Manfredonia

“Inceneritore parte ad agosto”. Nichi e i misteri sul CDR (II)


Di:

Il Governatore pugliese Nichi Vendola (ST)

“L’INCENERITORE del Gruppo Marcegaglia – in contrada Feudo della Paglia a Manfredonia – dovrebbe accendere ad agosto, in base a voci tra agricoltori e residenti di Posta Angeloni e Borgo Fonterosa”. Una notizia che “desta preoccupazione”, soprattutto tra coloro che abitano nelle campagne circostanti l’impianto, esattamente quelle “197 persone” che, secondo gli studi della società che gestirà l’impianto, sarebbero i più esposti ai rischi igienici e sanitari (II parte – FINE).

(…)

Oltre ai comunicati del Comune di Manfredonia, è un’ordinanza a firma del governatore Nichi Vendola a indicare una tabella di marcia per l’entrata in funzione dell’inceneritore di Manfredonia e della rispettiva impiantistica a servizio della produzione di CDR (combustibile dai rifiuti) “a maggio o al massimo entro la fine dell’estate”. Anche questa ordinanza è pubblicata sul blog 3 Santi all’Inferno, in un post intitolato “Dio ricicla, Vendola brucia”, che mette online molti dei documenti ufficiali.

“L’ordinanza del primo aprile 2012, una specie di decreto commissariale emesso dall’ufficio stralcio del delegato all’emergenza ambientale in Puglia (nonostante la stessa sia ufficialmente conclusa dal 2008) riguarda l’allineamento delle discariche di Capitanata (Cerignola, Deliceto e Foggia) alla chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso l’incenerimento. “Allineamento”, sottolineano dall’associazione Rifiuti Zero, è una “metafora bellica molto cara ai nazifascisti”.

Nell’ordinanza, in cui era stata paventata addirittura la possibilità di accendere l’impianto all’inizio dell’estate per “venire incontro al raddoppio di flussi provenienti dal Gargano”, si evice la “necessità di avviare una sperimentazione solo per gli impianti complessi di Cerignola e Deliceto che preveda la biostabilizzazione delle frazioni secche“, mentre la misteriosamente già allineata discarica di Passo Breccioso a Foggia “risulta già in grado di produrre la frazione secca combustibile da trattare presso l’impianto di produzione di CDR di Manfredonia”.

Lo stesso Raphael Rossi, ormai in congedo da Foggia e dalla politica locale, non ha saputo fornire spiegazioni convincenti in merito. Inoltre, Capitanata Rifiuti Zero non conosce ancora il parere sull’ordinanza reso dall’ARPA Puglia con la nota n° 14663 del 14 marzo 2012, ma sta protocollando richiesta di accesso agli atti; mentre l’ASL di Foggia non ha espresso nessun parere, nonostante l’invito, sulla possibilità di effettuare le operazioni prescrizione presso l’impianto gestito dall’Agecos (vedasi Bonassisa) in località Catenacci a Deliceto.

I contenuti di quest’ordinanza sono stati illustrati in un vertice a porte chiuse in Prefettura a Foggia il 15 marzo 2012. Essa prevede, in deroga al Dlgs 152/2006 (Testo Unico Ambientale), di “produrre in Capitanata un combustibile da rifiuti decisamente fuori specifica, di scarsissima qualità e potenzialmente ancora più dannoso per la salute, l’ambiente e le coltivazioni”. In pratica delle ecoballe, com’è successo in Campania, “delle quali sarà estremamente difficile conoscere il reale contenuto” e che a Foggia quel che resta di AMICA starebbe già provvisoriamente iniziando a mettere in discarica, ma “illegamente perchè in quanto rifiuto speciale il CDR non può essere smaltito in discariche adibite a rifiuti urbani come quella foggiana”.

Secondo l’ordinanza del Presidente Vendola, questa sperimentazione sarebbe destinata a durare per sei mesi dalla data di avvio dell’impianto di produzione di CDR, adiacente all’inceneritore, laddove il primo è stato collaudato da Giuseppe Corti della Regione Puglia (figura di responsabile del “Sistema pubblico impiantistico per il recupero energetico dei rifiuti urbani della Provincia di Foggia”), mentre invece il secondo sarebbe stato collaudato dall’ing. Bruno Rinaldi di Manfredonia.


I misteri dell’impianto di CDR.
“L’impianto di CDR – ricorda Capitanata Rifiuti Zero – è quello su cui ammontano le nubi più oscure, sia dal punto di vista tecnico e autorizzativo”. “Sebbene collaudato di recente, è stato realizzato già nel 2008 con finanziamento europeo dalla CoGeAm (joint venture di Gruppo Marcegaglia e Tradeco, azienda della famiglia altamurana Columella, già gestori dell’inceneritore di rifiuti sanitari a Cerignola, Ecocapitanata – azienda prescritta presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari per traffico di rifiuti e ipotesi di omicidio – come riferito dall’associazione); la CoGeAm possiede il 99%, mentre la Provincia di Foggia l’1% delle quote della Società Progetto Ambiente FG Srl., che gestisce l’impianto di CDR affianco all’inceneritore”.

“Tuttavia – secondo Capitanata Rifiuti Zero – questo impianto è poco più che un capannone semivuoto, in quanto è risaputo che a Manfredonia, grazie all’inceneritore, arriverà il turismo”. “Sì, quello dei rifiuti da tutta la Puglia e persino dal resto d’Italia. E’ legittimo chiedersi se la Provincia di Foggia può fare affari nel settore dei rifiuti”, dicono i referenti dell’associazione.


I ricorsi.
Ad inizio agosto ci sono, dunque, appena certezze sull’inceneritore del Gruppo Marcegaglia, su cui pende la spada di Damocle del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica presentato dal Comune di Cerignola, e che nel frattempo arrivato al vaglio del Consiglio di Stato. “Non c’è nessuna traccia del sofisticato sistema di rilevamento della diossina, attraverso la prescrizione di quattro campionatori in continuo di questa pericolosa sostanza bioaccumulabile, dispositivi che avrebbero dovuto essere posizionati nei pressi delle quattro abitazioni più vicine all’impianto”. “Allo stato attuale, sono stati depositati tre esposti alla magistratura pugliese con l’apertura di almeno due fascicoli d’inchiesta da parte della Procura di Foggia (in cui i cittadini e i comitati risultano parte lesa insieme al Comune di Manfredonia) e c’è stato un sequestro degli atti da parte della Guardia di Finanza all’inizio dell’anno, verosimilmente per questioni riguardanti l’aggiudicazione del II protocollo aggiuntivo del Contratto d’Area, più che per problematiche tecnico-giuridiche”. “Anche qui l’attuale sindaco di Manfredonia non può scaricare la responsabilità sul predecessore Paolo Campo, perché ci risulta che Angelo Riccardi all’epoca si occupasse proprio dei finanziamenti per l’area dichiarata depressa dal Governo in seguito alla chiusura del petrolchimico”, dicono i referenti dell’associazione.

“Sarà un agosto molto caldo e Capitanata Rifiuti Zero inizierà a proporre in questo mese una serie di dieci domande agli amministratori locali e alle istituzioni sulle incoerenze di questo caso ambientale” (II – fine – In esclusiva per Stato – Seguono le 10 domande dell’associazione rivolte alle istituzioni).

(PRIMA PARTE )

Redazione Stato@riproduzione riservata (@2012)

“Inceneritore parte ad agosto”. Nichi e i misteri sul CDR (II) ultima modifica: 2012-08-06T17:05:32+00:00 da Redazione



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Commenti


  • povera zapponeta

    povera zapponeta,
    povera tre santi,
    povera manfredonia!

  • campo ci ha fatto un bel regalo, parlo ai manfredoniani, campo, riccardi e il pd ci hanno fregati su tutta la linea


  • Arrabbiato

    Cavolo non ero molto andato molto lontano nel mio precedente post!!!

    Evviva il tritovagliato!!!!

    Vuoi vedere che tra un po’ bruceremo la munnezza di Napoli , come e’ avvenuto nell’impianto di … Sempre di un socio del gruppo


  • Salvatore CLEMENTE

    I possibili danni al territorio circostante si potrebbero evidenziare con i rilevatori di diossina ed altri precipitati, ma misteriosamente sono scomparsi.
    Per me il cdr è una cagata pazzesca, il bilancio energetico è appena positivo, dopo la combustione ci sono scorie da smaltire (se non ricordo male, circa 1/3 del peso originale)ed i filtri non potrebbero mai abbattere efficacemente tutte le sostanze componenti il particolato al livello di tolleranza previsto dalla legge, figurarsi se poi non funzionassero al 100% i filtri… qualche maligno sospetta che sul sistema di filtraggio ogni tanto si risparmia…
    Ma la colpa non me la sento di attribuirla a Campo o Riccardi.
    Facciamoci un’analisi di coscenza: la colpa è nostra che non siamo in grado di differenziare con successo la rsu.
    Il miglior modo di chiudere il cerchio dei materiali a fine vita è differenziare plastica, vetro, carta, vestiti, batterie, raee.
    Di quello che resta, differenziare umido e secco; l’umido diventa compost, un fertilizzante naturale da utilizzare in sostituzione di quelli chimici. Il bilancio energetico ed ecologico è abbondantemente positivo e maggiora se si considerano le sostanze chimiche non trattate per ottenere fertilizzante sintetico.
    La parte secca degli rsu resta l’unica che va in discarica, ma produce effetti enormemente inferiori rispetto alla rsu indifferenziata: scarsissimo percolato, scarse emissioni di gas serra, scarsi odori…
    Bisogna spendere in campagne a tappeto di informazione sull’assoluta necessità di spendere qualche minuto di tempo al giorno per differenziare, anche sporcandosi le mani.
    Si risparmia sulle tasse, si creano posti di lavoro, aumenta il PIL, la fiducia nel territorio e si riducono gli spread, ancora, ma non da ultimo, si migliorano salute e aspettative di vita.

  • Salvatore Clemente: Che cosa intendi con “la colpa è nostra che non siamo in grado di differenziare”? Se Riccardi e gli altri amministratori non mettono i cittadini nelle condizioni di fare la raccolta porta a porta per inerzia politica, essi non saranno mai in grado di differenziare. I risultati di città come Salerno mostrano che anche al sud differenziare, e bene, è sempre stato possibile. Invece, stiamo facendo una fine anche peggiore di quella di Napoli.


  • Angelo Berlusconi

    Veleni pericolossissimi sotterrati a nord della città, a sud l’inquinamento del candelaro, dalla campagna un altro ecomostro, la riviera cittadina imbarbarita da paludi e cemento
    che cosa vogliamo di più?


  • Salvatore CLEMENTE

    Per città del sole:
    intendo che se i politici non sanno affrontare il problema con successo, allora dobbiamo farlo da soli.
    Utopia?
    Sicuramente perchè ci potrebbero volere secoli.
    Allora concordo con quello che hai scritto tu e lo puoi capire già leggendo il mio precedente commento.
    Infatti, credo che occorra investire molte risorse in campagne informative che riescano a penetrare nella nostra parte inconscia, quella che ripete i modelli comportamentali acquisiti.
    Come? Attraverso la drammatizzazione oppure con metodologie cognitive.
    Mi spiego: se io vedo mio padre estrarre dal pacchetto l’ultima sigaretta e poi gettarlo fuori dal finestrino della macchina in corsa, se gioco a pallone vicino al cassonetto e vedo la gente buttare il sacco di immondizia per terra perché si scoccia ad alzare lo sportello del cassonetto, se vedo che in casa si raccoglie tutto in un unico sacco, avrò acquisito dei modelli che sarà difficile controllare consciamente.
    Si deve agire quindi sul vissuto della persona per ricondizionare i modelli comportamentali.
    Ma per farlo ci vogliono esperti che costano, quindi non si investe per risparmiare.
    Tuttavia, a conti fatti, si spende 1000 volte tanto per le penalità dovute al tasso di rsu indifferenziato sul totale.
    Quando sono stato in vacanza in Austria, Svizzera, Francia e Germania, vedevo strade pulite, piazze non imbrattate, cassonetti ordinati…
    Mi è venuto da pensare che stessi visitando una landa di persone “superiori”, quando in realtà quei luoghi sono abitati da gente con gli stessi geni nostri, con la differenza che acquisiscono modelli più virtuosi. Dunque la mia provocatoria asserzione che la colpa è nostra, perché ci tramandiamo comportamenti incivili.
    Spero di essere stato chiaro.

  • Sì, è chiaro, soprattutto il riferimento alle penali (legge pugliese sull’ecotasse) che colpirà tutte le città che non raggiungono il 43% di differenziazione (Manfredonia è sotto il 10%). Quindi, o Riccardi è un mago oppure la TARSU aumenterà notevolmente l’anno prossimo. E l’inceneritore scoraggia i comportamenti virtuosi!

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