ManfredoniaRicordi di storia
"Ora tocca a voi amare la vita come l’amammo, l’amiamo e l’ameremo anche dopo… attraverso i vostri cuori"

Manfredonia, Cosimo Del Nobile “Passaggio di testimone” (II)

"Dedicato a coloro che danno continuita’ e gioia ai propri nonni"


Di:

(II) . Da riempirla e prima di spanderla sul terreno volle soddisfare una sua curiosita’ “se la stringo in un pugno riesco a trattenerla?” Ci rise sopra e stava per rinunciarci ma per principio lo fece. Cosi’ constato’ che quando piu’ stringeva il pugno piu’ i granelli scivolavano dalla mano , alla fine essa torno’ vuota. La tenne aperta, guardandola fissa, riflette’ che gli anni sono come la sabbia, scivolano via portandosi la cosa piu’ bella: la giovinezza.

Quel po’ di spavalderia di voler affrontare con disinvoltura ,quello che non poteva piu’tornare venne a mancare di colpo; la curiosita’ non lo rese soddisfatto e cambio’ umore repentinamente. Si sedette dinuovo e tocco’ l’albero per aver conforto poi poso’ i gomiti sulle ginocchia , alzo’ le braccia allargo’ le mani e poso’ la testa su di esse. Chiuse gli occhi sperando di ritrovarsi e non perdersi aancora nell’agonia del rimpianto: risvegliare l’amore per la vita era cio’ che cercava nel buio.Ad un tratto senti’ una leggera ma percettibile pressione alla schiena, apri’ gli occhi, istintivamente fece il gesto di girarsi , ma fu fermato da una voce soave femminile. “non ti girare , se lo fai io scompaio”, l’uomo non lo fece ma chiese: “chi sei? Almeno questo ldevo saperlo” Certo rispose, appoggiandosi ancora di piu’

“La giovinezza aveva colpito l’intelligenza dell’uomo”

Emise un fluido di calore rigenerando il corpo dell’uomo ormai gelido; “Sono la tua giovinezza mi invochi sempre ,rimpiangendomi; tu non ascolti mai il cuore, cosa ti succede? Io sono sempre in te. E invece tu mi trascuri per rincorrermi nel passato e perdentoti a piangerti addosso, farlo ancora non ti serve a niente, sono io la tua speranza se lo vuoi; percio’ smettila di farti del male e accetta quello che la vita ti da ancora con serenita’ e pazienza. Ricordati fino a quando tu avrai coscienza di essa io non andro’ mai via da te lasciandoti solo”. La giovinezza aveva colpito l’intelligenza dell’uomo vedendolo assorto nel percepire le sue parole. Gli diede tempo di riprendersi e raccomando’ ancora: “Non ti ostinare ad allontanarti dalla realta’, e’ quella la strada che stai percorrendo , non c’e’ ne sono altre , non cercare di cambiarla, e’ inutile”. L’uomo voleva ribellarsi ma la giovinezza lo zitti: “Vivere in simbiosi con te non e’ facile, frena e tienimi per quello che sono ora , lascia andare l’altra, essa e’ morta”. La giovinezza non si tenne ed espresse con esclamazione dura la gelosia che la stava annientando. Tacque’ per un po’, l’uomo era cupo e scontroso , non azzardo’ a dire parola; così come si erano messe le cose lo splendore del giardino si tramuto’ in un luogo a dir poco funereo. La giovinezza non si rassegno’ e torno’ con voce soave ad incolparlo “Ascoltami per l’ultima volta, prendi qualcosa di tuo e donalo a chi ti ama, loro aspettano da te , per il grande cuore che hai , tutto l’amore che li puoi dare, tu non sai quanto ne hanno bisogno, glielo devi”. A queste parole l’uomo risalì la china e si scrollo’ di dosso il torpore che lo attanagliava.

Si alzo’ e drizzo’ la testa a mo’ di sfida trovando nell’orgoglio la forza di abbattere l’angoscia: “Così e’ , e così sia; allora tanto vale affrontarla a viso aperto ed avere il coraggio di nascondere la paura e non dargliela vinta”. Il cammino era tracciato , innalzo’ il vessillo della coscienza e tiro’ dritto verso quello che doveva essere il domani. Intanto la giovinezza rientro’ nell’uomo e si insidio’ nell’animo, anche se piccola piccola dara’ la gioia di esserci sempre, glielo aveva promesso. Prima di chiudere il cancello guardo’ il giardino, un sole splendido lo inondava, dandogli la giusta misura della sua bellezza; quello che era veramente con il cuore in tumulto dall’emozione si avvio’ verso casa felice di godersi ancora le strade piene di festa e fregandosene altamente del manifesto attaccato alla vetrina del ristorante e non tenendo conto delle rughe che solcavano il suo viso: “sono le mie”, si disse ad alta voce , tanto non c’era nessuno ancora per strada “le ho conquistate”. Pulì per bene tutto , preparo’ la colazione a tutti e dopo comincio’ a gridare: “Sveglia il Nuovo Anno va visuto dal primo giorno”.

Quando erano intorno al tavolo assonnati, l’uomo non tenne in considerazione il borbottio per averli svegliati; prima che consumassero la colazione riunì i “sei” nipoti allineandoli in piadi innanzi al tavolo.

Ora tocca a voi amare la vita come l’amammo, l’amiamo e l’ameremo anche dopo

Conoscendolo , il resto della famiglia, non si scomposero ma si guardarono incuriositi pensndo all’unisono “cosa diavolo li vorra’ dire”. Il nonno non aspetto’ piu’ di tanto e parlo’ con un sorriso accattivante e senza preamboli comincio’: “Ora tocca a voi amare la vita come l’amammo, l’amiamo e l’ameremo anche dopo… attraverso i vostri cuori”. Guardo’ la moglie e lei con un vero sorriso gli mando’ un bacio e muovendo la testa in un continuato si. Il resto della famiglia si guardarono solo senza commentare. Il piu’ grande dei nipoti, dopo essersi consultato, ebbe il consenso di rispondere ai nonni : “Si ora tocca a noi amare la vita come l’amaste, l’amate e l’amerete voi anche dopo… attraverso i nosti cuori colmi di quell’amore che ci avete dato , ci date e che , ne siamo certi, ci darete anche dopo… e sara’ la luce nel cammino della nostra vita in vostro nome”.

Non ci furono applausi ma sorrisi commossi di tutti. Per chiudere il “passaggio di testimone” il nonno rivolgendosi a tutti, ma guardando la moglie un bel po’ emozionata come lui disse: “ fa tua, la mia, la loro casa, quando casa s’intende come AMORE e’ questa”.

COSIMO DEL NOBILE
P.S. Dedicato a coloro che danno continuita’ e gioia ai propri nonni.

Manfredonia, Cosimo Del Nobile “Passaggio di testimone” (II) ultima modifica: 2018-09-06T12:18:08+00:00 da Redazione



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