Lavoro

Scuola ed università: le proteste della FLC Cgil in Puglia


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A Foggia manifestazione di protesta dei precari della scuola (archivio)

Foggia – E’ un momento cruciale per le Università italiane. Dappertutto sono in corso iniziative di protesta volte a contrastare l’approvazione del disegno di legge Gelmini di riforma della Governance universitaria (il prossimo 14 ottobre inizierà la discussione alla Camera). Oltre al carattere centralistico, burocratico e autoritario, il provvedimento di legge, proposto mentre si strozzano con i tagli finanziari le Università, colpisce in particolar modo i ricercatori di cui ne viene strutturalmente precarizzata la figura. Questo giustifica la particolare forma di lotta messa in campo dagli stessi ricercatori ( Proteste ricercatori), ai quali la FLC Cgil dà pieno sostegno, con il rifiuto di prestare attività didattica, il che sta determinando anche in Puglia lo slittamento dell’inizio dell’anno accademico, delle lezioni come delle sedute di laurea. E’ evidente che ora si richiede uno sforzo di tutte le componenti universitarie, cui stanno a cuore i valori di autonomia e democrazia e che chiedono che si rafforzi il ruolo pubblico del sistema dell’Alta formazione, per l’intensificazione delle iniziative di protesta e di lotta, cercando l’unità non solo negli obiettivi ma anche nelle forme.

Per questo la FLC Cgil ha messo in campo diverse iniziative: dallo sciopero previsto per l’8 ottobre e diverse assemblee tra cui quella prevista per il 7 ottobre a Bari e l’11 ottobre a Foggia.

Nel frattempo le Segreterie provinciali di FLC e CGIL di Bari, Foggia e Lecce hanno scritto ai Rettori delle rispettive Università chiedendo un incontro urgente, poiché, a fronte della richiesta di diversi organi accademici di fissare la data di inizio delle lezioni nonostante sia ancora in campo la protesta dei ricercatori, il Sindacato intende affrontare i seguenti problemi: con quali risorse professionali si coprirà il fabbisogno di docenti? E con quali risorse economiche, qualora si dovesse ricorrere a professionalità esterne a pagamento? Quali saranno i criteri di assunzione e quale qualità sarà assicurata agli studenti? Non è accettabile infatti che a pagare le spese dei guasti della Gelmini siano i ricercatori, né tanto meno gli studenti. Occorre ricercare punti di equilibrio nel rispetto del diritto allo studio, ma anche della libertà di protesta e di lotta.

8 OTTOBRE SCIOPERO NAZIONALE – I lavoratori e le lavoratrici della scuola, dell’università, degli enti di ricerca delle accademie e dei conservatori, incroceranno le braccia venerdì prossimo, 8 ottobre, in occasione dello sciopero nazionale proclamato dalla FLC CGIL. La qualità e la stabilità del lavoro, al centro della mobilitazione della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza della CGIL, perché solo con questi requisiti, fa sapere la FLC CGIL, “si potranno governare i necessari processi di cambiamento dei nostri comparti”, ponendo le premesse per un nuovo patto generazionale “che abbia come pilastri e in rapporto inscindibile, diritto allo studio, Welfare studentesco e qualità del lavoro”.

Venerdì prossimo, si terranno quindi, con modalità diverse, le prime ore di sciopero, che saranno attuate in maniera articolata fino a dicembre 2010. Inizialmente, sarà interessata la prima ora di lezione per i docenti della scuola, la prima ora di attività per i docenti universitari e i ricercatori, la prima ora di servizio per il personale ATA (ausiliario-tecnico-amministrativo). In particolare: per la scuola, il personale impegnato nei turni pomeridiani/serali sciopera l’ultima ora di servizio, per gli enti di ricerca si tratta della prima ora di lavoro per i ricercatori e tecnologi (che va effettuata nell’ambito dell’autonoma determinazione dell’orario di lavoro) e la prima ora di servizio per il personale tecnico e amministrativo.

Per la FLC in una grave situazione, fatta di tagli pesantissimi, restano prioritarie alcune richieste come: il blocco dei tagli per tornare ad investire in tutti i comparti della conoscenza; il sostegno al ruolo pubblico; il superamento del precariato in tutti i comparti pubblici e privati; la riconquista del contratto nazionale e del diritto alla contrattazione decentrata; la difesa delle regole democratiche e della rappresentanza in tutti i settori pubblici e loro estensione nei settori privati; il rilancio del sistema pubblico di ricerca; la costruzione di un sistema nazionale della formazione professionale.

Anche gli studenti protestano, scendendo in piazza, nel giorno dello sciopero nazionale della FLC CGIL, con una mobilitazione studentesca nazionale. Tanti gli appuntamenti promossi dalle organizzazioni studentesche ReDS e UDS; previsti infatti cortei in più di 50 piazze italiane.

Scuola ed università: le proteste della FLC Cgil in Puglia ultima modifica: 2010-10-06T18:54:21+00:00 da Redazione



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