SAN GIOVANNI ROTONDO – Il 6 luglio 1994 si spegneva a San Giovanni Rotondo Fra Daniele Natale, al secolo Michele Natale, frate cappuccino tra le figure più amate della comunità religiosa legata a San Pio da Pietrelcina. Oggi è Servo di Dio, primo passo ufficiale nel percorso previsto dalla Chiesa verso un’eventuale beatificazione.
La sua vita fu caratterizzata da una profonda spiritualità, dall’umiltà e da un intenso servizio ai fedeli. Ancora oggi la sua tomba, custodita nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, accoglie ogni giorno numerosi pellegrini che si fermano in preghiera.
Il racconto di un episodio avvenuto dopo la morte
Tra gli episodi più ricordati dai confratelli e dai testimoni vi è quanto sarebbe accaduto poche ore dopo il decesso.
Mentre la salma di Fra Daniele era esposta nella cappella dell’Infermeria del convento dei Frati Cappuccini e i religiosi recitavano il Santo Rosario in suffragio della sua anima, alcuni presenti riferirono di aver avuto l’impressione che il frate muovesse lievemente le labbra, come se accompagnasse la preghiera.
La notizia si diffuse rapidamente all’interno del convento, suscitando sorpresa e interrogativi.
Gli accertamenti medici
Per escludere qualsiasi dubbio sulla possibilità di una morte apparente, il superiore del convento dell’epoca, padre Livio Di Matteo, dispose immediatamente ulteriori verifiche.
Furono quindi chiamati dalla vicina Casa Sollievo della Sofferenza il dottor Nicola Silvestri, aiuto di Medicina Legale, e il dottor Giuseppe Fasanella, assistente di Medicina Legale.
I due medici sottoposero Fra Daniele a un elettrocardiogramma e ad altri accertamenti clinici, compresa la misurazione della temperatura corporea, confermando definitivamente il decesso.
L’episodio del presunto movimento delle labbra rimase pertanto una testimonianza riferita dai presenti, senza che venissero riscontrati elementi clinici in grado di modificarne l’accertamento medico.
Un ricordo ancora vivo
A oltre trent’anni dalla sua morte, la figura di Fra Daniele Natale continua a essere ricordata con affetto da quanti lo conobbero e dai tanti fedeli che visitano San Giovanni Rotondo.
La sua tomba, situata all’ingresso della chiesa di Santa Maria delle Grazie, sulla destra entrando nel santuario, rappresenta ancora oggi una meta di raccoglimento e preghiera. Molti pellegrini ricordano il suo sorriso, la sua disponibilità e la semplicità con cui visse la vocazione francescana, qualità che continuano ad alimentarne la memoria nella comunità cappuccina e tra i devoti.
A cura di Claudio Castriotta.



