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ANTONINO PIZZOLATO Violenza sessuale di gruppo, l’olimpionico Antonino Pizzolato condannato a 5 anni e 4 mesi

La stessa pena è stata inflitta agli altri tre imputati nel procedimento: Davide Lupo, Claudio Tutino e Stefano Mongiovì, tutti originari della provincia di Agrigento.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
6 Luglio 2026
Santa Maradona Football Club // Sport //

TRAPANI – Il Tribunale di Trapani ha condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi di reclusione il pesista azzurro Antonino Pizzolato, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e Parigi 2024, riconosciuto colpevole di violenza sessuale di gruppo.

La stessa pena è stata inflitta agli altri tre imputati nel procedimento: Davide Lupo, Claudio Tutino e Stefano Mongiovì, tutti originari della provincia di Agrigento.

Il processo trae origine dalla denuncia presentata da una turista finlandese di 27 anni, che ha riferito di aver subito una violenza sessuale nella notte del 22 luglio 2022 all’interno di una casa vacanze di Trapani, dopo aver trascorso la serata in compagnia degli imputati.

Pizzolato, atleta delle Fiamme Oro e originario di Castelvetrano (Trapani), è uno dei pesisti italiani più titolati degli ultimi anni. Le medaglie di bronzo conquistate ai Giochi Olimpici di Tokyo e Parigi lo avevano consacrato tra i protagonisti del sollevamento pesi internazionale.

Nel corso del procedimento, la Procura aveva chiesto una condanna a 10 anni di reclusione per tutti gli imputati, sostenendo che gli elementi raccolti dimostrassero l’assenza di un consenso da parte della giovane. Al termine del dibattimento, il collegio giudicante ha pronunciato la sentenza di condanna fissando la pena in 5 anni e 4 mesi per ciascuno dei quattro imputati.

La decisione del Tribunale rappresenta il primo grado di giudizio e potrà essere impugnata nei successivi gradi previsti dall’ordinamento. Lo riporta RaiNews.it

Attraverso una nota stampa, “la FIPE prende atto della sentenza pronunciata dalle autorità giudiziarie competenti nei confronti dell’atleta Antonino Pizzolato e, rinnovando il proprio impegno sociale e culturale contro ogni forma di abuso, conferma il pieno rispetto per le Istituzioni e per l’operato della Magistratura anche in presenza di una pronuncia di primo grado, soggetta, quindi, ad ulteriori gradi di giudizio”. “I valori etici, di legalità, correttezza e rispetto delle regole costituiscono riferimenti imprescindibili per la FIPE che continuerà ad ispirare a tali principi ogni propria decisione e comunicazione”.

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