FOGGIA, 6 agosto 2026 – Foggia continua a volare. I dati mostrano in modo chiaro che la risposta della comunità è direttamente proporzionale ai voli effettivamente disponibili. Per far crescere il numero totale dei passeggeri la strada è univoca: ampliare l’offerta, aumentare le frequenze e diversificare le destinazioni, divulgare e promuovere l’offerta di volo del Gino Lisa.
La domanda del territorio foggiano e della sua provincia resta solida. Le rotte per Milano e Torino registrano un’affluenza costante e prezzi di vendita medio-alti: un segnale evidente che l’utenza risponde presente ogni volta che il servizio viene garantito. Si può dire lo stesso per la recente riapertura di Bergamo.

Il Load Factor e il confronto con il mercato
L’impiego di aeromobili con una capienza adeguata alla domanda attuale ha permesso di raggiungere un tasso di riempimento medio (Load Factor) superiore al 65%. Si tratta di un risultato di tutto rispetto, difficile da conquistare in scali minori, che conferma quanto gli aerei utilizzati siano proporzionati alla domanda reale del bacino d’utenza.
Per contestualizzare il dato, basti pensare che solo la più importante compagnia low-cost europea riesce ad attestarsi su un Load Factor medio del 94%, mentre le maggiori compagnie tradizionali (major) viaggiano tra l’80% e l’84%. Solo attraverso un potenziamento dell’offerta anche Foggia potrà vedere i propri indici di riempimento crescere ulteriormente.
Cosa dicono davvero i numeri di Assoaeroporti?
I dati statistici dei primi 7 mesi dell’anno indicano un calo del 30% del traffico passeggeri allo scalo di Foggia. È un dato reale, ma che da solo rischia di essere fuorviante se non viene letto insieme agli altri indicatori.
Dal confronto dei report ufficiali (Gennaio-Luglio 2026 vs 2025), emerge quanto segue.
Meno voli offerti = Meno passeggeri complessivi
Gennaio-Luglio 2025 (Lumiwings): 894 movimenti aerei (tra rotte nazionali e l’internazionale per Monaco).
Gennaio-Luglio 2026 (Aeroitalia): 576 movimenti aerei (esclusivamente per Milano, Torino e Bergamo).
Con una riduzione del 36% dei voli offerti, la contrazione dei passeggeri totali (da 46.363 a 32.543) è la diretta conseguenza del minor numero di frequenze sul tabellone.
Confrontando lo storico dei primi sette mesi degli ultimi quattro anni — ossia dal ripristino dei voli all’Aeroporto di Foggia — emerge una crescita netta delle performance. Nel 2025, nonostante il raddoppio dell’offerta di voli, il load factor si è mantenuto sui livelli dello stesso periodo del 2023, segno evidente che l’aumento dell’offerta ha intercettato un numero crescente di viaggiatori. Nel 2026, la successiva contrazione dei voli ha portato a un conseguente rialzo del load factor medio, confermando cioè la presenza dello “zoccolo duro” di passeggeri che tiene indipendentemente dall’offerta.
Pertanto, i dati assoluti rischiano di essere fuorvianti se slegati dal contesto in cui l’Aeroporto di Foggia ha operato: un cambio di vettore, la riprogrammazione delle rotte con il ritorno da Malpensa a Linate (che ha subito mostrato riscontri positivi) e un numero di frequenze nettamente inferiore rispetto all’anno precedente. Analizzare i numeri senza considerare queste variabili significa scivolare nel falso mito secondo cui ‘il territorio non risponde’: la domanda esiste, ma è strettamente legata alla qualità e alla continuità dell’offerta.
L’andamento della stagione estiva
L’analisi del quinquennio confermata dallo scalo foggiano rivela come a luglio si registri una flessione ricorrente rispetto a giugno e settembre. Questo fenomeno riflette la composizione dell’attuale offerta di volo, tarata su esigenze di lavoro e studio che a metà estate diminuiscono. Il segmento turistico, pur presente, viaggia con logiche differenti (soprattutto nei weekend) e non dispone ancora di collegamenti diretti verso destinazioni a spiccata vocazione estiva, come la Sardegna o l’arcipelago greco e spagnolo. È la dimostrazione che non manca la risposta del territorio, ma l’offerta di prodotti di volo stagionali ad hoc.
In sintesi
Dietro l’etichetta del ‘calo di passeggeri’ si cela una verità che non si può eludere: nessun aeroporto cresce se si dimezzano le tratte e le frequenze, neanche il Gino Lisa. È ora di interrompere il gioco di ‘dare i numeri’ e iniziare a leggere i dati nel loro reale contesto. Il ‘Gino Lisa’ ha un bacino d’utenza pronto e reattivo: per passare dalla semplice tenuta del load factor a un aumento strutturale dei flussi totali, la strada maestra resta una sola: potenziare e stagionalizzare l’offerta di volo. Tutto il resto significa continuare a rifinire la cornice senza preoccuparsi del quadro da metterci dentro.




