Teatro

Manfredonia, “Il soldato di ventura Camillo de Lellis”


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sancamilloManfredonia – TEMPO: oggi. Luogo: sottoscala di un grande ospedale romano. Un uomo stanco e malato si aggira in solitudine. E’ un soldato che, dopo aver combattuto per il proprio esercito, si ritrova ad affrontare un nemico ben più oscuro: la propria malattia. In questa sala, in questo silenzio, una figura si avvicina al soldato, facendosi largo tra i suoi confusi pensieri. Si tratta di un altro uomo, dallo sguardo antico e misterioso, dai modi marziali ma allo stesso tempo amorevoli. Un uomo senza età che ascolta il soldato prima di cominciare a narrare la propria storia. Una storia che ha inizio molto lontano, nel tempo e nello spazio. Mentre il presente sfuma in scene passate, l’uomo al racconto si presenta come Camillo de Lellis, soldato di ventura in un’Italia di fine cinquecento. Inizia così il racconto musicale Camillo de Lellis, scritto e diretto da  Lorenzo Cognatti, con le musiche di Sergio Palumbo, Antonio De Carmine e  Mauro Spenillo, portato in scena dalla compagnia Jobelteatro di Roma. Lo spettacolo, dopo aver girato un po’ tutta l’Italia, sarà presentato gratuitamente per tutte le comunità della diocesi e la cittadinanza venerdì 9 ottobre alle 21.00 al teatro Toniolo di Mestre. L’occasione è quella della seconda assemblea ecclesiale, che si celebrerà la domenica successiva a san Marco, che vedrà le nostre comunità radunate attorno al vescovo nella testimonianza della propria fede: e proprio la riscoperta di alcuni testimoni di fede, come Camillo, vuole aiutare a preparare questo evento. Il contesto cittadino, poi, è quello dell’Autunno mestrino, ricco di iniziative ed eventi, che patrocina lo spettacolo grazie all’assessorato alla cultura del Comune di Venezia, insieme alla provincia dei Padri Camilliani, l’Unitalsi, la Croce Rossa e il Ministero dei Beni culturali. La storia di Camillo de Lellis è la storia di una grande conversione: a vent’anni una ferita alla gamba lo costringe ad abbandonare i campi di battaglia e a recarsi a Roma per farsi medicare. Qui comincia a prestare servizio presso l’ospedale San Giacomo; torna a condurre una vita dissoluta vagabondando per l’Italia fino a quando, giunto a Manfredonia, trova lavoro in un convento di Cappuccini. A venticinque anni vive una forte esperienza di conversione che cambierà il corso della sua storia; a Roma, dove era tornato per curare la piaga alla gamba, matura definitivamente la vocazione all’assistenza dei malati e l’idea di creare una compagnia di uomini interamente dediti all’assistenza infermieristica. Si trasferisce all’ospedale di Santo Spirito, dove fonda la Compagnia dei Ministri degli Infermi. Il suo carattere irruento e battagliero porta un vento di rivoluzione in corsia, ponendo le basi di una nuova disciplina infermieristica. Affronta pregiudizi e abitudini, vivendo e contrastando i drammatici avvenimenti storici e naturali del tempo, tra cui la peste di Roma e lo straripamento del Tevere. San Camillo, a cui i secoli successivi attribuiranno i nomi di molti e prestigiosi ospedali, avrà finalmente un volto e una storia precisa grazie a questo spettacolo, che aiuterà a riscoprire la bellezza di raccontare la santità, ordinaria e straordinaria, anche attraverso strumenti e linguaggi diversi come quello della musica e del teatro.

(tratto da Genteveneta)

Manfredonia, “Il soldato di ventura Camillo de Lellis” ultima modifica: 2009-10-06T18:09:18+00:00 da Agostino del Vecchio



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