epilogo giudiziario.
Una crisi annunciata
L’ultimo bilancio disponibile, relativo al 2024, fotografava una situazione ormai compromessa. Nella relazione annuale approvata nell’agosto 2025, il Consiglio di amministrazione aveva comunicato di essere al lavoro per la cessione dell’intero capitale sociale a un gruppo di investitori italiani interessati all’acquisizione della compagnia.
L’operazione, tuttavia, non si è mai concretizzata. A pesare sono stati soprattutto i consistenti debiti accumulati dalla società, tra cui un’esposizione superiore ai 600 mila euro nei confronti dell’aeroporto di Forlì, oltre all’impossibilità di sostenere i pagamenti del leasing dell’aeromobile principale, successivamente restituito.
Il caso Foggia rappresentava l’eccezione
Paradossalmente, proprio la base di Foggia costituiva uno dei pochi elementi positivi dei conti aziendali. Gli incentivi previsti dal contratto triennale venivano regolarmente corrisposti e la vendita dei biglietti aveva registrato risultati superiori alle previsioni iniziali, favorita dall’aumento delle frequenze e dal miglioramento del coefficiente di riempimento degli aeromobili.
Nel 2024 la compagnia aveva contabilizzato oltre 4,2 milioni di euro tra incentivi e circa 4,8 milioni di euro derivanti dalla vendita dei biglietti sulle rotte operate da e per il “Gino Lisa”.
Biglietti venduti anche quando gli aerei erano già fermi
Tra gli aspetti più controversi della vicenda c’è la prosecuzione della vendita dei biglietti anche quando la compagnia non era più nelle condizioni operative di effettuare i voli.
Il sistema di prenotazione rimase infatti attivo fino alla fine di ottobre 2025, consentendo a numerosi utenti di acquistare voli che non sarebbero mai partiti. A quasi dieci mesi dall’ultimo collegamento effettuato, molti passeggeri attendono ancora il rimborso.
“A nulla è servito inviare e-mail o rivolgersi alle associazioni dei consumatori. Non abbiamo mai ricevuto risposta e, con il fallimento della compagnia, anche le azioni legali si sono rivelate inutili. Oltre al costo dei biglietti, abbiamo dovuto sostenere ulteriori spese per poter viaggiare”, racconta un lettore.
Rimborsi mai arrivati
Già prima dell’aggravarsi della crisi finanziaria, la gestione dei rimborsi aveva mostrato numerose criticità. C’è chi aspetta ancora la restituzione di circa 300 euro per un volo prenotato nel gennaio 2025 e cancellato due mesi dopo, senza aver mai ricevuto risposte ai ripetuti solleciti.
Nel settembre 2025 Aeroporti di Puglia aveva annunciato l’intenzione di valutare la trasformazione dei crediti dei passeggeri in voucher da utilizzare con il nuovo vettore destinato a operare sullo scalo foggiano, assicurando inoltre il massimo impegno per favorire i rimborsi.
L’ipotesi, tuttavia, non ha avuto seguito. L’unica indicazione fornita ai viaggiatori è stata quella di verificare con il proprio istituto bancario la possibilità di attivare la procedura di chargeback, nel caso in cui il pagamento fosse stato effettuato con carta di credito.
Con la dichiarazione di fallimento della compagnia, il recupero delle somme diventa ora ancora più complesso. Per molti passeggeri foggiani, che avevano continuato a dare fiducia a Lumiwings fino agli ultimi mesi di attività, la prospettiva di rivedere i soldi spesi per i voli cancellati appare oggi sempre più lontana. Lo riporta foggiatoday.it.



