BARI – Un’interrogazione urgente e una richiesta di audizione congiunta nelle Commissioni Agricoltura e Bilancio sono state presentate dal gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, guidato dal presidente Paolo Pagliaro, insieme ai consiglieri Tonia Spina (vicepresidente), Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri.
Al centro dell’iniziativa la mancata attuazione del trasferimento della gestione degli acquedotti rurali dall’ARIF (Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali) ad Acquedotto Pugliese (AQP), previsto dall’articolo 41 della legge regionale n. 7, approvata nel maggio 2025.
Secondo i consiglieri di FdI, il passaggio avrebbe dovuto essere completato entro trenta giorni dall’entrata in vigore della norma, ma, a oltre un anno di distanza, il trasferimento non è ancora stato effettuato.
Nell’interrogazione il gruppo evidenzia come la gestione degli acquedotti rurali continui a generare un disavanzo stimato in 5,6 milioni di euro per il 2025, attribuito a una serie di criticità: perdite nella rete idrica, elevati costi del personale e dell’energia, morosità diffuse e difficoltà nella quantificazione e riscossione dei consumi idrici dei consorziati. La rete interessata comprende canali e condotte ricadenti nel perimetro del Consorzio Centro Sud Puglia, già appartenenti ai quattro consorzi di bonifica commissariati e successivamente soppressi (Arneo, Stornara e Tara, Ugento Li Foggi e Terre d’Apulia), la cui gestione è stata affidata ad ARIF.
Fratelli d’Italia sottolinea inoltre la presenza di infrastrutture obsolete, con tubazioni in amianto e reti deteriorate che, secondo il gruppo consiliare, compromettono l’efficienza del servizio e l’approvvigionamento idrico in alcune aree rurali.
Le richieste alla Regione
Con l’interrogazione, i consiglieri chiedono alla Regione di chiarire le ragioni del mancato trasferimento della gestione ad AQP, di quantificare il debito accumulato negli anni e di rendere noto il cronoprogramma previsto per il completamento dell’iter. Secondo FdI, il passaggio ad Acquedotto Pugliese consentirebbe di ridurre le perdite della rete e di migliorare l’efficienza del servizio irriguo, con un risparmio stimato di circa 6 milioni di euro all’anno.
“L’acqua è una risorsa essenziale per l’agricoltura pugliese – affermano i consiglieri – ma continua a disperdersi in una rete che necessita di interventi strutturali. Per questo chiediamo alla Regione di fare chiarezza sulle responsabilità e sui tempi di attuazione della norma.”



